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Verona: "Presentazione libro di Mario Patuzzo L'Adige, Verona e i suoi ponti"

Verona era una città d'acqua, ed anche i ponti sull'Adige ne raccontano la storia.

 

Il Tci Club Territorio di Verona, in collaborazione con la Società Il Calmiere, presenta l’ultimo libro di Mario Patuzzo, appassionato cultore di storia veronese e autore di altri testi di storia locale:

 

L'Adige Verona e i suoi ponti

Gianni Bussinelli editore

260 pagine e 300 foto di cui molte inedite costo 16 euro

 

La presentazione è curata dalla D.ssa Elena Cardinali console per Verona e Provincia del Touring Club Italiano.

 

Il libro appare come un racconto di viaggio, quello dell'Adige, che inizia a Passo Resia, s'inoltra per la Val Venosta, si «sposa» con l’Isarco a Bolzano e scende per il Trentino fino a Verona da cuì scende verso il Polesine, parallelo al maestoso Po che sfocia più a sud nell'Adriatico.

Vengono narrate le vicende dei 15 ponti di Verona, strategici, monumentali, di transito, opere che, come spiega l'autore, «testimoniano la perizia e l'operosità dei loro costruttori dall'epoca più antica a quella più recente».

 

In questo viaggio s'intrecciano tante storie, come quelle dei forti austriaci, e poi italiani, a presidio di questa via d'acqua, le vicende dei paesi minori bagnate dalla sua corrente, come Pescantina, le opere idrauliche come la diga del Chievo, e quelle ambientali, come il parco dell'Adige.

La navigazione occupa un capitolo significativo nel libro che ricorda come già dal 1192 vennero stabiliti dei trattati tra Verona e
Venezia per regolamentare i commerci sul fiume, affidata in gran parte all'Arte dei Radaroli, gli zatterieri, e all'Arte dei Nauterìi, i nocchieri.

 

Mario Patuzzo non parla, però, solo di Verona ma inquadra l'attività commerciale e la vita della città in un contesto storico più ampio.
Particolareggiate anche le descrizioni delle navi fluviali e dei diversi tipi di imbarcazione utilizzati nel corso dei secoli. Lo fa anche illustrando porti, attracchi, inondazioni, trasformazioni della città, come la costruzione dei muraglioni dopo la rovinosa piena del 1882, che, necessari per salvare i quartieri dalle disastrose esondazìoni, le toglierà però il ruolo di città d'acqua, cancellando le immagini dei barcaioli, dei mulini, delle lavandaie e di tutte le attività che si svolgevano sul fiume.

Infine i ponti, costruiti, distrutti, talvolta rifatti, qualcuno perduto per sempre, come il ponte Postumio, altri modificati, molti cantati dai poeti, come Tolo da Re:

 

«L’Adese al ponte de la ferovia el struca i denti, el scantona, el vol desmentegar Verona...» 

 

 

 

 

 

 

Altre informazioni utili: 

In collaborazione con Società Al Calmiere.

La presentazione è curata dalla D.ssa Elena Cardinali console per Verona e Provincia del Touring Club Italiano.