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San Giuliano Terme: "Le Donne di Puccini. Costumi, architetture per la scena"

 
In occasione dei festeggiamenti per i 100 anni della Casa d’Arte Cerratelli, nata del 1914 e che in cento anni ha prodotto i più bei manufatti sartoriali per le scene liriche e cinematografiche di tutto il mondo, la Fondazione Cerratelli presenta dal 6 settembre 2014 al 3 maggio 2015 la mostra Le Donne di Puccini. Costumi, architetture per la scena, un percorso dedicato alle opere di Giacomo PucciniIl legame tra la Casa d’Arte e Puccini e le sue “donne” è strettissimo. Il Maestro era, infatti, un frequentatore e sostenitore della Casa d’Arte e inoltre, il fondatore Arturo Cerratelli cantò nella seconda rappresentazione di Bohème al Teatro dell’Opera di Roma. Una grande amicizia legava, quindi, Cerratelli a Giacomo Puccini e proprio grazie al suo sostegno la sartoria divenne in pochi anni celebre in tutto il mondo.
 
IN MOSTRA i costumi storici della Fondazione. Tra questi, dell’ultima opera pucciniana, Turandot, saranno esposti i costumi di diverse produzioni: quella di U. Brunelleschi del 1940, la produzione RAI del 1958 firmata dal costumista Attilio Colonnello e infine l'ultima produzione per il Festival Puccini del 2014 a firma di Angelo Bertini. Costumi indossati da cantanti del calibro di Renata Scotto, Fiorenza Cossotto, Katia Ricciarelli, Daniela Dessì e Giovanna Casolla, di diverse produzioni e di diverse epoche, che messi a confronto, evidenziando come si possa interpretare i medesimi personaggi con estro e genialità diverse.
 
LE SCENOGRAFIE. Grande rilievo avrà, inoltre, il dialogo dei costumi con la scenografia: all'interno della mostra, saranno presenti elementi scenici e modellini di scenografie a firma di grandi maestri come Ezio Frigerio, Arnaldo Pomodoro, Pietro Cascella e Angelo Bestini, appartenenti alla Fondazione Festival Puccini. Il costume, infatti, deve tener conto della scenografia, perché ne è parte integrante, e deve servire al cantante per interpretare al meglio il personaggio che è chiamato a rappresentare. La mostra metterà in evidenza quanto questi due elementi si fondano indissolubilmente: l'uno ha bisogno dell'altro, sono entrambi l'apparato visivo necessario per contestualizzare l'opera e veicoli essenziali per la comunicazione dei messaggi che il regista intende donare ai suoi spettatori.
 
Infine, per assaporare da vicino il mestiere del costumista creatore di costumi per la scena, la Fondazione propone per le scuole dei laboratori didattici.