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Verona: San Zeno in Monte - Batteria di Scarpa

Club di Territorio di Verona

Visita guidata

 

SAN ZENO IN MONTE

BATTERIA DI SCARPA

 

Sabato 23 settembre 2017

 

 

LA BATTERIA DI SCARPA

 

NUMERAZIONE AUSTRIACA

Il nome della Batteria (in tedesco Grabens-Batterie n° XII) indica la collocazione dell’opera sul muro di scarpa del fossato. Nella  numerazione austriaca il numero romano segnala la dislocazione delle opere lungo la cinta; la numerazione araba era invece destinata alle torri.

 

Progettata da Franz von Scholl e realizzata nel 1840, la Batteria di Scarpa si integra con le precedenti opere medievali e cinquecentesche riprendendo la forma circolare delle rondelle veneziane. Alla casamatta semicircolare, con quattro postazioni di artiglieria, si accede dalla strada interna.

 

A sinistra del portale c’è la polveriera; di fronte, a destra dell’ingresso, due postazioni per i fucilieri che possono battere la berma sopra la sottostante sortita, difesa a sua volta da una caditoia a tiro piombante, accorgimento delle fortificazioni medievali. La volta della casamatta è separata dalla parete con un taglio ad arco, collegato ad un sistema di sfiati per disperdere le polveri delle artiglierie.

 

Anche in quest’opera Franz von Scholl aggiorna il sistema difensivo in base al principio della difesa attiva, con una sortita per i ritorni offensivi. Una scalinata parte dal piano stradale scendendo al piano del fosso, 10 metri più in basso. È presa d’infilata dalla postazione ricavata nella torre scaligera. In basso tre postazioni di fucileria battono il fossato davanti alla sortita. Alla base della muratura corre, per tutto il perimetro della rondella, una galleria di contromina, alta circa un metro.

 

A lato della Batteria c’è la torre scaligera n°11, la più alta e l’unica completamente rivestita di mattoni.

Salendo nel vallo di Cangrande, fino al Castel San Felice, si fiancheggia un corridoio ecologico di grande interesse naturalistico. Il vallo e questo tratto di Mura sono le uniche opere superstiti dell’architettura di Cangrande della Scala. Lo scavo del fossato nel tufo della collina fu per l’epoca una vera impresa.

La cortina, a corsi irregolari orizzontali, sale a superare il dislivello tra la torre n°9 e la torre n°8. La capacità di adattarsi alla complessità del sito collinare dimostra l’abilità tecnica raggiunta dalle maestranze veronesi del trecento.

 

In alternativa si può salire all’interno, attraversato il piccolo varco pedonale ai piedi della torre n°9, lungo la strada militare che un muro in pietrame grezzo separa dagli orti sottostanti: i difensori potevano così muoversi indisturbati lungo le mura. In alto il cammino di ronda della cortina è quasi del tutto privo delle lastre di pietra di pavimentazione. Queste, solo in prossimità delle torri, erano sorrette da mensole. Si nota l’adattamento austriaco sui tratti laterali delle torri, nei quali la merlatura è stata sostituita da un muro continuo con feritoie.

 

Altre informazioni utili: 

Informazioni e prenotazioni:

 

ritrovo partecipanti:  ore 10,00 in via San Zeno in Monte (vicino alle mura dove si può parcheggiare)

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (entro giovedi precedente la visita)

Quota individuale di partecipazione: (per minimo 10 partecipanti)

  • Socio TCI € 3,00
  • Non Socio € 5,00
  •  

La quota comprende:  visita guidata

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club