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Vairano Patenora (CE): il centro storico, il borgo e il castello - Marzanello Vecchio

In esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano visita a Vairano Patenora.

In collaborazione con la Pro Loco di Vairano Patenora.

Vairano Patenora
Dalla Villa Comunale a piedi ci si avvia verso Via Bove, si giunge all’incrocio con l’antica via Roma, dove si trova uno dei più bei palazzi settecenteschi “palazzo Vallante”. Qui si può ammirare un bel portale in stile Catalano. Poi si sale per Via S. Bartolomeo e si giunge davanti alla maestosa collegiata omonima del 1700 e si visita l’interno.
Collegiata di S. Bartolomeo: si trova tra la Vairano antica e la nuova Vairano. La sua costruzione cominciò il 10 ottobre del 1779 e fu ultimata verso la fine del 1823. La nuova Chiesa sostituì l’antica Collegiata e fu trasferito in essa tutto ciò che vi era in quell’antica, a cominciare dallo stemma in pietra dei Baroni d’Avalos, che Innico II d’Avalos aveva fatto mettere sul frontespizio della Collegiata antica. Nella torre di destra vi è il campanile con tre campane. A sinistra dell’entrata principale vi era la Fonte battesimale in pietra policroma del 1742, recentemente trafugata, trasportata dall’antica collegiata di S. Bartolomeo, come pure l’ altare di marmo policromo, con due angeli laterali di marmo bianco. A destra dell’altare maggiore vi è la statua del Santo patrono di autore ignoto scolpita intorno al 1700. È del 1819 il dipinto, su tela, di S. Bartolomeo nell’atto di essere scorticato vivo, collocato dietro l’altare maggiore al di sopra del coro realizzato da Giovan Battista Griffon nel 1819. Al 1825 risale il maestoso organo da poco restaurato. Lungo la parete laterale destra vi sono le cappelle di S. Filomena, dell’Addolorata e di S Antonio. Nella parete laterale sinistra sono visibili le cappelle dell’ Immacolata, del SS. Rosario e di S. Clemente, con un sarcofago nel quale si conserva il corpo del Martire e un vasetto con il suo sangue raggrumato; reliquia che proviene dalle catacombe di Roma e donata a Vairano da Papa Pio VI.
Si prosegue poi per Via Madonna di Loreto e si arriva davanti a palazzo Cirelli del 1700 che è munito di torrette e merli. Continuando l’ascesa al borgo per Via Madonna di Loreto, si giunge nell’omonimo piazzale antistante al borgo medievale del 1400 e la chiesa Madonna di Loreto del 1600, ove è prevista la visita.
Chiesa di Santa Maria di Loreto: si affaccia sul piazzale omonimo nei pressi della parte incipiente della rampa che, fiancheggiando in modo ascendente il versante esterno nord – orientale della cinta muraria del borgo, conduce alla Porta Castello (o porta Sant’Andrea). La facciata è semplice: un tetto a capanna e un portale rettangolare in elementi di calcare locale sormontato da una lunetta affrescata e da un timpano classico. Sulla facciata della Chiesa di Santa Maria di Loreto, al di sopra dell’architrave calcarea sulla quale è incisa la data 1632, è una lunetta affrescata con l’immagine, frammentaria della B.V. di Loreto affiancata da angeli e santi.
A seguire, si sale per via Castello, attraversando porta Castello si entra nel Borgo Medievale di Vairano Patenora proprio ai piedi del maestoso castello di origine Normanna. Giunti nelle mura di cinta del borgo, che sono lunghe circa 1500 m e sono provviste di 14 torri e tre porte d'accesso (Porta Oliva, di Mezzo e Porta Castello) si possono ammirare i particolari della Fortezza di stile Aragonese con forma quadrangolare e quattro torri e delle abitazioni e della chiesa “intra moenia”. Dopo la visita del borgo si scende nel centro storico (Via Roma e via San Giovanni) del 1700 e si possono ammirare gli splendidi palazzi e le chiesette dell’epoca.
