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Recale (CE): Villa Porfidia e i giardini

Visita guidata in esclusiva per i soci e gli amici del Touring, alla dimora e ai giardini della settecentesca Villa Porfidia, già dei duchi di Bovino e Real Castello Borbonico, con le splendide camelie piantate da Lady Emma Hamilton, dama di corte di Maria Carolina d’Austria.
In collaborazione con l’Associazione GIA.D.A. (Giardini e Dimore dell’Armonia).
La Villa Porfidia di Recale è nella guida del Touring Club Italiano “L’Italia dei giardini - viaggio attraverso la bellezza tra natura e artificio” pubblicata nel giugno 2016.

Il giardino e la dimora furono realizzati nella seconda metà del secolo XVIII dai Duchi Guevara di Bovino che si erano trasferiti da Napoli a Recale per avvicinarsi alla Famiglia Reale che in quegli anni si era insediata nella Reggia di Caserta.

Il 3 settembre 1781 Ferdinando IV di Borbone, Re di Napoli, concede in dono alla duchessa Annamaria Suardo Guevara di Bovino, il privilegio, di un “carlino di acqua” proveniente dall’Acquedotto Carolino costruito dall’Architetto Luigi Vanvitelli per alimentare le Cascate del Parco della Reggia di Caserta, allo scopo di irrigare il suo giardino di Recale, giardino che risente, stilisticamente e con le dovute proporzioni, del magnifico Parco Reale. 
L’impianto vegetale, esteso su 1,7 ettari, inizialmente fu concepito e disegnato secondo il modello dei giardini all’italiana (viale degli ombrellini).
A distanza di alcuni decenni, con l’arrivo degli Hamilton, ambasciatori inglesi a Caserta, l’originale aspetto geometrico all’italiana, fu rinnovato piantando alberi ad alto fusto: una canfora, un albero dei tulipani ed altri, lasciati crescere spontaneamente senza più imprimere alcuna potatura formale.
La commistione tra stile rigoroso all’italiana e informalità all’inglese si perpetuò con l’introduzione delle camelie e della dell’Acacia pudica o Sensitiva. Le nuove filosofie paesaggistiche introdotte dall’Inghilterra, indussero la Duchessa Guevara di Bovino a trasformare il preesistente boschetto della caccia, già all’epoca vecchio di duecento anni, in una moderna, contemplativa e romantica passeggiata pittoresca.
Villa Porfidia: la costruzione si compone di una Torre di guardia medievale e di un Castello rustico del tardo settecento. La Torre fu costruita nel 1500 e appartenne probabilmente ai Principi D’Aquino di Caramanico (provincia di Pescara), ma cambiò vocazione nel tardo settecento quando i duchi Guevara di Bovino la trasformarono in un casale fortificato. Nei bassi della Torre i Padri Gesuiti vi allestirono una taverna dove, nel 1735, si fermò a mangiare Luigi Vanvitelli, importante architetto che progettò la Reggia di Caserta.
Il castello o palazzo di Villa Porfidia si estende asimmetricamente attorno all’elemento dominante della Torre, è lungo e basso, diviso in due ordini (un piano terra e un piano nobile) ed ha un carattere sia neoclassico che rustico, uno stile che si avvicina alla naturalità dell’ambiente , un giardino di 1,7 ettari.
Lo stile neoclassico caratterizza essenzialmente la facciata principale affacciata sulla strada, dove si trova il portone d’entrata, mentre il resto della costruzione, con facciate che danno sulla campagna circostante, presenta lo stile rustico. In mano ai duchi di Guevara, la villa divenne lo scenario perfetto per banchetti, battute di caccia, concerti, balletti e spettacoli pirotecnici che si offrivano agli occhi di nobili, politici, intellettuali e artisti che transitavano nel luogo secondo la moda del Grand Tour.

Ospitò Lady Emma Hamilton (1765/1815), ex cameriera e ballerina di taverna passata alla storia come Lady Hamilton (moglie dell’ambasciatore inglese a Napoli Lord William Hamilton) ed amante dell’ammiraglio Orazio Nelson cui diede una figlia. Amica intima della regina Carolina, di cui fu adorata dama di corte, piantò nel giardino della Villa una pregiata e rara camelia viola “atrioviolacea”, che ancora oggi resiste nel giardino di questa villa e in quello della Castelluccia nella Reggia di Caserta.

 

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- ore 10.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) presso Villa Porfidia - Recale - possibilità di parcheggio - accoglienza da parte del console Annamaria Troili e dei responsabili dell’Associazione GIA.D.A.;
- ore 11.00: visita guidata alla Villa, abitata oggi dai proprietari Porfidia;
- ore 11.30: visita guidata ai Giardini di 1,7 ettari;
- ore 12.30: fine della visita guidata;
- ore 13.00: pranzo libero o presso il ristorante “Il Cortile" -in via Galilei n. 24 - Caserta al costo di 20 euro a persona - prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti (338.2982950) - con il seguente menù: Primo (Timballo di maccheroni al ragù), Secondo (Braciole mbuttunate al ragù con melanzane a funghetto), Dessert (pastiera), acqua minerali, vino e caffè.

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Terra di Lavoro” inviando una email a: 
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a: 333.9808553 (Antonio La Gamba) 
- Guide: dott. Maurizio Stocchetti (Presidente Associazione GIA.D.A. (Giardini e Dimore dell’Armonia), arch. Nicola Tartaglione (responsabile e curatore del giardino di Villa Porfidia), 
- Partecipanti: max 40 persone 
Quote: la manifestazione prevede una quota di 5,00 euro a persona per la visita guidata ai giardini e alla dimora di Villa Porfidia.
Pranzo libero o presso il ristorante “Il Cortile” - via Galilei n. 24 - Caserta al costo di 20 euro a persona - prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti (338.2982950). 
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.