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Trento: "Linguaggi plastici del XX secolo"

Con la mostra "Linguaggi plastici del XX secolo”, a cura dell’architetto Michelangelo Lupo, il Mart approfondisce il tema della scultura scegliendo quali portavoce alcuni tra i più rilevanti interpreti trentini: Fausto Melotti, Alcide Ticò, Othmar Winkler, Eraldo Fozzer e Mauro De Carli, scomparso nel 2008 e mai adeguatamente valorizzato. Ad eccezione di quest’ultimo, si tratta di artisti nati nei primi anni del XX secolo che hanno privilegiato quale mezzo espressivo quello della scultura, in aperto contrasto con quanti negli stessi anni ritenevano la scultura un linguaggio antico, inadeguato alla narrazione artistica contemporanea.

LA MOSTRA. La Galleria Civica di Trento diventa per l’occasione un immaginario e inedito atelier collettivo, condiviso da importanti maestri del ‘900. Allestite come in un grande studio d’artista, infatti, le sculture dialogano con alcune fondamentali opere pittoriche, in un dialogo basato sulla tridimensionalità reale delle sculture con quella suggerita da tele a forte connotazione plastica. Si possono così ammirare alcuni capolavori provenienti dalle prestigiose collezioni del Mart di Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Mariano Fracalossi, Tullio Garbari, Alberto Magnelli, Piero Manzoni, Joan Miró, Enrico Prampolini, Alberto Savinio, Mario Schifano, Emilio Scanavino, Mario Sironi, Graham Sutherland ed Emilio VedovaLa mostra sarà quindi l’occasione per approfondire la conoscenza di alcuni tra i maggiori artisti contemporanei, per ripensare criticamente il secolo scorso e le sue correnti e, non ultimo, per scoprire alcuni angoli suggestivi e spesso poco noti di Trento e Rovereto dove molti di questi autori vennero chiamati a installare opere d’arte pubblica e monumenti.
 
I PERCORSI. Ai visitatori viene infatti suggerito un vero e proprio percorso espositivo attraverso le due città trentine alla ricerca delle opere presenti in luoghi pubblici realizzate da Melotti, Ticò, Winkler, Fozzer e De Carli. Questo particolare viaggio parte idealmente dal Parco delle sculture del Mart, dove è esposta Scultura H (La grande clavicola) di Fausto Melotti, del 1971, e si conclude a Trento dove si trovano tre realizzazioni pubbliche di Mauro De Carli il cui anelito sociale si fa forte e drammaticamente espressionista.

Completa la mostra un intervento site-specific di Davide Rivalta (Bologna, 1974) che invade la Galleria disegnando, direttamente su alcune pareti, grandi figure di animali. L’artista costruisce per masse e volumi, proprio come nella modellazione, aggiungendo e togliendo. Il disegno, come nelle più antiche rappresentazioni, si focalizza sul ritratto dell’animale, escludendo ogni riferimento al paesaggio.

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