Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • >
  • Verona: Porta San Zeno, sede del carnevale storico Bacanal

Verona: Porta San Zeno, sede del carnevale storico Bacanal

Dove

Indirizzo evento: 
Porta San Zeno - Verona

Quando

Sabato 24 Marzo 2018
ore 10,00

Ritrovo

Ora di ritrovo: 
ore 10,00 Porta San Zeno - Verona

Contatti

Organizzatore: 
Club di Territorio di Verona
Telefono di riferimento: 
3384537216
Cellulare: 
3384537216
Indirizzo mail: 
verona@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
3384537216
Presenza guida: 

 

Club di Territorio di Verona

Visita guidata

 

PORTA SAN ZENO

SEDE DEL “BACANAL” CARNEVALE STORICO DI VERONA

Sabato 24 marzo 2018

 

 

 

Cinquecentesca porta in pietra che consentiva l'accesso da nord alla città, Porta San Zeno è l'unica che ancora oggi mantiene dei forti legami con il sistema difensivo bastionato in cui era inserita. Come le sue contemporanee Porta Nuova e Porta Palio anch'essa fu progettata dall'architetto Michele Sanmicheli.

 

Partendo dalla monumentale Porta Palio e proseguendo lungo circonvallazione Maroncelli costeggiando i bastioni in latterizio rossastro, si incontra dopo un paio di chilometri la Porta detta di San Zeno, che prende il nome dal QUARTIERE DEL PROSPETTO RIVOLTO VERSO LA CITTA' dove campeggia la romanica basilica di San Zeno.

 

Fu costruita nel 1542, per consentire l'accesso da nord alla città, nell'ambito del riordino delle difese cittadine curato dal Sanmicheli durante il quale vennero realizzate anche porta Nuova e porta Palio.

 

Semplice e meno elaborata delle due "sorelle maggiori" è l'unica che però mantiene forti legami con il sistema difensivo bastionato di cui faceva parte, altrove stravolto per ragioni viabilistiche che hanno portato ad isolare le porte abbattendo le mura adiacenti, riempiendo i fossati ed eliminando i ponti esterni. Anche in questa porta la facciata esterna risulta più elaborata e ricca di quella interna, ma su entrambe è piacevole il contrasto di colore tra la rossa muratura con mattoni a vista e la chiara intelaiatura in pietra, che evidenzia le membrature a bugnato rustico, dando un'immagine fortemente pittorica.

 

LA FACCIATA ESTERNA presenta tre aperture ed è suddivisa in riquadri dai pilastri verticali e dalle fasce in bugnato che la attraversano orizzontalmente. Il passo carraio centrale, costituito da un arco in mattoni, era l'ingresso principale mentre le due piccole porte rettangolari, poste sui lati e sovrastate da timpani triangolari, venivano utilizzate solo per il transito dei pedoni. La grande riquadratura, laconicamente vuota, posta sopra il portone centrale e quelle altrettanto vuote poste sopra le porte laterali in origine contenevano il leone simbolo di Venezia, gli stemmi cittadini e varie iscrizioni, che sono state rimosse dalle truppe francesi durante l'occupazione della città nei primi anni dell'ottocento.

 

La FACCIATA INTERNA, molto simile a quella esterna nella suddivisione in quadri, è arricchita con un magnifico portale in bugnato delimitato da due porte minori ai lati. Nei riquadri superiori sono presenti due grandi scudi e dei festoni ne aumentano la grandiosità.

 

All'interno della porta erano ricavati i locali del corpo di guardia, che oggi ospitano la sede del comitato per il Bacanal del Gnoco, organizzatore dei festeggiamenti per il carnevale veronese.

 

L'origine del Carnevale di Verona risale al medioevo, quando il Bacanal del Gnoco (anche detta Festa dell'Abbondanza) assunse grande valenza e divenne la principale manifestazione veronese. Secondo la tradizione popolare il fondatore fu Tomaso Da Vico, un medico che nel XVI secolo dispose nel suo testamento che ogni anno si distribuissero alimenti agli abitanti del quartiere di San Zeno

 

Nella sua "Istoria di Verona" il Dalla Corte narra che nel 1531 in città imperversava una terribile carestia. Avendo in tale circostanza i "pistori" cresciuto il loro calmiere e non volendo far pane né vendere quello già pronto, il 18 giugno una folla a san Zeno corse tumultuosamente in piazza e assalì i forni, facendo bottino con pane e grano. Il pericolo della rivolta fu scongiurato con la tempestiva azione di alcuni cittadini, che a loro spese provvidero al vettovagliamento degli abitanti più poveri del rione.

La tradizione popolare ritiene che tra loro vi fosse anche il medico Tomaso Da Vico, che perpetuò l'iniziativa disponendo nel suo testamento che ogni anno fossero distribuiti ai sanzenati pane, vino, burro, farina e formaggio.

 

Giambattista Da Persico ritiene invece che LA FESTA DEL VENERDI GNOCOLAR (anticamente detta del Venerdì Casolar) risalga al 1405, con l'ingresso della città nella Serenissima Repubblica. Richiamandosi alla cronaca dello Zagata, lo storico ricorda che, al ritorno degli ambasciatori, il Carroccio fu tirato fuori dall'Abbazia di san Zeno dopo due secoli, e portato in processione con le insegne di San Marco avute in dono dal Doge. Secondo il Da Persico si deve ritenere che il carro trionfale di San Zeno (o Carro dell'Abbondanza) sia "un'immagine di quel carroccio, il bandierone di carta un'allusione allo stendardo, ed i putti i 40 ambasciatori".

 

Data poi la grande carestia che colpì Verona nel 1406, si può ritenere che il nuovo governo abbia voluto accattivarsi il popolo istituendo una Festa dell'Abbondanza con "largizioni di commestibili e l'uso di quegli arredi, coi quali pochi mesi innanzi s'erano in trionfo portate le insegne del nuovo dominio".

Secondo altri autori le origini del baccanale vanno ricercate nell'antica FESTA DEL POPOLO, ISTITUITA NEL 1208 DA EZZELINO II da Romano per la vittoria della fazione Ghibellina sui Guelfi, che fu oggetto anatemi da parte di San Bernardino quando venne a predicare nel veronese. Inoltre si potrebbe ricordare che nella Verona del Trecento, all'epoca degli Scaligeri, ogni anno a maggio in occasione della festa della traslazione del corpo di San Zeno, sul sagrato della basilica del santo Patrono si svolgeva una grande fiera, frequentata da una variopinta folla di mercanti, tra suoni, canti e balli di popolani. Non é improbabile, pertanto, che l'inizio della caratteristica manifestazione sanzenata possa risalire a quei secoli, quando la popolazione cittadina, nella sua cupa vita quotidiana, poteva trovare gioia partecipando all'interessata prodigalità dei potenti.

 

In una relazione del 1759 Gianalberto Tumermani descrive l'animazione strepitosa della gente mascherata per le vie cittadine; i cerimoniali della nobiltà, che si reca al rinfresco nel palazzo del Podestà; le ordinate compagnie sanzenate dei "puttelli, pulcinella e giardiniere" accompagnati da trombe, tamburi, fagotti e corni da caccia; le schiere dei cavalieri che precedono con spade sguainate il loro stendardo; l'omaggio di una corona di fiori sulla carrozza del Podestà, al quale uno dei Capi, salito nel palazzo "A CAVALLO DI UN CIUCO BARDATO INGUISA BIZZARRA E RIDEVOLE" e attorniato dalle sue maschere, rivolge un complimento e un invito in dialetto sanzenato; l'uscita dalla corte del Pretorio di centinaia di uomini carichi di cibi e vino mostrati con la sfilata del Bogon (un triplice giro a figurazione di chiocciola intorno alla piazza); il corteo di maschere, nobili e milizie verso San Zeno, seguiti dal Carro dell'Abbondanza carico di pane e botti di vino; il grande palco davanti alla Basilica, nella piazza dove si impastano gli gnocchi e si distribuiscono vettovaglie agli abitanti del rione. Infine la festa con balli e giochi notturni alla sede del Podestà, che il mattino seguente i sanzenati tornavano a ringraziare.

 

Durante i secoli della Serenissima Repubblica la Festa del Gnocco seguitò ad essere sostenuta dal pubblico erario, e la tradizionale manifestazione carnevalesca continuò anche durante l'occupazione francese. Nel 1799 un decreto del capitanio di Verona Francesco Donato, autorizzava la riunione per la domenica 11 luglio a San Zeno per l'elezione di 36 persone della Contrada che dovevano formare la Mascherata e che eleggevano tra loro il Capo della Mascherata. Nel 1806 il Viceré principe Eugenio fece stanziare un sussidio di 6.000 lire per l'organizzazione, restando a carico dei partecipanti, negozianti ed artigiani, le spese dei carri allegorici.

 

La festa continuò ad aver luogo e nel 1838, per merito del podestà Giovanni Orti Manara, fu rinvigorita con notevoli innovazioni, come l'istituzione della CAVALCATA DI TOMASO DA VICO CON 24 CAVALIERI IN COSTUME e l'aggiunta di 28 carri allegorici al seguito del Carro dell'Abbondanza. Il Baccanale si spense sul finire della dominazione austriaca e con l'unità d'Italia riprese in tono minore. Sospeso nuovamente nel 1900, risorse nel 1923 per l'elezione della Reginetta di Verona e per merito degli studenti che vi parteciparono attivamente con i loro carri e un corteo.

Definitivamente riprese le manifestazioni del carnevale veronese continuano ogni anno con un entusiasmo e una partecipazione sempre crescenti.

Ai nostri giorni el Baccanal del Gnoco è l'evento principale del Carnevale Veronese, con una grande sfilata di carri allegorici che attraversano le vie del centro storico di Verona nell'ultimo venerdì prima della quaresima, sotto l'occhio attento di 100mila spettatori di ogni età.

 

 

Altre informazioni utili: 

Informazioni e prenotazioni:

ritrovo partecipanti: ore 10,00 Porta San Zeno - Verona

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (entro giovedi precedente la visita)

Quota individuale di partecipazione:

  • (per minimo 10 partecipanti)
  • Socio TCI € 3,00
  • Non Socio € 5,00
  •  

La quota comprende: visita guidata

 

Accesso disabili: 

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club