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SAGRE D'INVERNO NEL SALENTO

È l’inverno il tempo delle sagre? Certamente sì nel Salento, dove il mite inverno s’illumina con i piccoli e grandi falò che, soprattutto nella festa di sant’Antonio abate, il 16 gennaio, s’accendono in tanti Comuni della provincia di Lecce. A Novoli si celebrano i “Giorni del Fuoco” con il più grande e famoso falò del Mediterraneo, la Fòcara. Il fuoco, però, scalda e illumina anche strade, piazze e vicoli in quel di Maglie, nel cortile della chiesa del Sacro Cuore, di Taviano, nei pressi della cappella di Santa Marina, e di Carmiano, nell’area mercatale. A Sannicola, piccoli falò bruciano ai crocicchi delle strade di ogni quartiere.Immancabili intorno al fuoco riti, credenze, musica e sapori d’altri tempi.A Nardò la “fòcara” arde venerdì 17 gennaio, a partire dalle ore 19.15 nei pressi della parrocchia del Sacro Cuore, protagonista la sagra delle “pettole”, pasta lievitata e fritta, farcite alla pizzaiola, col cavolfiore, alle patate dolci.A Miggiano invece la “focareddha” si accende mercoledì 22 gennaio, con la sagra della “paparina”, piatto tipico della tradizione contadina. I miggianesi, “manciapaparine”, raccolgono la “paparina” che è la pianta del papavero rosso quando è ancora giovane, prima della fioritura, per consumarla soffritta nell’olio d’oliva con uno spicchio d’aglio, insaporita con olive nere e peperoncino piccante. Ottima per accompagnare alla carne di maiale, l’animale raffigurato accanto a sant’Antonio abate. A Villa Convento, frazione di Novoli, l’appuntamento col gusto è nel finesettimana di sabato 25 e domenica 26 gennaio, con la sagra dei taralli al pepe.Altro santo, altra festa: Sant’Ippazio da Gangra, il 18 e 19 gennaio a Tiggiano.Il culto del santo vescovo greco, giunto nel Basso Salento grazie ai monaci basiliani, è presente solo a Tiggiano, a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca. In questa festa, sacro e profano si mescolano: la storia assume i contorni della leggenda popolare. “Santu Pati”, come lo chiamano i salentini, è legato a doppio filo con il prodotto tipico locale per eccellenza: la “pestanaca”, la carota a radice lunga, dolce e croccante, dai colori che variano, a seconda della purezza e della maturazione, dal giallo chiaro al viola scuro. Il santo è invocato a protezione della virilità maschile e dell’apparato genitale, evocato dalla forma della “pestanaca”, e quale rimedio contro l’ernia inguinale, in quanto lo stesso santo ne fu sofferente per un tremendo calcio ricevuto nel basso ventre durante una discussione con gli eretici ariani. Sabato 18 gennaio, a Tiggiano in piazza Olivieri, dalle ore 19.30 si festeggia con la sagra della “pestanaca di Santu Pati”, proposta in diversissimi modi, cotta o cruda: dal condimento per la pasta fino al dessert o al liquore.

 Giovanni Colonna