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Un Flumen di sorprese: con Tci di Belluno alla scoperta del territorio di Fiume Veneto (PN)

CLUB TERRITORIO DI BELLUNO

In collaborazione con Marta Mio (Socia Tci)

 

Domenica 9 aprile 2017

Visita guidata

 

Un FLUMEN di sorprese: Il territorio di Fiume Veneto (PN)

 

Fra Sile e Fiume c'è un mondo da scoprire. Il territorio di Fiume Veneto (PN) - denominazione che si fa derivare dal nome del fiume "Fiume", corso d'acqua di risorgiva che attraversa il territorio comunale da nord a sud - riserva inalterati alcuni aspetti paesaggistici e naturali da godere nella loro integrità e bellezza. Le testimonianze d'arte e di cultura che si trovano nella zona non sono molte ma Pescincanna, Marzinis e Praturlone giustificano da sole una visita sorprendente.

 

 

Dal centro di Pescincanna  si giungerà alla Pieve di S. Michele Arcangelo, madre di tutte le chiese del territorio fiumano.

Ci sposteremo poi nella borgata di Marzinis per una passeggiata sul vecchio tracciato del decumano della centuriazione di Concordia. Nel pomeriggio, dopo il pranzo, contempleremo gli affreschi di inizio cinquecento del maestro Antonio Zago nel ciclo presente alla chiesa di S. Giacomo a Praturlone.

 

Programma della giornata

 

Ore 9.30 – ritrovo a Pescincanna.

Parcheggio auto in Piazza S. Michele, di fronte alla nuova parrocchiale.

Con cinque minuti di passeggiata si raggiunge l’antica Pieve posta oltre il fiume Fiume dedicata a S. Michele, restaurata a fine anni novanta del secolo scorso. Privata del campanile e ridotta a cappella cimiteriale, stupisce per lo splendore e rarità del programma iconografico (affreschi dei primi decenni del 1200).

 

Marzinis è a pochi chilometri: conserva tutto il fascino di un luogo nascosto dove la vita sembra essersi fermata. Della grande maglia centuriata dell’agro concordiese rimane nel territorio la traccia di una strada romana intatta e puntellata di antiche querce. Attorno, un bosco planiziario di circa dieci ettari si estende lungo il corso del fiume Sile, già noto ai tempi del Patriarca Bertrando di Aquileia che lo cita nel 1343. E’ annoverato tra i siti di interesse comunitario.

Le case coloniche come l’oratorio di S. Girolamo entrano a far parte dei possedimenti dei Panciera, conti di Zoppola,che nel dicembre 1492 acquistano la villa di Marzinis tutt’ora di proprietà dei discendenti. La chiesa, in seguito agli interventi di restauro iniziati ancora nel 1995, ha rivelato la presenza di affreschi straordinari, certamente per l’apparato iconografico, ma soprattutto per la paternità del loro autore: secondo l’ipotesi più accreditata la maggior parte del ciclo è da attribuire a Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone.

 

Pranzo a Praturlone in una osteria nata nel 2009 a seguito del restauro di un locale dei primi del Novecento.

 

Praturlone: visita alla chiesa di S. Giacomo Apostolo.

Nei primi anni del cinquecento a Praturlone sono censiti circa 40 abitanti, i pochi a godersi per primi la chiesa affrescata dallo Zago con la sua bottega. Furono commissionati da Daniele di Azzano nel 1503; se ne era persa traccia e memoria. Maestosa la crocifissione che si rifà a quella dipinta dallo stesso pittore nella chiesa della Santissima Trinità (Mattarella) a Cappella Maggiore. Una perla sorta con tutta probabilità sulle rovine del castello, distrutto nel 1409.

 

Altre informazioni utili: 

Info e prenotazioni:

 

Quota di partecipazione:

  • € 35,00 cdu (comprende pranzo, guida e auricolari per la trasmissione a distanza)
Accesso disabili: 

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