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Roma: mostra "Dal Liberty al Design italiano"

Palazzo delle Esposizioni a Roma ospita Una dolce vita? Dal Liberty al Design italiano, 1900-1940, un percorso cronologico composto da oltre 100 opere, un viaggio attraverso le risposte italiane alle tendenze artistiche europee della prima metà del Novecento. in collaborazione col Musée d’Orsay di Parigi.

 

Nell’Italia di inizio Novecento, le arti decorative si fanno interpreti del desiderio di progresso di una nazione. Ebanisti, ceramisti e maestri vetrai lavorano spesso in collaborazione con i maggiori artisti del tempo, dando vita a un vero e proprio “stile italiano” destinato a influenzare la nascita stessa del design moderno. Un periodo di “ottimismo paradossale”, di intensa creatività in una società in profonda trasformazione, alimentata all’inizio da grandi speranze ma presto costretta a subire prima il trauma della Grande Guerra e dopo il tragico esito del regime mussoliniano. Per esplorare un simile contesto, questa bella mostra in programma al Palazzo delle Esposizioni, in collaborazione con il Museo d’Orsay di Parigi, procede attraverso un percorso cronologico composto da oltre 100 opere basato su un dialogo continuo tra arti decorative e arti plastiche.

A partire dall’anno 1902 il Liberty acquista sempre più una particolare originalità nelle opere di artisti come Carlo Bugatti, Galileo Chini, Eugenio Quarti, Ernesto Basile, Carlo Zen, il cui stile è spesso collegato all'opera dei pittori divisionisti rappresentate in mostra da importanti quadri di Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo. Al gusto dominante Liberty si opporrà successivamente il Futurismo quando nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero annunciano l’intento di estendere l’estetica futurista a tutti gli aspetti dell’arte e della vita: dichiarando di voler ricostruire l’universo “rallegrandolo”, daranno vita a numerosi oggetti di arte decorativa e di uso quotidiano, dai mobili ai vestiti, dagli arazzi ai giocattoli.
Durante gli anni del “ritorno all’ordine”, che seguono in tutta Europa la stagione delle avanguardie, il recupero della cultura classica assume in Italia diverse declinazioni nell'ambito delle arti plastiche e decorative, tra cui le versioni più interessanti sono la Metafisica di De Chirico e di Savinio, e il Realismo magico di Felice Casorati. In maniera analoga, una visione incantata, sospesa tra ispirazione classica e gusto déco, caratterizza le ceramiche di Giò Ponti, o le prime creazioni in vetro di Carlo Scarpa.

Il ritorno al classicismo celebrato dal “Novecento”, il movimento sostenuto da Margherita Sarfatti, è destinato a diventare il mezzo di espressione ufficiale del regime fascista. Negli stessi anni il regime seppe tuttavia aprirsi agli esperimenti modernisti di artisti quali Giuseppe Terragni e Mario Radice (gli autori della famosa Casa del Fascio di Como), a cui si avvicinano le opere astratte di Fontana, Melotti o ancora Licini. Infine, nel campo delle arti applicate, lo stile razionalista, conformemente alle tendenze europee, artisti come Albini, Baldessari, Figini e Pollini, segnano il passaggio verso la produzione industriale e il design nella sua accezione moderna.

 

Altre informazioni utili: 

Attività consigliata a famiglie con bambini

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