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Riti della Settimana Santa di Aggius

Aggius
è l’unico paese della Gallura che ha tramandato conservandone intatte le antiche tradizioni di questo territorio del nord-est sardegna, soprattutto nel canto corale, definito da Gabriele D’Annunzio "vecchio quanto l’alba". La voce, è senza dubbio lo "strumento" più antico, che in Sardegna viene ancora usato con ritmica come sostegno alle danze e in aggregazioni corali per accompagnare i momenti più importanti e suggestivi della vita quotidiana, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’umanita’ "canto a Tenores".
Le origini delle antiche melodie a "tasgjia", uniche nel suo genere anche in questa stessa regione, si perdono infatti nella notte dei tempi, ma grazie ai riti religiosi, che hanno apportato un sistema di canto colto attecchito e fuso nella nostra tradizione, giunge ancora indenne agli attuali giorni. La particolarità del canto a "Tasgjia" consiste nel principale accordo di quattro voci che in alcuni casi, cantano in quarto di tono, pur mantenedo, l’accordo ma evidenziando e facendo sentire una quinta voce inesistente, il rafforzo di tale voce in ottava alta e di petto, fecero guadagnare l’appellativo di Galletto di Gallura alla voce di "Falsittu" da parte dello stesso D’annunzio.

Da non perdere:

Le due confraternite di Aggius, del SS. Rosario e l’arciconfraternita di Santa Croce sono ancor oggi le associazioni che conservano la nostra storia tradizionale religiosa, che adeguandosi e conciliandosi ai riti moderni proiettano l’antica, arcaica e genuina cultura della nostra Aggesità.

Attualmente la tradizione canora è impreziosita dalle associazioni: "coro di Aggius Galletto Di Gallura", dal "coro Matteo Peru" e dal "coro Balori Tundu", che con la loro fattiva collaborazione con paziente lavoro e dedizione apportano nuovi emozionanti momenti di storia antica e cultura popolare del nostro paese consegnando al futuro quanto tramandato.

Il Venerdì Santo, i canti dello Stabat Mater e del Miserere Solenne con il Tibi Soli Peccavi durante la deposizione del Cristo in Croce, massima espressione della coralità Aggese, che trova il suo apice nel Regina Coeli Pasquale.

COMUNE DI AGGIUS
Prov. OLBIA – TEMPIO

Centro dei più antichi della Gallura, ultimo depositario di tradizioni secolari, nel canto, nella danza, nella tessitura e nella lavorazione artigianale del sughero del ferro e del granito, elemento fortemente caratterizzante del suo paesaggio.

BORGO D’ECCELLENZA - REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Via Pasquale Paoli, 39 - 07020 AGGIUS OT

Settimana Santa ad Aggius


Granito lavorato, principale componente di chiese, campanili e abitazioni del centro storico. Granito, cornice dell’abitato che ne rende unico il panorama. Granito nelle forme strane e bizzarre della piana dei grandi sassi o "Valle della Luna"  (a lato e in gallery) ambiente nel quale si ritrovano le tracce più significative dei primi stanziamenti in questo territorio: dai ripari sottoroccia usati nel neolitico come abitazione e sepoltura o come luoghi di culto, dai monumenti megalitici dell’età nuragica fino alle chiesette medioevali.
Il paesaggio si presenta come un equilibrato alternarsi di boschi secolari, di lecci, di sughere, macchia e pascoli, ai quali il mutare delle stagioni conferisce aspetti e colorazioni variegate e pittoriche.
Aggius, unico paese di questo territorio che ha tramandato, conservandone intatte, le antiche tradizioni soprattutto nel canto corale a Tasgja, definito da Gabriele D’Annunzio "vecchio quanto l’alba", è nella sapiente lavorazione dei tappeti e degli arazzi dai colori naturali, conferiti da erbe e bacche tintorie, che mani esperte creano ed ancora elaborano negli arcaici telai.

Solamente Aggius in Gallura, ha conservato uno degli eventi più partecipati e sentiti in modo particolare dagli abitanti di questo lembo di terra e pietra, le secolari tradizioni dei riti e dei cerimoniali della Settimana Santa.

La Domenica delle Palme, il piccolo borgo si trasforma nella biblica Gerusalemme e la folla festante e osannante con rami d’ulivo e palme, accoglie Gesù nel granitico sagrato della chiesa del SS. Rosario, vengono intonati dai cori tradizionali le antiche melodie dell’ "Osanna Filium David" e "Pueri ebreorum", processionalmente si attraversano le vie del centro storico con l’arciconfraternita di Santa Croce, la confraternita del SS. Rosario rigorosamente in abito, con le insegne, i crocifissi professionali, e gli stendardi. I bambini gioiosi, agitando le palme e i rametti d’ulivo, con l’innocenza che li distingue, gridano a gran voce "Osanna al Figlio di Davide" e accompagnano il Cristo alle porte del Tempio. La chiesa è vuota e le porte sono chiuse, i due cori, delegati dai presenti, uno all’esterno e l’altro all’interno intonano alternativamente le strofe del "Gloria Laus et Onor" e spalancati i portoni Cristo fa il suo ingresso al Tempio, e riempie (nel vero senso della parola), con la folla l’edificio.

