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Spinario. Storia e fortuna

Fino al 25 maggio ai Musei Capitolini di Roma una preziosa panoramica dello Spinario, la statua celeberrima di un pastore mitico o, come sembrano dimostrare gli ultimi restauri, di Ascanio, capostipite della dinastia dei Cesari. La mostra “Spinario. Storia e fortuna” prende avvio dall’osservazione approfondita, attenta e ravvicinata dell’opera in bronzo esposta nella Sala dei Trionfi, giunta in Campidoglio con la donazione dei Bronzi Lateranensi fatta da Sisto IV nel 1471.

LO SPINARIO. Una piccola scultura con una grande storia e una fortuna millenaria. Lo Spinario, la statua in bronzo del giovinetto che si toglie con armonica naturalezza una spina dal piede, è un simbolo della collezione capitolina custodita nel museo pubblico più antico del mondo. Giunta in Campidoglio nel 1471 con la donazione al popolo romano dei bronzi lateranensi da parte di Sisto IV rappresenta forse il primo esempio di statua musealizzata ed è tuttora oggetto di studio e fonte di ispirazione. Opera eclettica in cui l’ellenismo del corpo si mescola allo stile severo del volto, è stato replicato in sette varianti, ma quella dei Musei Capitolini è certamente la più famosa ed elegante, grazie all’accurata mano che rese artisticamente quel corpo chino dai preziosi dettagli di rame e bronzo.
 
Alla sua fama universale è dedicata la mostra “Spinario. Storia e fortuna”: non solo una raffinata e coinvolgente esposizione, ma un viaggio particolare e approfondito attraverso la vita di un’opera e di tutto ciò che ha fatto fiorire attorno a sé. La preziosa vetrina riunisce 45 opere tra bronzetti, disegni e quadri, provenienti da tutta Europa, con ampio spazio a esemplari di età moderna e contemporanea a tracciare il successo di un capolavoro, considerato immorale per la sua nudità durante il medioevo e poi divenuto indiscusso modello iconografico.

IL MISTERO SVELATO. E con l’intervento di restauro nel 2000 anche il mistero sull’identità del soggetto sembra essere svelato. Oltre le secolari controversie, lo Spinario non è un’immagine generica di pastore, ma un personaggio specifico e significativo per la storia della città: il nobile Ascanio/Iulo, capostipite della gens Iulia. Roma rinnova il suo mito, ancora una volta, in un capolavoro senza tempo.
 
LABORATORI. Da febbraio a maggio, incontri e laboratori didattici con studenti e docenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma arricchiranno ulteriormente le opportunità di approfondimento che offre questa mostra. Si potrà assistere in diretta alla nascita di un’opera d’arte grazie agli appuntamenti di disegno dal vivo, partecipare a laboratori creativi e analizzare i tanti aspetti attraverso la presenza e la mediazione di giovani artisti ed esperti.
 

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