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Roma: "Il Mandrione"

La borgata dell’Acquedotto Felice o Mandrione è uno degli esempi storici d’insediamenti di baraccati sorti a ridosso degli antichi ruderi romani. Sisto V il 24 aprile restaurò l’antico acquedotto (226 d.c.), sotto i cui archi si accamperanno tante famiglie, fino al 1974, quando il Comune di Roma assegnerà loro le case. E’ un’area urbana del Municipio Roma VII di Roma Capitale. Si trova alla destra del tratto iniziale della via Casilina. Prende il nome dalla via che la attraversa, da via Casilina (altezza Pigneto) a via Tuscolana (altezza Porta Furba), la quale a sua volta si rifà all’antica usanza di portare nei prati di allora mandrie a pascolare.

La zona fu inizialmente occupata dagli sfollati del bombardamento di San Lorenzo del 1943, che vi costruirono delle baracche sotto gli archi dell’Acquedotto Felice. Successivamente, dagli anni ‘50, divenne famosa come zona di zingari e prostitute. Di grande interesse l’inchiesta svolta nell’aprile del 1956 dall’antropologo Franco Cagnetta e dal fotografo Franco Pinna. Supportata dall’editore Giangiacomo Feltrinelli, fu seguita da vicino da importanti personaggi della cultura come Elsa Morante, Goffredo Parise e Pier Paolo Pasolini. Il Mandrione è citato in diverse opere letterarie e cinematografiche, fra tutte quelle di Pier Paolo Pasolini (La commare secca, 1962) che è stato spesso ritratto mentre passeggiava per via del Mandrione e nei suoi dintorni (“Cristo al Mandrione”, 1960, è una delle canzoni in dialetto romanesco scritte da Pasolini per Laura Betti, con la musica di Piero Piccioni). Federico Fellini vi ha girato Il bidone (1955) e, affacciandosi dalla vicina stazione di Roma Casilina, si possono vedere le case sulla ferrovia di Ladro lui ladra lei (1958) con Alberto Sordi.

Via del Mandrione rimase fortemente degradata fino alla seconda metà degli anni ‘70, quando, a seguito di interventi politici e culturali per la riqualificazione dell’area, divenne, nel corso degli anni, una zona residenziale dalla vivace attività artigianale, dove, affiancati all’acquedotto, si alternano esercizi commerciali, palazzine anche di una certa eleganza, officine, botteghe di artigiani. Attualmente gran parte della zona è divenuta proprietà della Banca d’Italia che occupa una vasta area con il suo circolo sportivo.


 

 

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