S. Messa cantata dai cori, con le antiche melodie a tasgjia di origine Carmelitana.
La più bella e toccante spiegazione del rito, enunciata da Giovanni Paolo II° all’inizio del pontificato, proprio nel giorno della S. Messa al Suo insediamento, con vigorosa voce: "Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo".

Dalla domenica delle palme alla Pasqua di Resurrezione, la Settimana Santa è un susseguirsi di cerimonie Liturgiche al chiuso delle chiese o all’aperto sui sagrati e di processioni nella suggestiva oscurità della sera per le viuzze del paese. Le processioni e i riti, sono accompagnati dal canto salmodiante delle confraternite e dei cori tradizionali più preparati del momento.
Riti antichi e complessi – a volte gravemente solenni e cupi come la deposizione dalla croce, che si ripetono nelle forme spettacolari delle sacre rappresentazioni pervenute dalla tradizione spagnola e ancor prima medievale e bizantina. Sicuramente il canto non è solo sottofondo ma anche protagonista, unico, colto e ricercato quello solista durante l’adorazione della Croce "O Crux" del "Vexilla Regis" e della deposizione "Tibi Soli Peccavi" del "Miserere Solenne", struggente quello del Miserere e dello Stabat Mater di Jacopone da todi – 1200, nelle processioni notturne e nella visita dei sepolcri, solare e toccante il "Regina Coeli" di "L’Intoppu", l’incontro fra il Cristo Risorto e la Madre Maria.

Calendario manifestazioni aprile 2014

Domenica 13 aprile ore 10.30 : DOMENICA DELLE PALME
Benedizione delle palme e degli ulivi sul sagrato della chiesa del SS. Rosario organizzata dalle arciconfraternite con la partecipazione dei tradizionali cori aggesi, processione con palme e rami di ulivo, Messa solenne cantata nella tradizione aggese all’interno della parrocchiale di Santa Vittoria

RITI DELLA SETTIMANA SANTA

Canti : Sul sagrato, Osanna filium David - Pueri ebreorum - Gloria Laus et Onor -
Messa: Credo - Sanctus - Agnus Dei

Mercoledì 16 aprile ore 21.00 :
Canti alternati nelle stazioni: Miserere Solenne - Stabat Mater - Miserere processionale

Giovedì 17 aprile
ore 10.00
ore 19.00
Messa in Coena Domini e lavanda dei piedi, presso la Chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria.

Venerdì 18 aprile ore 18.30 :
Canti: Epistola - Passio - Ecce lignum Crucis - Vexilla Regis - o
Crux - popule meo - Stabat Mater - Miserere solenne - Tibi soli peccavi

Sabato 19 aprile ore 22.00
Veglia pasquale, con benedizione del fuoco nuovo e accensione del cero pasquale, nel sagrato della chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria

PASQUA DI RESURREZIONE
Domenica 20 aprile ore 10.30

"INTOPPU"
Incontro del Cristo risorto e della Madonna nella piazzetta del centro storico, a cura delle arciconfraternite di Santa croce e del SS. Rosario con processioni separate.
Canto del Regina Coeli.
Messa Solenne cantata dai Cori di Aggius.
Kyrie Gloria Credo Sanctus Agnus Dei

Domenica 27 aprile ore 11.00 DOMENICA IN ALBIS
Canto del Regina Coeli

Dettagli sul ns. sito
Santa Messa, e accompagnamento processionale dalle confraternite, dei simulacri del Cristo Risorto e della Vergine del Rosario.
Riti antichi del Venerdì Santo, processione per le vie del centro storico con i simulacri della Vergine Addolorata e del Cristo Crocifisso, di tradizione spagnola, con la partecipazione delle confraternite e dei penitenti incappucciati nel tipico saio bianco, accompagnate da arcaiche e struggenti melodie dei cori aggesi, "Sgraamentu" deposizione del Cristo dalla croce e sepoltura.
Messa Crismale in Cattedrale a Tempio Pausania
Tradizionale via Crucis con fiaccolata per le vie del centro storico, ed esecuzione degli antichi canti a Tasgja risalenti alla tradizione bizantino orientale del "III°-IV° secolo" nelle "stazioni" allestite presso le chiesette del paese.

www.comuneaggius.gov.it

Gian Piero Leoni tel.320.4315704 e.mail gpleoni@tiscali.it

Organizzazione:
PARROCCHIA SANTA VITTORIA V.M. 1536
ARCICONFRATERNITA DI SANTA CROCE 1709 - CONFRATERNITA DEL SS. ROSARIO 1727

In collaborazione con:
CORO PARROCCHIALE E CORI TRADIZIONALI - PRO - LOCO DI AGGIUS - COMITATO FESTA PATRONALE "2014"
BANDA DI AGGIUS - SOC. MUTUO SOCCORSO - AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI AGGIUS
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA