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Sessa Aurunca La citta' medioevale ed altro

Sessa Aurunca è città di antichissima origine, come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli del VIII secolo a.C.. Fu un centro importante degli Aurunci, ma nel IV secolo a.C. fu conquistato dai Romani che sconfissero nel 313 a.C. la Pentapoli Aurunca federazione di cui Sessa era la città preminente. Sul suo territorio vi si insediò una colonia di diritto latino, Suessa. Batté moneta dal 270 a.C. circa fino alla seconda guerra punica (219-202 a.C.). Divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e fu elevata a "municipium" nel 90 a.C. Snodo viario tra la Via Appia e la Via Latina, diventa un centro importante di produzione agricola, perchè i suoi prodotti possono essere trasportati finalmente verso Roma o verso Capua. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani qui, da ciò la città assume in alcuni testi il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa. La sua massima espansione urbana si ebbe in età imperiale; epoca in cui il centro abitato si estendeva su un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Testimonianza di ciò sono stati gli scavi - che nel 2001- hanno riportato alla luce il Teatro Romano, struttura che poteva contenere più di 3.500 spettatori. Sessa era inoltre dotata di templi e strutture pubbliche solo in parte identificati. Fu diocesi almeno dal V secolo d.C., durante il periodo medievale non lascia traccia di sé e segue le vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta. Riacquista parte della sua antica importanza verso il XII secolo. Tra il XIV e il XV secolo i Marzano, signori di buona parte di Terra di Lavoro e una delle più potenti famiglie del Regno di Napoli, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi. Nel Cinquecento viene concessa in feudo a Gonzalo Fernández de Córdoba, che aveva ottenuto il titolo di viceré, portando a termine la conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico. Agli inizi del XIX secolo in conseguenza degli avvenimenti che coinvolsero il Regno napoletano, Sessa si trovò priva di due pilastri della sua importanza: la nobiltà e gli ordini religiosi che sin dal XIII secolo, avevano formato uno dei cardini della vita cittadina. Conservò però la diocesi e mantenne un suo ruolo come centro importante di produzione agricola della provincia di Terra di Lavoro. Interessante sarà conoscere il centro antico della città che sottolinea il passaggio dell’avvicendarsi della storia, attraverso le sue rilevanze artistiche, passeggiando tra le stradine e visitando l’interno di alcune tra le sue antiche chiese come la Santissima Annunziata, la chiesa di Sant’Agostino, il convento di San Domenico ed il monastero di San Gennaro. Degno di nota, come memoria del periodo romanico è il Duomo di Sessa Aurunca; la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nonché cattedrale. Costruito nel 1103 riutilizzando il materiale di spoglio proveniente dai tanti edifici d’epoca romana in sito; fu consacrato nel 1113. L’aspetto esterno attuale fu raggiunto nella prima metà del XIII secolo con l’aggiunta del portico e del finestrone posto nella parte alta della facciata. L’interno invece, eliminato il soffitto a capriate già nel Duecento, rimase romanico fino a quando il vescovo Francesco Caracciolo d'Altamura decise di ammodernarlo secondo i gusti e lo stile della sua epoca; il barocco. Caratterizza la facciata del duomo un grande portico a tre arcate animato da una ricca decorazione scultorea. L’interno della cattedrale, a croce latina, è a tre navate ripartite dalle 18 antiche colonne della chiesa medievale. Risalgono al XII secolo, l’ambone, il candelabro per il cero pasquale ed il pavimento cosmatesco. I pezzi decorati da un notevole piano iconografico sono testimonianza di complessi allegorismi, a sfondo morale e devozionale, il cui linguaggio era ben compreso dai contemporanei. Esempio dei rinnovamenti che furono apportati nel periodo barocco è la cappella del Santissimo Sacramento, dove si può ammirare la tela di Luca Giordano raffigurante la Comunione degli Apostoli. Sottostante il presbiterio è la cripta, dal pavimento mosaicato e sostenuta da venti colonne di spolio. Adiacente alla cattedrale meritevole di visita è il Museo del Capitolo che conserva notevoli arredi sacri. Testimonianza del massimo splendore dell’epoca romana, invece è il Teatro, che come su citato, poteva contenere circa 3.500 spettatori ed aveva una scena di 30 metri di fronte e 15 di profondità. Cornice naturale del sito era la campagna sessana ed all’orizzonte lo stupendo golfo di Gaeta.