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Verona: S. Maria in Organo e S. Giovanni in Valle - Visita guidata Tci

 

 

Club di Territorio di Verona

Visita guidata

Chiese S.MARIA IN ORGANO – S.GIOVANNI IN VALLE

Sabato 19 novembre 2016

 

La chiesa di Santa Maria in Organo è un luogo di culto molto antico, le cui origini si perdono nel tempo e risalgono sino all'età dei Longobardi. Il suo interno conserva una straordinaria decorazione pittorica, con affreschi realizzati dai maggiori pittori veronesi del medioevo. Durante la visita meritano una particolare attenzione le elaborate tarsie, presenti nel cinquecentesco coro ligneo e sugli armadi della sagrestia.

 

Le origini della Chiesa di Santa Maria in Organo si perdono nel tempo e risalgono sino all'età longobarda, tra il VI ed il VII secolo d.C. Distrutta e celermente riedificata dopo il terremoto del 1117, venne nuovamente ricostruita a cavallo del '500 dai monaci benedettini a cui era stata affidata nel 1444 dal papa Eugenio IV.

Divenuta una delle abbazie più ricche della città ERA AFFACCIATA SU UN CANALE LATERALE DEL FIUME ADIGE (che corrisponde all'odierna via Interrato dell'Acqua Morta) che dopo una disastrosa piena venne chiuso negli ultimi decenni dell'ottocento, decretando purtroppo la fine di alcuni degli angoli più caratteristici della vecchia veronetta. La maestosa facciata è incompiuta e si presenta con uno stile composito, divisa in due parti nettamente distinte. La parte inferiore in marmo bianco (opera del famoso architetto veronese Michele Sanmicheli) è rinascimentale e più recente, con tre imponenti arcate separate da paraste e semicolonne corinzie; la parte superiore è gotico-romanica e mantiene l'originario rivestimento che alternava filari di mattoni in cotto e tufo, terminante nel sottotetto con una delicata decorazione ad archetti pensili. Rinascimentali sono anche le forme del cinquecentesco campanile, presente sul fianco destro della chiesa, che esce dagli schemi tipici veronesi: ordini sovrapposti di finestre bifore, cieche nei livelli inferiori e aperte nella cella campanaria, sormontati da una balaustra che circonda un tamburo ottagonale su cui si erge una slanciata cupola.

 

L'interno a tre navate ha la forma di una croce latina, con presbiterio e transetto (navata trasversale) leggermente rialzati rispetto alla chiesa plebana. Sin dal primo sguardo il visitatore percepisce d'essere entrato in un tempio importante, che conserva una ricchissima decorazione pittorica: affreschi di Francesco Caroto e Nicolò Giolfino sui frontoni della navata centrale; pale di Antonio Balestra, Paolo Farinati, Francesco Torbido e del Guercino nelle cappelle laterali; affreschi di Francesco Morone, dipinti di Domenico Brusasorci e una pala di Alessandro Turchi detto l'Orbetto nella sagrestia. Sotto il presbiterio si trova la chiesa inferiore, costruzione preromanica a tre navate con volte a crociera, colonne e capitelli del VIII secolo. Visitabile su richiesta contiene una famosa pala marmorea trecentesca attribuita a Giovanni di Rigino.

 

Tra i gioielli conservati a Santa Maria in Organo meritano una PARTICOLARE ATTENZIONE LE INCREDIBILI TARSIE PRESENTI NEL CORO LIGNEO e sugli armadi della sagrestia. Realizzate tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo dal Frate Giovanni da Verona, raffigurano con certosina maestria paesaggi urbani (di Verona e della città ideale), allegorie, nature morte, oggetti comuni e d'uso liturgico. Superbo anche il candelabro del cero pasquale, opera in noce dello stesso autore ed alto quasi quattro metri, in cui sono intarsiati delfini, sfingi e immagini di santi. Nella chiesa è presente anche una preziosa scultura lignea policroma del XIII secolo, detta La Muletta, raffigurante un Cristo Benedicente che entra a Gerusalemme a cavallo d'una mula. Oggetto di varie leggende popolari, usciva dalla chiesa la Domenica delle Palme e in processione veniva portata lungo le vie cittadine.

