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Pozzuoli (NA): Rione Terra e Anfiteatro Flavio

Della città di Pozzuoli scarse fonti archeologiche testimoniano una frequentazione del Rione Terra già nel sec. VII a.C. le fonti letterarie ricordano la fondazione di Dicearchia, la “città del giusto governo”, da parte di un gruppo di esuli samii.
Nel 194 a.C. venne fondata la colonia romana, testa di ponte nei commerci con il Mediterraneo orientale e soprattutto punto di raccolta del grano destinato all’Urbe. Ciò spiega l’importanza della città e l’imponenza del porto destinato all’attracco della flotta che trasportava il grano dall’Egitto.
Dal Rione Terra, punta avanzata nel golfo, la città si espanse sulla costa.

Rione Terra 
Il Rione Terra è un agglomerato urbano che costituisce il primo nucleo abitativo di Pozzuoli, abitato fin dal II secolo a.C. Si trova su una piccola altura che permetteva di controllare bene gli arrivi dei nemici provenienti sia dal mare sia dalla terra. 
La rocca del Rione Terra è un luogo unico, è stato protagonista di tutte le evoluzioni storiche, dai primi anni della colonizzazione greca e romana fino all'epoca moderna.
Secondo lo storico greco Strabone, la rocca era da considerarsi lo sbarco di Cuma e fu qui quindi che con ogni probabilità, nel 529 a.C., sbarcarono gli esuli dell'isola di Samo e fondarono Dicerachia, il governo dei giusti.
Fu però in epoca romana che Pozzuoli e la rocca conobbero il loro periodo di maggior splendore.
Pozzuoli per secoli è stato, prima della nascita di Ostia, il maggior porto di Roma e conseguentemente la città ne giovò.
L'allora Puteoli venne dedotta a colonia romana nel 194 a.C. ed aveva proprio nella rocca il suo cuore pulsante.
Con la nascita del porto di Ostia prima ed il decadimento dell'Impero Romano poi, Pozzuoli cadde velocemente in declino, fino a che la vasta città che si estendeva fino a comprendere la moderna Bacoli, si ridusse proprio alla piccola rocca del rione Terra. 
Anfiteatro Flavio 
Misure: metri 149 x 116 (arena: 72,22 x 42,33), poteva contenere circa 40.000 spettatori, terzo per grandezza dopo il Colosseo e quello di Capua.
Le caratteristiche della struttura mostrano la perizia della civiltà romana in materia di costruzioni.
L'anfiteatro Flavio fu progettato con ben 16 ingressi (4 principali) garantendo, quindi, una accessibilità comoda ed efficiente. Gli spettatori avevano a disposizione tre piani (precinzioni) per lo spettacolo, le prime 2 direttamente collegate agli ingressi, la terza raggiungibili tramite le molteplici rampe di scale costruite ai lati dell'impianto. Le comunicazioni fra le varie sezioni erano inoltre garantite, oltre che dalle rampe, da corridoi interni. La terza precinzione culminava in una fila di colonne di marmo decorate che circondava l'intera opera. Pregiate decorazioni ed opere scultoree erano, altresì, presenti in altri punti dell'anfiteatro. Erano grandi tabelle che dovevano sormontare non solo i quattro ingressi principali, ma anche gli ingressi minori a maggior vanto di una città che, autorizzata a fregiarsi del titolo di colonia flavia, aveva innalzato con le sole sue forze un così grandioso edificio.
L'arena era divisa in quattro settori, tutti collegati e comunicanti. Ben conservati i sotterranei, dove è stato possibile studiare il complesso sistema di sollevamento delle gabbie con le belve. I sotterranei: nessuno degli anfiteatri dell'antichità conserva così perfettamente e integralmente il dispositivo dell'arena, come l'Anfiteatro puteolano, e in nessun'altro meglio che in questo, è possibile farsi un'idea chiara del complicato e grandioso meccanismo degli spettacoli delle cacce e dei combattenti con fiere. Inoltre, la perfetta conservazione delle cortine murarie e delle volte, il giuoco di ombre e di luci creato dagli antichi pozzi aperti al piano dell'arena, e la grandiosità stessa di questa gigantesca costruzione sotterranea, fanno parte dell'Anfiteatro puteolano, uno dei monumenti più profondamente suggestivi dell'antichità.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- 10.00 – Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) presso lo spiazzo antistante il cancello d’entrata del Rione Terra 
- Visita guidata al Rione Terra e all’Anfiteatro Flavio 
Numero max partecipanti: 40 persone

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a: 
napoli@volontaritouring.it 
Quote: la manifestazione prevede una libera contribuzione a partire da 2 € per i soci del Touring Club Italiano e da 4 € per i non soci, da corrispondere al momento della visita, per la copertura dei costi del Club di Territorio.
I costi di eventuali biglietti di ingresso sono a carico dei singoli partecipanti per consentire, a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione, di poterne usufruire.
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile. 
Le prenotazioni sono aperte. 
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia. 
Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. 
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

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