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Pompei (NA): le domus di nuova apertura

Una visita guidata in esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano per visitare le domus di nuova apertura: “tintoria” Fullonica di Stephanus; casa del Criptoportico con annesso complesso termale; casa di Paquius Proculus; casa del Sacerdos Amandus; casa di Fabius Amandio; casa dell’Efebo; che tanto interesse stanno suscitando in Italia e all’estero.

Le domus di nuova apertura
Restaurate con circa 3 milioni di euro del Grande Progetto Pompei, le sei nuove case, sono state riaperte tutte insieme "perché nel loro complesso offrono uno spaccato straordinario di quella che doveva essere la vita nella città romana negli anni subito prima che l'eruzione del Vesuvio, nel 79 dopo Cristo, la seppellisse con le sue ceneri".
Si scoprono così ambienti che raccontano la vita dei più ricchi e privilegiati, come doveva essere il proprietario della Domus dell'Efebo, ad esempio, che, subito dopo il terremoto che aveva sconvolto la cittadina nel 63 dopo Cristo, comprò e restaurò diverse case contigue realizzando per la sua famiglia una sorta di villa urbana.
Ma anche abitazioni più semplici, residenza di gente comune, come dovevano essere le case di Fabius Amandio o quella del Sacerdos Amandus, entrambe più piccole e modeste, con meno stanze delle altre, eppure decorate con una certa raffinatezza.
E poi c'è la casa del Criptoportico, che "deve essere stata di grandissimo prestigio nell'età augustea, con le stanze decorate con scene dell'Iliade, pitture di altissima qualità, terme"; e che invece, sempre dopo il terremoto del 63, venne probabilmente ceduta e ristrutturata, con quello che restava del criptoportico chiuso e trasformato in una cantina.
Particolarmente interessante la visita della Fullonica. Portata alla luce tra il 1912 e il 1914 nella campagna di scavi diretta allora da Vittorio Spinazzola, è uno dei più importanti e completi laboratori per il lavaggio e il trattamento dei tessuti scoperti a Pompei. Era dotata di grandi vasche in muratura per il risciacquo, alimentate da un flusso di acqua ininterrotto, di bacini di pietra per la tintura, per il lavaggio e la smacchiatura (che veniva fatta con particolari tipi di argilla o con l'urina). Non solo: al piano superiore c'erano grandi terrazze dove le stoffe venivano asciugate e trattate e una pressa (il torcular) che serviva a stirare il tessuto e a renderlo brillante. E a dimostrazione del prestigio del proprietario, gli ambienti erano decorati con pitture di un certo gusto. Stephanus, era un uomo senz'altro importante, “in una società preindustriale com'era quella di Pompei un laboratorio di tintura rivestiva una notevole importanza e i fullones come lui potevano anche influenzare le elezioni politiche". Tant'è, la visita è d'obbligo, così come un giro nella casa di Paquius Proculus il fornaio, uomo ricco e influente (il suo ritratto accanto alla moglie è una delle icone del sito campano ed è esposto a Napoli al Museo Archeologico Nazionale) che per la sua casa aveva voluto un pavimento con mosaici di grande qualità e poi un salone e un peristilio con le pareti dipinte con soggetti 'nilotici' in omaggio a quella sorta di “egittomania” tanto in voga in quegli anni nel mondo romano. In tutto tre piani, con una facciata semplice e austera arricchita da un balcone al primo piano. E un atrio con un pavimento eccezionale, tra i più estesi e meglio conservati di Pompei. Bellissimo, a cominciare dal celeberrimo mosaico del cane alla catena fra porte semiaperte a cui seguono riquadri geometrici con animali, remi, timoni, testine umane.
Ambienti creati per accogliere il visitatore ma anche sorprenderlo e meravigliarlo. Duemila anni dopo, il colpo al cuore è ancora assicurato.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- 9,30 raduno dei partecipanti davanti all’ingresso della stazione della Circumvesuviana di Pompei / Villa dei Misteri 
Partecipanti min / max: 25 / 60 
Organizzatore: Touring Club Italiano Corpo Consolare della Campania 
Email: prenotazionitcina@gmail.com 

informazioni e prenotazioni: 
Punto Touring di Napoli 

Via Cimarosa 38, 80127 – Napoli 
Lun–Ven: 9.00/13.00 e 15.00/19.00 
Sab: 9.30 / 13.00 
tel 081/19137807 
prenotazionitcina@gmail.com 

.Partecipanti min / max: 25 / 60 
Quote 
.€ 8,00 per i soci 
.€ 12,00 per i non soci 
La quota comprende: la visita guidata come da programma, assistenza del console, assicurazioni per la responsabilità civile, il compenso per la guida. 
Il costo del biglietto d’ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione di poterne usufruire. 
La quota non comprende: gli ingressi, le mance, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato. 
Le prenotazioni sono aperte e scadono automaticamente sette giorni dopo la loro effettuazione, anche telefonica, se non confermate dal versamento della quota. 
Il Corpo Consolare si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. Le quote non sono rimborsabili in caso di disdetta (vedi regolamento). 
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Vantaggio per i Soci

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