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Roma: "Visita TCI al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco"

L’elegante edificio cinquecentesco che ospita la collezione Barracco fu costruito tra il 1520 e il 1523 per il prelato bretone Thomas le Roy, giunto a Roma nel 1494 al seguito di Carlo VIII. Alla sua proprietà risalgono i simboli dei gigli di Francia e degli ermellini che compaiono nella decorazione del Palazzo e che gli hanno valso la impropria denominazione di “Farnesina ai Baullari”. Alcuni studiosi attribuiscono il progetto dell’edificio ad Antonio da Sangallo sulla base di disegni cinquecenteschi che ne riproducono la pianta e i prospetti. Dopo lunghe e storiche vicissitudini, nel 1948 divenne la sede definitiva della collezione privata di un grande mecenate calabrese estimatore d’arte antica, il Barone Giovanni Barracco, che l’aveva donata al Comune di Roma nel 1902 per costituire il Museo di Scultura Antica.

La collezione, sapientemente raccolta per formare un “museo della scultura antica comparata”, comprende opere d’arte egizia, assira, fenicia, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale. Per quanto riguarda l’arte egizia, alla quale Barracco dedicò la maggiore attenzione, la collezione comprende notevolissimi frammenti di scultura funeraria, soprattutto delle prime dinastie. Accanto a queste opere, acquistate sul mercato internazionale, arricchiscono la raccolta importanti esemplari emersi negli scavi dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento in varie località italiane: segno della penetrazione della cultura egizia in Italia già in età romana. Splendida la sfinge di una regina della XVIII dinastia (1479-1425 a.C.), rinvenuta a Roma nel santuario isiaco del Campo Marzio. L’arte assira è rappresentata da un’importante serie di rilievi con scene di guerra, di deportazione dei prigionieri e di caccia, provenienti dai palazzi reali di Ninive, Nimrud e Khorsabad nella Mesopotamia settentrionale. Un settore particolarmente interessante del museo raccoglie esemplari di arte cipriota, individuata come elemento di mediazione tra il mondo orientale e quello greco. Oltre ad alcuni importanti reperti etruschi, sono le sculture greche quelle maggiormente rappresentate nel Museo. Infine due formelle dal duomo di Sorrento (X-XI secolo) e un frammento del mosaico absidale della San Pietro medievale (XII-XIII secolo) chiudono il percorso espositivo.

Quota di partecipazione

Soci: € 8,00  Non Soci: €  11,00

Biglietto di ingresso gratuito
 

La Guida: Serena Giuliani è Dottore in Archeologia Africana all’Orientale di Napoli, laureata presso l’Università “La Sapienza” di Roma in Antichità Nubiane, ha conseguito la Specializzazione in Egittologia all’Università di Roma La Sapienza.

La Dott. Giuliani ha partecipato e diretto Missioni di Scavo in Egitto e Sudan per le maggiori Università italiane e internazionali portando alla luce nuove informazioni e vestigia archeologiche delle Culture Nubiane in Egitto. Membro per molti anni dell’Egypt Exploration Society e Sudan Archaeological Project e Cultore della Materia della Cattedra di Antichità Nubiane all’Università di Roma La Sapienza. Ha pubblicato articoli sulle sue ricerche nelle maggiori riviste archeologiche internazionali.

 

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