Il Castello che in origine doveva essere un torrione isolato in epoca angioina si trasformò in un palacium novum, ovvero aveva la forma quadrilatera con le torri angolari e con tre camere, una grande e due piccole, una casa planaria e una cisterna. Si possono evidenziare alcuni elementi ritenuti canonici dell’architettura militare angioina che risalgono dunque al 1269 –1271, come la scarpa troncoconica e il redondone, cioè il toro a sezione circolare che, nelle torri, stacca il corpo cilindrico dal basamento scarpato. Bisogna arrivare al XV secolo per constatare variazioni strutturali rilevanti nell’aspetto del borgo. Nel 1437 Vairano fu saccheggiato dall’esercito del Patriarca Vitellesco intervenuto per conto del papa Eugenio IV nel conflitto tra Renato d’Angiò e Alfonso d’Aragona. Poi nel 1461 le truppe del duca di Sessa e principe di Rossano, Marino Marzano, saccheggiarono e lasciarono Vairano depopulata e dehabitata. Intorno al 1495, con il castello danneggiato e con una nuova invasione francese in corso (quella del re Carlo VIII), il feudatario Innico II d’Avalos, essendo filo aragonese, non poteva non temere un attacco. Decise perciò di provvedere subito ad un restauro e ad un potenziamento del baluardo fortificato, la cui attuazione gli conferì l’aspetto che, sostanzialmente, ha conservato fino ad oggi. In seguito a tale restauro furono ulteriormente potenziate e rinsaldate le scarpe delle alte torri con tamburi di fabbrica e i coronamenti delle torri, divennero poco sporgenti e si appoggiarono ad eleganti beccatelli tufacei delicatamente modanati. Tali beccatelli sopravvivono sulle parti terminali di tre delle quattro torri (solo quella orientale non ne ha più); fu costruita una rampa d’acceso alla fortezza impostata su un bastione cuspidato con mura merlate alla guelfa e protetta dalla mole maestosa del mastio; furono aperte nuove feritoie e furono modificate le vecchie per l’utilizzo delle armi da fuoco. Nel Quattrocento si assiste ad un cambiamento radicale nel modo di fare guerra e, di conseguenza, nella concezione stessa dell’architettura militare difensiva. Il castello di Vairano nella sua ristrutturazione risentì della nuova concezione architettonica motivata da esigenze militari. Le torri altissime non furono più di alcuna utilità per respingere gli attacchi portati con le armi da fuoco, anzi divennero dei bersagli facili e fragili. Da ciò la necessità di resecare le strutture più alte e di creare corpi di fabbrica più robusti e possibilmente inclinati.
Altri elementi confermano il restauro del castello avvenuto tra il XV e il XVI secolo come le finestre incorniciate da modanature di chiaro gusto rinascimentale. Altri elementi di chiaro gusto rinascimentale sono le finestre presenti nel mastio. Esse sono a tutto sesto e incorniciate da modanature in tufo giallo,alcune delle quali restaurate con elementi di riutilizzo in tufo grigio. Ultime ristrutturazioni in ordine di tempo, sono quelle operate dalla famiglia Mormile, possessori di Vairano dal 1590 all’eversione della feudalità (1806), essi ritoccarono sensibilmente la fortezza privandola, ormai, quasi totalmente, della sua valenza militare per restituirla ad un uso specificatamente abitativo. Ad esempio le feritoie furono allargate e trasformate in finestre, fu aumentato il numero dei vani abitabili rendendo funzionali a tale uso anche le cavità delle torri. La fortezza del castello è attualmente di proprietà del Comune di Vairano Patenora, mentre parte della cinta muraria e delle strutture abitative all’interno appartengono a privati.
Marzanello Vecchio. Tra le colline di Monteforte e Monte S. Angelo sorge il Borgo rinascimentale di Marzanello vecchio ove si può ammirare la bella chiesa restaurata di San Nicola (XV sec.). Il piccolo borgo fu costruito intorno al 1500 ed è stato gravemente danneggiato durante la II guerra mondiale dai bombardamenti degli aerei americani perché da quella altura i tedeschi dominavano la pianura Patenaria e, quindi, l’accesso della strada consolare Casilina che portava a Roma.
La Chiesa di S. Nicola, che un tempo era utilizzata dagli antichi abitanti del borgo fortificato di Marzanello Vecchio, stando a quanto riferito da un manoscritto del Marcello, datato 1830, sarebbe stata costruita intorno al 1772 utilizzando materiali di risulta provenienti dalle antiche strutture in disuso. In realtà esistono validi motivi (affioramenti, dai punti in cui il pavimento ha ceduto, di frammenti ceramici databili almeno al sec. XVI) per sostenere che essa preesistesse a tale data o che sia stata costruita sui resti di qualche antica e attualmente sconosciuta chiesa intra moenia. Il passo del Marcello, riportato dal Calce, che parla della Chiesa di S. Nicola, è il seguente: “Il paese [Marzanello] da poco tempo si sta abbandonando dai cittadini sopra la montagna, dove eravi una torre di smisurata grandezza, cisterne ed altre fortificazioni diroccate nel 1772 per costruirvi la chiesa di S. Nicola col campanile”.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- ore 9.30: raduno dei partecipanti a Vairano Patenora con parcheggio presso la Villa Comunale “Di Muccio” in Via IV Novembre ove è possibile fare colazione presso i due bar presenti;
- ore 9.45: visita guidata. Lungo la strada si ammirerà il settecentesco “palazzo Vallante”; S. Bartolomeo la maestosa collegiata del 1700 con visita dell’interno; palazzo Cirelli del 1700 che è munito di torrette e merli. Giunti nel piazzale antistante il borgo medievale del 1400, attraversando porta Castello, si giunge al borgo e ai piedi del maestoso maniero. Dopo la visita del borgo e del Castello si scende nel centro storico del 1700 per ammirare gli splendidi palazzi e le chiesette dell’epoca;
- ore 12.30: tornati al parcheggio, ci si sposterà con le auto in Via Patenara, dove, presso il ristorante “Casale Cantelmo”, si degusteranno prodotti tipici locali come: le famose e uniche “Peschiole” (pesche nane in agrodolce) e il “Lupino gigante di Vairano”, i sottaceti e i tartufi neri di aziende locali.
- ore 13.30: pranzo libero o presso lo stesso ristorante – Via Patenara tel. 338.6411429 al costo di € 25,00 a persona - con il seguente menù: Antipasto (croccantino di mozzarella, zuppe miste, sformatino di verdure di stagione), Primo (Mezzi paccheri porcini e noci), Secondo (Maialino porchettato con patate al forno), Frutta e Dolce, acqua minerale, vino e caffè;
- ore 16.00: visita al vicino borgo rinascimentale di Marzanello vecchio ove si può ammirare la bella chiesa restaurata di San Nicola (XV sec.). (visita effettuabile in condizioni meteorologiche idonee da valutarsi al momento);
- ore 17,30: degustazione dei vini dell’Alto casertano presso l’enoteca Telaro all’ingresso della A1 a Caianello.

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terra di Lavoro” inviando una email a: 
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a: 333.9808553 (Antonio La Gamba) 
- Partecipanti: max 30 persone 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Touring Club Italiano. 
Pranzo libero o presso ristorante “Casale Cantelmo” – via Patenara - Vairano Patenora – al costo di 25,00 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti (tel. 338.6411429) 
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile. 
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione sarà annullata in caso di avverse condizioni meteo.
È consigliabile l’uso di scarpe comode, meglio se da escursionismo.
Il Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.