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Torino: "Matisse e il suo tempo"

Matisse domina l'arte della prima metà del XX secolo ed è considerato una delle coscienze artistiche più affascinanti del Novecento. Sempre al centro di dibattiti filosofici e artistici, durante tutta la sua carriera è stato capogruppo dei fauves, osservatore critico del cubismo, discepolo di Signac, Renoir e Bonnard, rivale di Picasso, maestro d'accademia e precursore di un'arte che anticipa l'espressionismo astratto newyorkese.
 
La mostra "Matisse e il suo tempo" si prefigge di mostrare le opere di Matisse riproducendo il contesto delle amicizie e degli scambi artistici del nostro protagonista con altri pittori. Sarà quindi possibile immergersi completamente nello spirito del tempo che unisce Matisse e gli altri artisti suoi contemporanei e che coinvolge momenti finora raramente affrontati dagli studiosi, come il modernismo degli anni Quaranta e Cinquanta. Per questa ragione vengono presentati all'interno di Palazzo Chiablese 50 opere di Matisse e 47 di artisti suoi coevi, come Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Mirò, Derain, Braque, Marquet, Léger.
 
La prima sezione mostra gli esordi di Matisse e sottolinea i legami di amicizia che stringe con i condiscepoli dell'atelier di Moreau; tutti loro dipingono insieme una serie di quadri con gli stessi soggetti, tutti seguendo i consigli impartitigli dall'atelier parigino.
 
La seconda sezione comprende le opere cronologicamente relative alla nascita del fauvismo, successivi dunque allo scandalo provocato dalla mostra dei dipinti dai colori puri di Matisse e dei suoi amici e colleghi Maguin, Camoin e Marquet. Tale mostra, e la successiva nascita del movimento, si collocano nel 1905.
 
Nella terza sezione ritroviamo i primi tentativi di svolta cubista di Matisse, dopo un'iniziale opposizione forte dell'artista al movimento. I dipinti che esegue sono segnati dalla riflessione condotta da Picasso, Braque e Gris a partire dagli anni 1909-10. In questo periodo i soggetti ricorrenti nelle opere di Matisse sono finestre e ritratti.
 
L'incontro con Renoir a Nizza e il rinnovato interesse per l'impressionismo sono le tematiche della quarta sezione, che cronologicamente si colloca alla fine del 1917. In questo periodo Matisse ristabilisce un dialogo con i suoi predecessori, partecipando a suo modo al classicismo degli anni Venti, come Derain e Picasso.
 
La quinta sezione mostra l'influenza dei viaggi in Marocco di Matisse nel suo lavoro, che rappresenta la tematica esotica delle odalische, rivisitandola nella linea di Delacroix. Questo periodo rimarrà emblematico dell'arte di Matisse, che si caratterizzerà nel tempo per la densità di ornamenti e di colori. Attorno alle odalische di Matisse, inoltre, si verrà a formare una vera e propria corrente orientalista moderna, che verrà ripresa addirittura dallo stesso Picasso.
 
Gli anni Trenta sono protagonisti della sesta sezione. In questi anni, Matisse concepisce la grande decorazione murale e crea La Danza e le illustrazioni delle Poesie di Mallarmé. Il disegno del pittore si reinventa diventando stilizzato, automatico, e si sviluppa un nuovo approccio alla linea nella serie Temi e Variazioni. Il clima di surrealismo del periodo investe tutti gli artisti dell'epoca e si mostra su Matisse attraverso la liberazione del tratto, l'onirismo, la rtappresentazione di semplici oggetti.
 
La settima sezione comprende i dipindi degli anni Quaranta che vedono un nuovo ritorno alla pittura e agli "interni", con nuovi dipinti della finestra e dell'atelier, che verrà ripreso da molti contemporanei, come Braque e Picasso. Infatti l'atelier è visto come il soggetto ideale per rappresentare un'immagine riflessiva del concetto di pittura, in cui si mescolano affermazione del "mestiere", spazio privato e di concetrazione a fronte della follia del mondo, e inviene spazio mentale.
 
Anche il genere della natura morta, presente all'interno dellottava sezione, diventa per Matisse uno strumento di autoriflessione. Con il notissimo dipinto delle nature morte con arance Matisse dà il via ad una serie di rimandi che si estende dalle Mele di Cezanne fino alle affettuose reinterpretazioni di opere di Picasso.
 
La nona sezione vede al proprio interno il passaggio di Matisse e dei suoi coevi ad uno stile grafico più sciolto e schematico che riprende il linguaggio modernista di Le Corbusier e Mondian. I dipinti eseguiti fra gli anni trenta e gli anni Cinquanta da Matisse, dopo La danza di Barnes, ritrovano una nuova economia formale.
 
Infine, la decima sezione racchiude al proprio interno la serie di venti tavole colorate realizzate da Matisse con la tecnica dello stampino Jazz (1947); a questo periodo risalgono appunto le opere ell'artista che attraverso il guazzo ritagliato riesce a ritagliare "al vivo" nel colore. Le nuove tecniche di Matisse si ripercuoteranno fortemente su lavoro degli artisti delle generazioni successive, come ad esempio fra gli artisti appartenti al movimento espressionista astratto. 
Altre informazioni utili: 
Biglietti
Intero: 13€
Ridotto: 11€ 
(Audioguida esclusa)
 
Il servizio di biglietteria termina un'ora prima della chiusura.