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TCI VISITA GUIDATA AL FORTE SAN GIORGIO

Il tratto sotterraneo percorribile della galleria di controscarpa, termine quest'ultimo che indica il lato verso la campagna del vallo, opposto
alla scarpa, va dall'Adige fino a Porta San Giorgio.
Dalla sala d'ingresso si scende giù a destra nell'ex piano di campagna del rivellino, piano che è stato interrato con la costruzione dei bastioni ma che fino a metà '800 era bagnato dall'Adige. 
La prima sorpresa per il visitatore è la bellissima scala elicoidale che porta a una galleria larga un metro e mezzo e alta duee mezzo.
Siamo in quella che un tempo era la fucileria, come testimoniano le nicchie poste a intervalli regolari. Si cammina per un po' e si arriva fino a una sala semicircolare, dove ancora si
notano gli scarichi dei gabinetti ottocenteschi utilizzati dai soldati.
Da qui si torna indietro.
Dalla parte opposta si raggiunge la poterna, cioè l'ampia galleria che collega l'interno della piazzaforte con le opera poste a livello del vallo.
La poterna si innesta perpendicolarmente alla galleria che si sviluppa sia a sinistra verso l'Adige, sia a destra lungo il fossato verso la chiesa di San Giorgio.
Da qui si va alla fucileria e alla galleria di controscarpa da dove i soldati che difendevano questa zona della città potevano sparare agli assalitori penetrati nel vallo.
I pavimenti sono ancora in buona parte quelli originali del 1840.
Si arriva a una strettoia e si incontra il primo muro antischegge o di controsoffio.Si tratta di un semidivisorio, realizzato nella seconda guerra mondiale, che in parte
restringe la galleria per attutire l'onda d'urto dei bombardamenti.
LA GALLERIA a sinistra va verso l'Adige per circa 40 metri e presenta ancora moltissimi detriti portati a più riprese dalle esondazioni del fiume che qui ha depositato uno spesso strato di
fango finissimo che si è cementato facendo alzare in molti punti il livello del suolo. A destra ci si può invece inoltrare nel tratto più lungo e reso percorribile, lungo un centinaio di metri.
Siamo sotto i giardini di Lombroso. Si arriva a una diramazione e il bello è il soffitto di mattoni che forma un elegante angolo sinuoso. Si scendequalche scalino e ci si ritrova sulla destra la stanza della fucileria.
Si prosegue e si arriva in un locale con il soffitto a botte, la stanza di sortita circondata da feritoie. Se il nemico arrivava qui riceveva fucilate da tutte le parti.
Si sale una bella scaletta a chiocciola, si passa attraverso una porticina di legno e si arriva a un'altra galleria di fucileria di controscarpa, sopra le casematte.
La parte opposta, lunga 40 metri, è ancora piena di detriti ma ben visibile. 
Il visitatore resta colpito dalla complessità del doppio piano di galleria, una sopra l'altra, che costituivano un formidabile sistema difensivo contro eventuali invasori intenzionati ad assaltare quel baluardo che proteggeva uno degli accessi alla città.