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Roma: "Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo”

Per la prima volta l’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana, presso lo Spazio Espositivo Tritone della Fondazione Sorgente Group,  esporrà alcune testimonianze inedite degli studi astronomici dello scienziato Galileo Galilei, del matematico gesuita Cristoforo Clavio e dell’astronomo gesuita Angelo Secchi. I pregiati documenti sono stati recuperati grazie al progetto di valorizzazione e digitalizzazione del Fondo Clavius, al quale appartengono, finanziato dalla Fondazione Sorgente Group. Gli antichi strumenti di osservazione e di rilevazione appartenenti all’INAF - Museo Astronomico e Copernicano di Roma e il Globo celeste della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma completano la mostra, intitolata “Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo: Cristoforo Clavio, Galileo Galilei e Angelo Secchi, testimonianze documentarie e strumenti scientifici”.

Tra i manoscritti esposti, ci sarà l’opera di Clavio che spiega l’introduzione nel 1582 del calendario gregoriano, quello ancora oggi in uso in Occidente. Il matematico gesuita contribuì all’adozione del nuovo sistema difendendolo dagli attacchi degli studiosi contemporanei. Farà parte delle opere in mostra anche la lettera in cui Galileo avvisa Clavio del suo imminente viaggio a Roma. Proprio in questa occasione Galilei ottenne dalla Chiesa di Roma un iniziale riconoscimento della validità delle sue scoperte astronomiche. Straordinario documento, infine, è la lettera del 1609 in cui Galileo parla delle sue osservazioni della luna per mezzo di un telescopio e realizza alcuni disegni rilevando la discontinuità della superficie lunare, in seguito contrastata dalla Chiesa. In mostra anche l’opera di Angelo Secchi, che ha posto le basi per la moderna astrofisica e che per primo ha osservato lo spettro luminoso degli astri. All’astronomo gesuita dobbiamo anche l’individuazione del meridiano di Monte Mario a Roma, primo adottato nell’Ottocento in Italia.

Oltre alla consultazione dei testi scientifici, il visitatore potrà immergersi in un viaggio alla scoperta della volta celeste attraverso strumenti quali un cannocchiale del XVII secolo, un telescopio riflettore gregoriano, un astrolabio per misurare le posizioni degli astri, un notturnale (orologio notturno) e altri suggestivi elementi di misurazione che consentirono a quel tempo la stesura di mappe stellari, disegni e grandi scoperte.

Complessivamente, la mostra esporrà una selezione tra i più importanti documenti appartenenti al Fondo Clavius, 10 tra manoscritti e lettere, ai quali si aggiungono 7 strumenti scientifici del Museo Astronomico e Copernicano dell’INAF e il Globo Celeste della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, concesso in prestito per la prima volta.
 
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