Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • >
  • Pompei (NA): la Casa dei Vettii (di recente aperta) e i luoghi imperdibili

Pompei (NA): la Casa dei Vettii (di recente aperta) e i luoghi imperdibili

Una visita guidata in esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano per ammirare: la Casa dei Vettii, inaugurata lo scorso 23 dicembre alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, e del Ministro dei beni e delle attività cultuali e del turismo, Dario Franceschini.
Dopo 12 anni di chiusura si restituisce al pubblico la possibilità di accedere ad una delle case più famose dell’area archeologica di Pompei; la Casa di Marco Lucrezio Frontone, una delle dimore ad atrio più raffinate della città; la Casa del Principe di Napoli, con la quasi integrale originale decorazione in IV stile; oltre ai luoghi più importanti e imperdibili dell’itinerario classico standard dell’area archeologica di Pompei.

La Casa dei Vettii
Si visita soprattutto per lo splendido corredo di affreschi che ornano gli ambienti, rinnovati in età imperiale, appartenuti ai mercanti Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva. Il primo, un Priapo fallico contro il malocchio, è accanto allo stipite destro dell'ingresso, fiancheggiato dalle tradizionali botteghe date in affitto. Nell'atrio sono due casseforti e, alle pareti, un fregio con amorini, sotto il quale, nello zoccolo, sono raffigurati bambini intenti a fare sacrifici; tra le stanze che vi affacciano, spiccano quelle a sinistra dell'ingresso (nella 1ª, scene mitologiche e fregio con fauna marina; nella 2ª, Arianna abbandonata, Ero e Leandro, e fregio con pesci). Sull'ampio peristilio, riedificato nelle forme originarie e con tracce di affreschi, affacciano in senso antiorario: l'«oecus NE» (le pitture raffigurano: a destra, Apparizione di Dioniso ad Arianna; al centro, Issione legato alla ruota da Vulcano; a sinistra, Dedalo mostra a Pasifae la vacca di legno); il triclinio, con pareti pausate da pilastri a fasce nere e fregio con amorini intenti in pratiche sportive e lavori; l'«oecus SE» (le decorazioni rappresentano: a destra, Supplizio di Dirce; al centro, Penteo dilaniato dalle baccanti; a sinistra, Ercole strozza i serpenti).
La Casa di Marco Lucrezio Frontone
La domus di Marco Lucrezio Frontone è la ricca casa di un importante uomo politico. Splendidi sono gli affreschi per molti dei quali conosciamo addirittura il nome dell'artista che li ha realizzati visto che fu l'unico a firmare le sue opere. Spiccano i quadri di soggetto mitologico quali le nozze di Venere e Marte, Il trionfo di Bacco, Narciso, Arianna che offre il filo a Teseo affinché riesca ad uscire dal labirinto, Neottolemo ucciso da Oreste, Perona che allatta il padre Micone. Non meno bello è il giardino dove si possono ammirare gli affreschi della caccia sia a fiere che ad altri animali. Tra tante opere d'arte furono ritrovati anche i corpi di sette persone. Durante la terribile eruzione cercarono scampo inutilmente in un unico ambiente forse ritenuto erroneamente il più sicuro facendosi probabilmente coraggio l'un l'altro.

