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Universo a colori

Salvo, al principio degli anni ’70, controcorrente rispetto al fermento artistico di quegli anni, intraprende la via della pittura. Inizialmente l’intento di reinvenzione del senso della pittura lo porta ad una rivisitazione citazionistica delle opere della tradizione pittorica del passato.

 

Negli sviluppi successivi, invece, assume la sua inconfondibile fisionomia: la sua è una Pittura con la lettera maiuscola, poiché caratterizzata da colori luminosi, da semplicità e essenzialità geometrica delle forme, da nitore della costruzione spaziale, da una grazia intensa e sublime che avvolge i soggetti rappresentati.

 

Dal 1995 i paesaggi diventano spesso annotazioni dei suoi percorsi così come le nature morte diventano un richiamo allo scorrere del tempo, delle stagioni, dei mesi. Quello di Salvo è un universo caleidoscopico in cui si possono incontrare rovine classiche, fiabesche moschee, esotici templi, suggestive marine, semplici casette di campagna, vivaci nature morte con fiori e frutti, romantiche cittadine al chiaro di luna. 

 

I suoi quadri sono il frutto di un’attenta osservazione e non intendono mai narrare delle storie; essi si concentrano sulla vita quotidiana. Ecco allora che i titoli di taluni dipinti aiutano a collocare il momento creativo sia dal punto di vista cronologico sia dal punto di vista spaziale e geografico. La mostra nasce dunque dall’intento di presentare questo incantevole universo, apparentemente così semplice ed ingenuo, ma in realtà frutto di una raffinata capacità di cogliere gli effetti della costruzione plastica, della felicità cromatica e dell’incanto luminoso. Tra le opere presentate vi sono frammenti della sua esistenza: il viaggio in Egitto, quello in Islanda, nature morte e paesaggi che scandiscono lo scorrere delle stagioni, le vedute campestri e montane dell’Italia.

«Dietro le semplificazioni della sua pittura c’è una coscienza analitica del passato, una sapienzialità silenziosa alimentata dalle fonti dirette della tradizione. L’ingenuità apparente di Salvo è il frutto di una conquista instancabile, è quella del maestro che ha appreso la semplicità, non di chi ha imparato a eludere la complessità.»

Giuseppe Pontiggia