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Reggio Emilia: "L’Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie. L’arte contemporanea legge l’Ariosto”

I personaggi de L’Orlando Furioso, le imprese di valorosi cavalieri, la passione per Angelica che diverrà poi follia d’amore rivivranno dal 4 ottobre 2014 all’11 gennaio 2015 a Palazzo Magnani di Reggio Emilia nella grande mostra “L’Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie. L’arte contemporanea legge l’Ariosto” che intende leggere e reinterpretare in chiave contemporanea l’immaginario ariostesco, carico di suggestioni e connessioni di evidente attualità. L’esposizione intende celebrare Ludovico Ariosto, nato a Reggio Emilia nel 1474 e morto a Ferrara nel 1533, celeberrimo autore dell’Orlando Furioso.
 
LA MOSTRA. L’esposizione rivisita sommariamente la fortuna dell’Ariosto nel passato, partendo dalla preziosa collezione delle edizioni del Furioso di proprietà della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, e intende proporre le suggestioni esercitate dalla sua figura e dall’atmosfera, e soprattutto da specifici episodi del poema su alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, italiani e stranieri: pittori e scultori (Tullio Pericoli, Emilio Isgrò, Giulia Napoleone, Ruggero Savinio, Mimmo Palladino, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Piero Pizzi Cannella, Franco Vaccari, Claudio Parmiggiani, Pat Andrea, Antonio Seguí, Vladimir Velickovic, Manolo Valdés, Joe Tilson, Philippe Favier, James Nares, Omar Galliani, Davide Benati, Roberto Barni, Giuseppe Bergomi, Graziano Pompili, Giuliano Della Casa, Lucio Del Pezzo, Elio Marchegiani, Umberto Mariani, William Xerra, Concetto Pozzati, Franco Guerzoni, Mirco Marchelli, Simone Pellegrini), illustratori e autori di fumetti, quali Lorenzo Mattotti, Gianluigi Toccafondo, Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Paolo Bacilieri, Tuono Pettinato, Francesca Ghermandi, e la proposizione di parte della saga di Alejandro Jodorowsky sui “metabaroni”, i guerrieri perfetti, di alcune tavole di Guido Crepax, Sergio Toppi, Grazia Nidasio, fotografi come Marco Bolognesi (che produrrà alcune fotografie, con ricostruzioni attualizzate sulla base delle suggestioni del cinema contemporaneo, sull’episodio in cui Ariosto parla dell’assedio di Parigi, emblema del destino della città caduta, Costantinopoli), e come Nino Migliori e Vittore Fossati, che si stanno recando a visitare i luoghi ariosteschi – la casa natale di Reggio Emilia, la casa a Ferrara, la Garfagnana: Ariosto ebbe incarichi pubblici da parte degli Estensi.
 
Come si può intuire da queste prime indicazioni, la mostra intende verificare la persistenza della fortuna dell’Ariosto, e del suo Orlando Furioso, la capacità del poema di muovere l’immaginario, non solo nella letteratura (per limitarci a un solo esempio, Italo Calvino e l’attuale, crescente attenzione nelle Facoltà americane di Letteratura), ma in campi artistici quali la pittura, la scultura, l’illustrazione e il fumetto, la fotografia, che vengono in questa esposizione considerati linguaggi con pari dignità, ciascuno dei quali può essere in grado di stabilire un contatto, di affascinare persone con diversi gradi di conoscenze e sensibilità, anche giovani – particolare impegno sarà infatti dedicato al rapporto con gli studenti, anche prevedendo interventi diretti di artisti partecipanti alla mostra. Dunque, l’esposizione si propone di dimostrare, nel confronto con il “pianeta Ariosto”, l’attualità della sua figura e della sua opera, facendo emergere, attraverso linguaggi diversi, temi e motivi che nelle società contemporanee sono di straordinaria attualità.
 
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