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Verona: Chiesa SS. Nazaro e Celso - Visita guidata Tci

Veronetta è un quartiere di Verona con una storia millenaria, che risale ai primi nuclei abitati della città; un ideale prolungamento del centro storico e il primo ad essere incluso nelle difese cittadine. Le sue viuzze strette e cariche di storia nascondo magnifici giardini, storici palazzi e templi d'incredibile bellezza, come la quattrocentesca Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, che sorge all'unione di via Muro Padri, via Gaetano Trezza e via San Nazaro.

 

Venne edificata nel XV secolo (tra il 1464 ed il 1483) dai monaci Benedettini, ove era presente un loro monastero e i resti di una millenaria chiesa-grotta dedicata ai santi Nazaro, Celso e Giuliana, che era stata scavata nel sovrastante monte Scaglione.

 

Dalla pubblica via si accede al sagrato della chiesa varcando un monumentale portale in pietra e tufo, realizzato nella seconda metà del seicento dall'architetto Antonio Saletti ispirandosi ai modelli classici: due coppie di colonne ioniche cinte da drappi svolazzanti, sovrastate da un pesante timpano. La facciata è poco esaltante e pare pervasa da un'incertezza stilistica che ripropone schemi romanico-gotici, unendoli con elementi rinascimentali.

E' sobria e slanciata, realizzata con mattoni in cotto; decorata con pinnacoli, grandi finestroni e cornici d'archetti trilobati.

Presenta un maestoso rosone centrale ed un portale gotico ad arco acuto, nella cui lunetta è visibile un affresco (Madonna con i Santi Nazaro e Celso) dipinto da Paolo Ligozzi.

Elegante è invece il cinquecentesco campanile, chiaramente ispirato a modelli veneziani.

 

L'interno è a tre navate con altrettanti absidi, scandito da pilastri lesenati che elegantemente sostengono gli archi delle volte.

 

Lungo le pareti delle navate laterali si aprono una serie di cappelle, cinque per lato, decorate dai migliori pittori veronesi del cinquento e seicento: Paolo Farinati, Antonio Badile, Domenico Brusasorzi, Michelangelo Aliprandi, Giulio Carpioni, Giovan Battista da Moro, Orlando Flacco, Giovanni e Paolo Caliari detto il Veronese.

Altri interessanti dipinti sono visibili nel transetto, nel presbiterio e nell'abside, tra cui vari affreschi del Farinati.

 

Nel transetto di sinistra si trova la cappella di San Biagio, realizzata a cavallo del cinquecento (1488-1528) per accogliere le spoglie mortali del santo, donate al convento nel 1174 da un crociato tedesco.

Opera notevole per architettura e ornamenti, è costituita da un corpo cubico sormontato da tamburo e cupola, su cui s'innesta un abside poligonale: uno scrigno completamente affrescato dalle sapienti mani del Falconetto e Paolo Cavazzola, Bartolomeo Montagna, Domenico e Francesco Morone, che protegge il superbo altare marmoreo di Bernardino Panteo, la retrostante pala di Francesco Bonsignori e la notevole predella di Girolamo dai Libri (Miracolo di san Biagio, Martirio di san Sebastiano e Martirio di santa Giuliana).

 

Nel transetto di destra si trova la Sacrestia, che conserva quattrocenteschi armadi intarsiati e gradevoli dipinti di Domenico Brusasorzi, Francesco Benaglio, Bartolomeo Montagna.

 

Annesso alla chiesa é il Sacello dei Santi Nazaro e Celso: tre grotte scavate nel tufo sulle cui pareti rimangono lacerti di affreschi risalenti all'anno mille, che sono la più antica testimonianza della pittura veronese giunta sino a noi.

Un secondo ciclo di affreschi (del XII secolo) che ricopriva il primo, è oggi visibile nel Museo degli Affreschi annesso alla tomba di Giulietta e dedicato allo storico dell'arte Giovanni Battista Cavalcaselle.

 

Altre informazioni utili: 

Informazioni e prenotazioni:

 

 - PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: Tel. 3384537216 - e-mail: verona@volontaritouring.it

 

 - Quota individuale di partecipazione (per minimo 10 partecipanti): Socio TCI € 2,00 - Non Socio € 3,00

 

 - La quota comprende:  visita guidata.

 

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