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QUELL'AMOR D'ANTICO - Le origini dell'archeologia a Bologna nelle Raccolte dell'Archiginnasio

L’esposizione presenta una scelta di una settantina di pezzi appartenenti all’Archiginnasio di grande interesse storico-artistico, documentario ed editoriale, cui si aggiungono anche alcuni reperti archeologici concessi in prestito dal contiguo Museo Civico Archeologico.
La passione per l’antico e l’archeologia si sviluppa a Bologna, tra Seicento e Ottocento, attraverso collezioni antiquarie, formazione di musei, insegnamento universitario. Fioriva infatti anche a Bologna un collezionismo nobiliare e in particolare, nel 1660, Ferdinando Cospi lasciò alla città il suo Museo, come aveva fatto all’inizio del secolo Ulisse Aldrovandi con le sue importantissime raccolte naturalistiche.
All’aprirsi del XVIII secolo la nuova sede degli studi superiori, l’Istituto delle Scienze, fondato e sostenuto da Luigi Ferdinando Marsili, esprimeva una nuova sensibilità verso le antiche civiltà.
Avvenuta l’Unità italiana, la donazione da parte del pittore neoclassico Pelagio Palagi al Municipio di Bologna (1861) della sua raccolta di libri d’arte e archeologia, insieme con la sua collezione di oggetti egizi, greci, etruschi, italici, romani, aprirà la strada alla creazione del nuovo Museo Civico Archeologico (1871).
Il punto d’arrivo del percorso è il V Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistoriche del 1871, organizzato da Giovanni Capellini, che sancì l’importanza dei ritrovamenti bolognesi e della sua scuola di studi.