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Umberto Maganzini e il futurismo

Lui, nei biglietti da visita, si presentava come "Umberto Maganzini Trilluci Intuista - Futurista". Dal 23 giugno al 2 settembre, in occasione del ritrovamento di più di 1000 suoi disegni inediti, il MAG, nelle sedi di Palazzo dei Panni a Arco e della Rocca a Riva del Garda, propone una rivisitazione dell'opera di Maganzini (nato a Riva del Garda nel 1894 e morto a Firenze nel 1965), con una particolare attenzione alla scomposizione futurista e alla successiva rappresentazione figurativa del reale.
Il progetto Umberto Maganzini e il futurismo illustra il percorso dell'artista rivano prendendo in considerazione i momenti più importanti della sua attività: dall'esperienza futurista alla ritrovata rappresentazione del reale che dagli anni Trenta caratterizza il suo lavoro.
Dagli studi per le scomposizioni e per le forme astratte, le sintesi teatrali e le tavole parolibere, realizzati tra gli anni Dieci e Venti con lo pseudonimo Trilluci, è nel decennio successivo che l'artista, elaborando gli insegnamenti delle avanguardie storiche, ritorna alla figurazione. Figure e paesaggi, eseguiti con la tecnica dell'acquerello, rappresentano preziose testimonianze della cultura italiana di quegli anni.
Una ventina tra disegni e sculture di artisti futuristi, che provengono da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, permettono di approfondire l'adesione di Umberto Maganzini alla ricerca plastico-dinamica degli elementi compositivi contestualizzando il suo lavoro in una dimensione di ricerca nazionale.
La mostra è corredata da un catalogo trilingue (italiano, inglese, tedesco), curato da Giovanna Nicoletti, che raccoglie una ampia selezione dell'opera di Umberto Maganzini (più di duecento disegni) e i lavori degli artisti futuristi insieme ad un percorso critico che indaga una delle maggiori poetiche del Novecento.

 

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