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UN BABALAO MI HA RACCONTATO - Ledro

Favola-spettacolo per Pupazzi, Attori e Musici. Un evento culturale multietnico che propone in chiave del tutto nuova il mito della creazione.

“...Il Grande Dio Oludumaré inviò Oxalá a creare il mondo con un sacco di terra e una gallina con cinque dita. Oxalá fu avvisato di fare un’offerta a Exu prima di avventurarsi nella sua missione, ma lui sicuro di sé non ascoltò il consiglio. Exu risentito trovò il modo di vendicarsi e così lo ubriacò tanto da farlo addormentare…”

“Un Babalaô mi ha raccontato che…” nasce dalla coesistenza di linguaggi artistici apparentemente distanti per raccontare una storia semplice e comune a tutte le tradizioni mondiali: il Mito della Creazione. Per realizzare lo spettacolo la Bottega Buffa Circovacanti ha chiesto la collaborazione del burattinaio Luciano Gottardi che si è reso disponibile a mettere in gioco le sue competenze nel Teatro di Figura per la costruzione dei dieci personaggi protagonisti della storia. Questi pupazzi di 60 cm realizzati e vestiti artigianalmente dagli stessi attori, sono la raffigurazione degli Orixás, identità di carattere divino appartenenti all’antica mitologia Iorubà. Di derivazione africana, specialmente da Nigeria e Benin, e tramandata da intere generazioni di schiavi trasportati dalle navi negriere del XVIII sec., questa tradizione è presente e praticata ancora oggi in tutto il Brasile. Accanto alla presenza degli Orixas, che saranno animati a vista,  protagonista della scena sarà anche la musica. La sfida degli arrangiamenti musicali curati dalla musicista di compagnia, Francesca Righi, sarà quella di far suonare assieme strumenti appartenenti a culture e stili diametralmente opposti come il melodico pianoforte e i tribali tamburi sacri del Candomblè, chiamati atabaques. L’originalità dell’allestimento si arricchisce, infine, dalla proposta narrativa. La messa in scena del mito della creazione, secondo la mitologia Iorubà, seguirà un impianto scenico ideato dalla Bottega Buffa CircoVacanti alla maniera del teatro delle marionette orientale. Infatti, mentre la musica accompagna e muove i gesti dei protagonisti, il racconto è affidato non a una voce narrante ma al canto di Alice Mosanghini che interrompendo le parti dialogate aiuterà lo sviluppo della storia e la comprensione dello spettatore. Il testo, proposto e curato da Veronica Risatti  con l’ausilio di Luciano Gottardi è un audace tentativo di riassumere un immenso patrimonio di documenti scritti editi, per la maggior parte, da un importante ricercatore francese di nome Pierre Verger (1902-1996) a testimonianza di  una più vasta tradizione orale.