La Casa del Principe di Napoli. La casa, scavata tra il 1896 e il 1898, presenta un impianto irregolare costituito dall'aggregazione di due modeste unità originariamente indipendenti. La zona dell'atrio (foto), a Nord, conserva quasi integralmente l'originaria decorazione in IV stile con pareti rosse arricchite da vignette con uccelli e parte superiore a filari di blocchi dipinti. Un tavolo in marmo poggiato su gambe in forma di leoni alati ne borda l'impluvio. Il settore Sud è formato dal triclinio, dall'esedra e dal portico che gravitano attorno al giardino, il cui fulcro è costituito da un edicola con colonnine stuccate in cui trova posto il larario familiare. Le immagini di Bacco e Venere a grandezza naturale sono dipinte sui pannelli delle pareti a fondo bianco dell'esedra, una struttura decorativa fastosa caratterizza anche il triclinio, principale ambiente di rappresentanza, che presenta la zona centrale del pavimento impreziosita da un intarsio di marmi colorati.
Le altre domus di nuova apertura 
Restaurate con circa 3 milioni di euro del Grande Progetto Pompei, le sei nuove case, sono state riaperte tutte insieme "perché nel loro complesso offrono uno spaccato straordinario di quella che doveva essere la vita nella città romana negli anni subito prima che l'eruzione del Vesuvio, nel 79 dopo Cristo, la seppellisse con le sue ceneri". Si scoprono così ambienti che raccontano la vita dei più ricchi e privilegiati, come doveva essere il proprietario della Domus dell'Efebo, ad esempio, che, subito dopo il terremoto che aveva sconvolto la cittadina nel 63 dopo Cristo, comprò e restaurò diverse case contigue realizzando per la sua famiglia una sorta di villa urbana. Ma anche abitazioni più semplici, residenza di gente comune, come dovevano essere le case di Fabius Amandio o quella del Sacerdos Amandus, entrambe più piccole e modeste, con meno stanze delle altre, eppure decorate con una certa raffinatezza. E poi c'è la casa del Criptoportico, che "deve essere stata di grandissimo prestigio nell'età augustea, con le stanze decorate con scene dell'Iliade, pitture di altissima qualità, terme"; e che invece, sempre dopo il terremoto del 63, venne probabilmente ceduta e ristrutturata, con quello che restava del criptoportico chiuso e trasformato in una cantina.
Particolarmente interessante la visita della Fullonica. Portata alla luce tra il 1912 e il 1914 nella campagna di scavi diretta allora da Vittorio Spinazzola, è uno dei più importanti e completi laboratori per il lavaggio e il trattamento dei tessuti scoperti a Pompei. Era dotata di grandi vasche in muratura per il risciacquo, alimentate da un flusso di acqua ininterrotto, di bacini di pietra per la tintura, per il lavaggio e la smacchiatura (che veniva fatta con particolari tipi di argilla o con l'urina). Non solo: al piano superiore c'erano grandi terrazze dove le stoffe venivano asciugate e trattate e una pressa (il torcular) che serviva a stirare il tessuto e a renderlo brillante. E a dimostrazione del prestigio del proprietario, gli ambienti erano decorati con pitture di un certo gusto. Stephanus, era un uomo senz'altro importante, “in una società preindustriale com'era quella di Pompei un laboratorio di tintura rivestiva una notevole importanza e i fullones come lui potevano anche influenzare le elezioni politiche".
Tant'è, la visita è d'obbligo, così come un giro nella casa di Paquius Proculus il fornaio, uomo ricco e influente (il suo ritratto accanto alla moglie è una delle icone del sito campano ed è esposto a Napoli al Museo Archeologico Nazionale) che per la sua casa aveva voluto un pavimento con mosaici di grande qualità e poi un salone e un peristilio con le pareti dipinte con soggetti 'nilotici' in omaggio a quella sorta di “egittomania” tanto in voga in quegli anni nel mondo romano. In tutto tre piani, con una facciata semplice e austera arricchita da un balcone al primo piano. E un atrio con un pavimento eccezionale, tra i più estesi e meglio conservati di Pompei. Bellissimo, a cominciare dal celeberrimo mosaico del cane alla catena fra porte semiaperte a cui seguono riquadri geometrici con animali, remi, timoni, testine umane. Ambienti creati per accogliere il visitatore ma anche sorprenderlo e meravigliarlo. Duemila anni dopo, il colpo al cuore è ancora assicurato.

Altre informazioni utili: 

informazioni e prenotazioni: 
Punto Touring di Napoli 
Via Cimarosa 38, 80127 – Napoli 
Lun – Ven: 9  / 13 e 15 / 19 
Sab: 9.30 / 13 
tel. 081.19137807 
prenotazionitcina@gmail.com

Partecipanti min / max: 25 / 60 
Quote: 
.€ 8,00 per i soci 
.€ 12,00 per i non soci 
La quota comprende: la visita guidata come da programma, assistenza del console, assicurazioni per la responsabilità civile, il compenso per la guida.
Il costo del biglietto d’ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione di poterne usufruire.
La quota non comprende: gli ingressi, le mance, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato.
Per comunicazioni urgenti il giorno della manifestazione è possibile contattare il numero 335.1320908 (Giovanni Pandolfo).
Le prenotazioni sono aperte e scadono automaticamente sette giorni dopo la loro effettuazione, anche telefonica, se non confermate dal versamento della quota.
Il Corpo Consolare si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. Le quote non sono rimborsabili in caso di disdetta (vedi regolamento).
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club