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Roccapiemonte (Sa): Villa Ravaschieri

Una visita in esclusiva per i soci e gli amici del Tci alla Villa Ravaschieri di Roccapiemonte.
Consigliamo di andare a rileggere qualche pagina del “PIACERE” di Gabriele D’Annunzio.
Questo perché si riconoscerà nel protagonista di quel romanzo (che forse romanzo non è) lo spirito del giovane principe Fieschi che aleggia all’interno di questa villa, e, nella cappella sanfeliciana annessa, ritroverà il suo personaggio che ivi riposa.

La famiglia dei Ravaschieri Fieschi, originari di Genova, si trapiantò a Napoli e Domenico Antonio (Chiavari,1636 † Napoli, 1706), figlio di Giovan Battista (n. 1608) comprò il feudo di Roccapiemonte; suo figlio Aniello Nicola (Napoli,1675 † ivi, 1752) ottenne il titolo di duca su detto feudo nel 1713 dall’imperatore d’Austria Carlo VI.
La villa per la sua posizione geografica è senza dubbio una villa di campagna che produceva olio e vino nei frantoi e nelle cantine che ancora intatti sono presenti. Ma era ed è, altresì, un “Giardino delle delizie” che solo un principe napoletano poteva creare. La sala di scherma (Vincenzo fu uno dei fondatori della Federazione Italiana Scherma) ed il parco con i suoi alberi secolari lo stanno a testimoniare. 
Il Parco – dove sembra ancora assistere ai fioretti del nostro principe incrociarsi con quelli di G. D’Annunzio e quelli della migliore aristocrazia europea - vede la presenza di alberi secolari tra cui un Pino risalente al 1650. Esso è una conifera imponente, un pino trino cioè portatore di tre aghi. Questo pino è stato dichiarato l’albero più bello d’Italia nel 2014. Una meraviglia da godere.
Villa Ravaschieri risale al 1500 e al suo interno si trova una rarità nel mondo dell’arte e dell’architettura: la gentilizia cappella dell’Addolorata o di San Vincenzo, risalente al 1720, progettata dall’architetto Ferdinando Sanfelice.
La chiesa è a pianta esagonale e a cupola centrale con quattro cappelle radiali oltre l’ingresso ed il presbiterio. L’articolazione parietale interna è definita dalla sequenza di sei colonne scanalate con capitelli compositi e vanta la presenza di opere pittoriche e scultoriche di grande pregio tra cui un bassorilievo in marmo di Giovanni Duprè.
Essa è attualmente annessa al complesso della villa che ha un corpo centrale, il palazzo, che si articola in due piani ed un piano terra, ove è ancora presente una stalla per i cavalli, con una struttura razionale e moderna certamente originale e ben degna di palazzi principeschi. Essa presenta blocchi di pietra scolpita e scavata ed è attigua ad altri ambienti che ospitano una grande macina in pietra e un torchio unici nel loro genere, nonché un piccolo teatro e la sala scherma.
L’accesso al piano nobile e residenziale del Palazzo era ed è salendo uno scalone di rappresentanza con volte a botte rampante. Il piano è formato da stanze e saloni di rappresentanza che sembrano ancora echeggiare di suoni e presenze di altri tempi. Le pitture e i busti testimoniano un’epoca che fu certamente di splendore e di eleganza. Non manca la cucina di particolare interesse che richiama la presenza di quella Teresa Ravaschieri che tanto fu cara ai poveri e ai bambini napoletani da lei amorosamente soccorsi.
A lato del palazzo si può ammirare una corte rurale contornata da tre corpi di fabbrica “commodi” edifici adibiti a cellaio, granaio e casa del cantoniere ed in essi si possono ancora riconoscere gli attrezzi e gli strumenti dell’arte e della vita contadina. In comunicazione con il cellaio è lo strettoio o cercola, locale che contiene un torchio dalle dimensioni ciclopiche (la sola trave principale misura 12 metri) impiegato per la premitura delle vinacce, e le botti di rovere.
Il tutto è racchiuso da un “Giardino delle delizie” con agrumeti ed alberi da frutto, lecci, tassi, e pini secolari, una passeggiata alberata e fiorita che con essenze, piante ornamentali e fiori di diversa provenienza testimoniano l’amore che la Famiglia Coppola – nuova proprietaria - profonde quotidianamente nella cura del prestigioso complesso.

 

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- ore 10.00: ritrovo dei partecipanti (mezzi propri) presso Villa Ravaschieri - via Roma 127 - Roccapiemonte (SA) - possibilità di parcheggio nella zona circostante la Villa - accoglienza e registrazione dei partecipanti;
- ore 10.30: inizio della visita guidata alla cappella gentilizia ed alle sue opere d’arte, corpo principale (piano terra e piani nobili), cellaio, cercola, etc. – visita al parco con illustrazione alberi secolari - la visita è gratuita e la guida è gentilmente fornita dalla Famiglia Coppola – proprietaria della Villa;
- ore 13.00 circa: al termine della visita sarà possibile consumare all’interno della villa, nello splendore del “Giardino delle delizie” un aperitivo e una colazione consistente in cibo cosiddetto di strada (maccaturo ripieno di sorprese di cucina tipica locale) - quota per persona: euro 20,00.

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Salerno inviando una email a: 
salerno@volontaritouring.it 
Numero max partecipanti: 40 persone 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
L’aperitivo e la colazione presso il “Giardino delle delizie” di Villa Ravaschieri prevede un costo di 20 euro a partecipante da riconoscersi direttamente ai proprietari della Villa.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Salerno del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.