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Teano (Ce): visita guidata Tci: la storia millenaria del popolo Sidicino

La Città di Teano è situata sul confine della Campania Felix, laddove la pianura cede il passo alle colline del basso Lazio e alle montagne del Matese. 
Per la sua stessa posizione ha sempre svolto un ruolo di rilievo nella storia italiana, a partire dall’antico popolo dei Sidicini, per giungere, passando per l’età romana e medioevale, all’incontro del 26 ottobre 1860. 
Tante sono le tracce lasciate dalla storia, dentro e fuori le sue possenti mura: dal Teatro Romano, ai templi dedicati al culto di Giunone e di Ercole, dalle Chiese romaniche e barocche ai palazzi nobiliari in cui sono vissuti importanti protagonisti della storia culturale e politica italiana. 
Storia, architettura, cultura, ma non solo. 
Teano è un piccolo gioiello incastonato nel verde di fitti boschi, attraversati da corsi d’acqua lungo i quali sono visibili i resti di architetture industriali attive fino all’ultima guerra. 

Scheda della visita 

Mattino
Chiesa di Sant'Antonio Abate
L’attuale edificio, a forma di aula rettangolare, faceva parte di un complesso monastico che comprendeva anche un cenobio ed un ospedale.

Il complesso religioso \ assistenziale fu edificato nel XIV secolo per volontà degli Angioini, nell’ambito di un vasto programma di costruzione di centri assistenziali a favore delle popolazioni afflitte da malattie endemiche e dei pellegrini che percorrevano la Via Francigena. 
Il complesso fu affidato ai monaci Antoniani che ben presto assursero ad una straordinaria fama in tutta Europa per le loro competenze mediche e, in particolare, per gli unguenti da loro preparati per la cura del cosiddetto “Fuoco di Sant’Antonio”. 
Particolare interesse rivestono gli affreschi giotteschi che occupano la piccola abside, lungo la quale si snoda il racconto della vita del Santo con originali e rari elementi iconografici, tratti dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. 
Teatro Romano 
Nel cuore della città romana fu edificato nel IV secolo a.C. quello che è in assoluto il primo teatro/tempio appoggiato su mura appositamente innalzate, senza utilizzare la pendenza naturale di una collina. 
Il Teatro, dopo vari rifacimenti, tocca il suo massimo splendore nel II secolo d. C., quando viene arricchito di marmi provenienti da ogni angolo dell’impero e di statue di straordinario valore artistico. 
Di particolare splendore era la scena, che si innalzava per circa 24 metri ed era divisa in tre ordini architettonici nei quali si aprivano ritmicamente nicchie nelle quali erano collocate grandi statue. 
Dopo gli ultimi lavori di scavo, è possibile godere della vista della grande cavea che poteva accogliere fino a diecimila spettatori. 
Negli ambulacri del Teatro, dove restano ampie tracce della antica decorazione a fresco, è stato allestito un interessante Museo dell’opera che raccoglie importanti reperti marmorei ritrovati nello stesso Teatro. 

Pomeriggio
Museo Archeologico
Dopo una breve passeggiata nel Centro Storico, che consentirà di vedere, tra l’altro, la “Stalluccia” dove Garibaldi trascorse la mattina del 26 ottobre 1860, si giungerà al Museo Archeologico che desta una immediata meraviglia già per la straordinaria bellezza ed il valore storico dell’edificio trecentesco adibito a contenitore museale.
La visita al Museo consentirà di ripercorrere otto secoli di storia e di vita quotidiana del popolo italico, i Sidicini, che sul vasto territorio dell’antica Teanum ha costruito una straordinaria civiltà, ampiamente documentata da reperti di rara bellezza provenienti dai lavori di scavo dei templi e delle necropoli disseminate nello spazio di quella che fu considerata, per importanza, la seconda città della Campania. 
Cattedrale e Cripta 
Nella bella Piazza Duomo si apre la antica Cattedrale dedicata al Patrono della Città, San Paride.

La Cattedrale ha una storia antichissima, ampiamente documentata nella Cripta sottostante con la interessante raccolta di reperti arrivati a noi dalle diverse fasi che l’edificio ha attraversato. 
Nel fondo dell’abside si può ammirare lo straordinario “Cristo Crocefisso”, opera di Roberto Oderisio, discepolo di Giotto. 
Nella Cappella di San Paride, sotto l’Altare, sono conservate le ossa del Santo, mentre sull’altare e nelle due nicchie laterali si possono vedere tre bellissime tele di Francesco De Mura, uno dei maggiori maestri del Barocco napoletano. 
Di raro pregio e bellezza è, infine, il Pergamo rivestito di mosaici e retto da quattro colonne tortili. 

 

Partecipanti: max 40 persone 

La manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Touring Club Italiano. 

Il pranzo è libero ed è a carico dei singoli partecipanti che provvederanno in proprio alla scelta del ristorante e alla relativa prenotazione.

Altre informazioni utili: 

è necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terra di Lavoro” inviando una email a: 
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a: 
333/9808553 (Antonio La Gamba) 

Le prenotazioni sono aperte e si chiuderanno martedì 23 febbraio. 

 

La manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Touring Club Italiano. 

Partecipanti: max 40 persone 

Il pranzo è libero ed è a carico dei singoli partecipanti che provvederanno in proprio alla scelta del ristorante e alla relativa prenotazione. 

I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile. 

Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.

La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia. 

Il Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. 

Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 

Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.