 

San Giovanni in Valle è una chiesa di antica origine, edificata nel VI secolo sopra un'area sepolcrale romana che negli anni era divenuta un cimitero paleocristiano. Durante le dominazioni dei Goti e dei Longobardi, che erano di cristiani culto ariano, divenne una sorta di seconda cattedrale cittadina.

 

Durante il 1117 uno sciame sismico di eccezionale intensità colpì il nord Italia, e Verona porta ancora oggi i segni delle devastazioni: l'anfiteatro perse il terzo anello, molte chiese e monumenti furono distrutti "eliminando dalla città i ricordi alto-medievali e creando una forte presenza del romanico, lo stile della ricostruzione".

 

Anche la chiesa di San Giovanni in Valle venne rasa al suolo ma nel 1120 fu la prima ad essere ricostruita, con le forme attuali. In origine era stata edificata nel VI secolo sopra una preesistente area sepolcrale di epoca romana divenuta cimitero paleocristiano, divenendo UNA SORTA DI SECONDA CATTEDRALE CITTADINA quando Goti e Longobardi dominavano la città. Nel XII secolo venne realizzata anche la collegiata, un particolare seminario che ospitava gli aspiranti sacerdoti e che oggi funge da canonica della chiesa; un edificio semplice e anonimo a vedersi che però, con i suoi 900 anni, è la casa abitata più antica della città. La facciata della chiesa è in tufo, divisa verticalmente in tre sezioni che corrispondono alle navate interne.' Semplice e quasi priva di decorazioni: solo un fine ricamo con archetti pensili, una bifora e due piccole finestre laterali circondano il leggero protiro pensile che poggia su minute colonne in marmo rosso e protegge una Madonna con il Bambino attorniata dai Santi Bartolomeo e Antonio Abate, pregiato affresco di Stefano da Verona.

 

Sul fianco destro della chiesa sono visibili il Chiostro romanico, con archi a tutto sesto e colonnine in marmo abbinate, ed il piccolo campanile quadrato, romanico nella parte inferiore e settecentesco in quella superiore. L’interno è basilicale, con tre navate absidate divise da un'alternanza di pilastri ed esili colonne di marmo rosso con capitelli corinzi; sulle pareti lacerti di affreschi del XII-XIV secolo e un bel tabernacolo del tardo quattrocento.

Una particolare attenzione meritano il Battistero ottagonale in marmo greco, il settecentesco altare maggiore dallo stile barocco ed il SAN GIOVANNI BATTISTA DIPINTO DA FELICE BRUSASORZI che è conservato nella sacrestia.

Notevole la cripta presente nei sotterranei della chiesa ed accessibile da due ingressi posti ai lati della scala che conduce al presbiterio. E' divisa in due parti, che corrispondono a differenti epoche di realizzazione: la parte anteriore è a pianta quadrata e contiene otto colonne reimpiegate del IX secolo, mentre la parte posteriore è romanica (XII secolo) con le tradizionali tre navate. In questa parte del tempio sono custoditi due sarcofaghi in marmo greco di pregevole fattura: quello sulla sinistra è un sarcofago paleocristiano del IV secolo scolpito con scene di ispirazione biblica, che secondo la tradizione ospita le reliquie dei santi Simone e Giuda Taddeo; quello di destra è pagano (III secolo) ed era la tomba di una coppia di sposi, raffigurati al centro di una elaborata conchiglia sotto cui è finemente rappresentata una scena agreste.

 

Altre informazioni utili: 

Informazioni e prenotazioni:

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

Quota individuale di partecipazione (per minimo 10 partecipanti):

  • Socio TCI € 2,00
  • Non Socio € 3,00
  •  

La quota comprende: visita guidata

 

 

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