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Salerno: Centro Storico Medievale Longobardo e Normanno

La visita al Centro Storico è realizzata dal Club di Territorio di Salerno del Touring Club Italiano con la partecipazione della Curia Arcivescovile di Salerno e del Gruppo Archeologico Salernitano.
La Chiesa di Santa Maria de Lama rientra nel Progetto Aperti per Voi del Touring Club Italiano. La Chiesa è aperta al pubblico tutti i sabati e tutte le domeniche dalle ore 10.00 alle ore 13.00 grazie ai Volontari del Touring per il Patrimonio Culturale.

Complesso di S. Pietro a Corte 
Il sito risulta l’unica testimonianza archeologica palaziale di epoca longobarda. La struttura si deve al Duca di Benevento Arechi II che nel 774, dopo la sconfitta dei Longobardi del Nord, ad opera di Carlo Magno, assumendo il titulus di Princeps gentis langobardorum, spostò, per ragioni politiche e strategiche, la sua residenza da Benevento, allora capitale del ducato, a Salerno, costruendo un magnifico palatium. L’area di sedime della chiesa era stata occupata in età romana da un edificio termale, riutilizzato poi nei primi secoli dell’età cristiana come luogo di culto e sepolcreto. In età longobarda ebbe dunque la funzione di cappella privata del principe, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. L’edificio infine nel corso del XIII secolo fu sede delle riunioni del Parlamento e della cerimonia solenne del conferimento delle lauree della Scuola Medica Salernitana. Il campanile romanico, solido e massiccio, addossato al lato settentrionale della chiesa era stato aggiunto dal principe Guaimario II intorno al 920 d.C., come testimonia il Chronicon Salernitanum, sebbene recenti scavi facciano ipotizzare la costruzione in epoca successiva.
Chiesa di S. Andrea de Lavina 
La chiesa, che prende nome dal torrente che scorre sotto la strada ad essa prospiciente, fu edificata in un periodo posteriore all’ 832, anno in cui il duca salernitano Sicardo, conquistò Amalfi e deportò parte degli abitanti a Salerno, confinandoli nell’attuale quartiere detto delle “Fornelle”. É dedicata al patrono degli Amalfitani. La prima chiesa, costruita sulle rovine di un edificio di epoca romana, si trova interrata ad almeno sei metri sotto l’attuale livello stradale e presenta i resti di tre absidi affrescate. Intorno al X secolo, forse per un’alluvione, adibita la vecchia chiesa a sepolcreto, ne fu costruita al di sopra una più ampia, di cui rimangono due navate. La terza chiesa, costruita intorno al XII secolo, presenta un palinsesto di affreschi, i più antichi dei quali risalgono proprio a quell’epoca. Alla fine del Cinquecento la fronte del tempio, una volta rivolta ad Ovest, fu orientata ad Est. Il campanile, databile entro l’XI secolo, è famoso perché nel 1648 con le sue campane Ippolito da Pastena (il Masaniello salernitano) incitò il popolo alla rivolta contro gli spagnoli.
Chiesa di S. Maria de Lama 
Il sito nasce come cappella nobiliare longobarda, costruita su un edificio romano del II secolo d.C. di cui rimangono tracce nell’opus reticulatum, ma subisce una vasta ristrutturazione già nel Duecento, quando viene creato un doppio livello. L’aula originaria, quella inferiore, a pianta quadrata con un’abside circolare orientata sull’asse Nord-Sud, era interamente affrescata. Ciò che rimane è l’attuale cripta con un doppio ciclo di affreschi, uno di epoca longobarda, raffigurante i santi Bartolomeo e Andrea ed un santo anonimo. Nel XIII secolo, con un restauro radicale, furono demolite le volte e, sul precedente edificio, fu costruita la chiesa attuale con affreschi sulle pareti, perduti, e sulle colonne, dove ancora sono visibili uno splendido Ecce Homo ed una Maddalena. Nella cripta fu aggiunto un nuovo ciclo di affreschi raffiguranti i santi Stefano, Lorenzo e Leonardo. La chiesa che vediamo attualmente è una sovrastruttura forse normanna edificata sul luogo di culto longobardo di cui la più antica notizia giunta fino a noi è del gennaio 1055, essendone compatroni il principe Gisulfo II e gli eredi del conte Giovannaccio, figlio del castaldo Mansone amalfitano.
Cattedrale di S. Matteo 
La fondazione del Duomo di Salerno risalirebbe al periodo successivo alla conquista della città, avvenuta il 13 dicembre 1076, da parte delle armate normanne di Roberto il Guiscardo, mentre era arcivescovo Alfano I, poeta e medico della famosa Scuola Medica Salernitana. La chiesa fu consacrata nel giugno del 1084 da papa Gregorio VII, in esilio a causa della lotta per le investiture. Costruita su una chiesa paleocristiana dedicata a S. Maria degli Angeli, sorta a sua volta sulle rovine di un tempio romano, fu notevolmente ampliata dopo il ritrovamento delle spoglie del santo evangelista Matteo, tumulate nell’antica chiesa il 9 maggio 954 e venute alla luce con la progressiva demolizione di questa. A pianta basilicale con tre navate longitudinali, un transetto, tre absidi ed un quadriportico ha come modello l’Abbazia di Desiderio a Montecassino. Un elemento di novità è 
dato dalla forma della cripta ad aula, con lo spazio scandito da colonne e con le absidi in corrispondenza con quelle del transetto superiore, assolutamente inusuale nell’Italia centro-meridionale. Da Salerno questo tipo di ipogeo si irradia negli altri centri, prima a Ravello, poi ad Otranto e quindi a S. Agata dei Goti. Recenti studi hanno potuto appurare che esiste una corrispondenza armonica nelle varie parti della chiesa, che si potrebbe definire di tipo modulare, in quanto tutte le misure dei vari corpi risultano rapportate alla misura del transetto. Il portale della facciata, davanti al quale si trova una coppia di leoni, immette in un ampio atrio quasi quadrato, unico esempio italiano, insieme a quello della Basilica di S. Ambrogio, di quadriportico romanico. Il chiostro è circondato da 28 colonne di spoglio sormontate da archi a tutto sesto decorati con intarsi di pietra vulcanica sulle lesene e ai pennacchi. Splendido è il loggiato soprastante a bifore e pentafore, considerato il punto d’inizio della cosiddetta Architettura mediterranea.
Via Mercanti
È l’antica strada di circa un chilometro che attraversa tutto il centro storico di Salerno e che rappresenta la principale via di comunicazione e di commercio fin dal periodo longobardo, quando era chiamata Drapparia per i negozi di tessuti come damaschi e velluti.
Via Tasso
La via Tasso è il decumano della Salerno romana; tra XIV e XV secolo ospitava le residenze delle famiglie più nobili (Ruggi, Solimena, Guarna, Guardati) e le sedi del potere e della burocrazia.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- 9.30 – Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) a piazza Portanova. 
- 9,40 – via Mercanti. 
- 10,00 – San Pietro a Corte. 
- 10,30 – Sant’Andrea de Lavina. 
- 11,00 – Santa Maria de Lama. 
- 11,30 – via Tasso. 
- 12,00 – Cattedrale. 
Numero max partecipanti: 40 persone

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Salerno inviando una email a: salerno@volontaritouring.it 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Touring Club Italiano.
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Salerno del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.