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Troina: Robert Capa

Dopo il successo di Roma, Firenze, Genova e Milano arriva anche in Sicilia la mostra dedicata al grande fotoreporter di guerra Robert Capa, che racconta gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.

L’esposizione, curata da Beatrix Lengyel, racconta lo sbarco degli Alleati in Italia attraverso gli occhi di colui che è considerato il padre del fotogiornalismo, uno dei  più grandi fotografi di tutti i tempi che ha saputo guardare da vicino gli eventi, affiancandosi al dolore: "se le tue fotografie non sono all'altezza, non eri abbastanza vicino" diceva Robert Capa.

 

Le 78 fotografie che saranno esposte mostrano una guerra fatta di gente comune, di piccoli paesi ridotti in macerie, di soldati e di civili vittime di una stessa strage, tutto trattato da Capa con la stessa solidarietà che gli permette di fermare la paura, l'attesa, l'attimo prima dello sparo, il riposo, la speranza.

 

Un viaggio fotografico che dallo sbarco in Sicilia nel 1943 si spinge fino ad Anzio, per arrivare al 1944 e rivelare le tante facce della guerra, abbandonando la retorica per spingersi dentro il cuore del conflitto. Come spiega John Steinbeck "Capa sapeva cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un'emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell'emozione conoscendola da vicino". Pochi soldati hanno visto tante guerre quante Capa, nato Endre Friedmann, a Budapest, nel 1913. E se non fosse stato per la macchina fotografica impugnata al posto del fucile, non sarebbe stato facile distinguerlo tra i militari sbarcati in Normandia, o tra gli uomini delle truppe americane arrivati in Sicilia per liberare l’Italia. Fedele al suo stile Capa atterra in Sicilia, nel luglio del ‘43, col suo paracadute, è appena stato licenziato dalla rivista «Collier’s Weekly», ma alla notizia dello sbarco degli alleati si unisce alle truppe e con loro passa otto mesi, prima in Sicilia, poi a Napoli, su fino ad Anzio, «embedded», quando ancora il termine (riferito ai giornalisti che si muovono con i soldati) non esisteva. A questi otto mesi di lavoro intenso, che gli varranno l’assunzione a «Life», è dedicata la mostra «Robert Capa in Italia. 1943-1944»: 78 fotografie che raccontano una guerra lontana dai luoghi comuni, una guerra fatta di persone, soldati in attesa, di quotidianità semplice nella sua eccezionalità. Nel diario che Capa tiene e che verrà pubblicato nel 1947 col titolo «Slightly out of focus» («Leggermente fuori fuoco») a proposito della battaglia di Troina, in Sicilia, scrive: «Era la prima volta che seguivo un attacco dall’inizio alla fine, fu l’occasione per scattare ottime foto. Erano immagini molto semplici. Mostravano quanto noiosa e poco spettacolare fosse in verità la guerra».

 

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