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Ruvo di Puglia (BA) - Visita Tci - Tra Ipogeo , Terme e Museo Nazionale

Dove

Indirizzo evento: 
Ruvo di Puglia

Quando

Sabato 18 Novembre 2017

Contatti

Organizzatore: 
Console regionale Cleto Bucci
Telefono di riferimento: 
Cleto Bucci 080.5426164
Console accompagnatore: 
Cleto Bucci 080.5426164

Ruvo di Puglia (BA) - Visita Tci - Tra  Ipogeo, Terme e Museo Nazionale

Programma

ore 15,20 Incontro sul sagrato della Cattedrale di Ruvo di Puglia;

ore 15,30 visita con guida della Cattedrale e percorso archeologico dell’Ipogeo (impianto dell’antica cattedrale e resti di pavimenti musivi);

ore 16,30 visita con guida della Chiesa del Purgatorio col polittico dello ZT., della Grotta di Sn Cleto e del percorso archeologico (resti delle terme romene);

ore 17,30 visita del Museo Archeologico Nazionale Jatta;

ore 18,30 Termine della visita.

 

Quota  di partecipazione:NESSUNA   - la Guida turistica sarà lo stesso Console Regionale.

 

Pagamento in loco:dell’ingresso all’ipogeo della Cattedrale;dell’ingresso nella Grotta di San Cleto.

 

Prenotazioni entro martedì 14 novembre 2017 e comunque fino al raggiungimento di un numero massimo di 25 partecipanti.

 

IL PROGRAMMA POTREBBE SUBIRE VARIAZIONI, MODIFICHE, RITARDI E/O CANCELLAZIONI A CAUSA DI EVENTI NON DIPENDENTI DALLA VOLONTA’ DELL’ORGANIZZATORE.

 

Prima del 1800 la città di Ruvo era praticamente sconosciuta agli studiosi. Su Ruvo, sulla sua storia e sui vasi nessuno sapeva niente. I contadini, infatti, quando nei propri terreni trovavano i vasi li frantumavano con le loro zappe perché erano interessati solo all’oro delle monete che vendevano poi a caro prezzo. Grazie ad alcune persone colte, si capì l’importanza di questi vasi ed iniziarono così vere e proprie ricerche.

Nel 1820 il grande entusiasmo provocò la nascita di vere e proprie società di scavo, solo allora il nome della città diventò così famoso che importanti studiosi venivano spesso ad ammirare tutto quello che affiorava durante il lavoro.

I popoli antichi avevano l’abitudine di seppellire insieme al defunto tutti gli oggetti utilizzati durante l’arco della propria vita: erano convinti che nella vita ultraterrena, cioè dopo la morte potessero servire. Il corredo funerario era più o meno ricco in base al ceto sociale: i poveri portavano nella tomba due o tre vasettini, il ceto medio portava sei, nove, dodici, sedici pezzi, i più ricchi partivano da ventuno, ventiquattro e potevano raggiungere anche la quantità di settanta vasi.

La collezione Jatta andò formandosi dal 1820 fino al 1842 e quando stava per essere ceduta al re di Napoli (per volere dello stesso Giovanni), la signora Giulia Viesti, moglie di Giulio, fece annullare la volontà del cognato e diede una sede al museo a Ruvo di Puglia. Fu costruito fuori città un vero e proprio palazzo, progettato dall’architetto di Bitonto Luigi Castellucci, con lo scopo di accogliere le due parti della collezione fino ad allora divise tra l’antica casa della famiglia qui a Ruvo, e la residenza napoletana di Giovanni Jatta.