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Pietrasanta: “Adam Markovic. Bent on progress”

Dopo la felice incursione milanese, Accesso Galleria torna a Pietrasanta per la stagione estiva presentando, per la prima volta in Italia, il lavoro di Adam Markovic (Chicago, 1972), artista statunitense che vive e lavora in Canada, a Montreal.
 
Dal 28 giugno al 31 luglio, nella personale Bent on Progress, sono esposti 16 lavori inediti che esplorano i temi del conflitto, della lotta, della resilienza e della speranza e il modo in cui questi sono correlati alla propensione umana al progresso e alla realizzazione di sé. Lavori di grande formato che si pongono a metà strada tra il dipinto e la scultura, realizzati attraverso l’incisione di pasta modellante su tavola.
 
IL PROGETTO. Da sempre attratto dalla forma umana, dal linguaggio del corpo e dalla gestualità, Markovic ha trovato ispirazione nel muoversi dinoccolato e scoordinato delle marionette con cui giocava da bambino.  Il progetto presentato in mostra è iniziato con il disegno di modelli dal vero cui l’artista ha chiesto di cadere, rialzarsi e cadere di nuovo, a ripetizione. Esattamente come quando il marionettista lascia andare i fili delle marionette ed esse cadono, abbandonate, sul piccolo palcoscenico.
 
I DISEGNI. I disegni iniziali -su carta- sono stati eseguiti rapidamente, in modo molto fluido, senza pause né correzioni, disegnando da sinistra verso destra e “alla cieca”, guardando quasi sempre al modello e quasi mai alla carta. Questa combinazione di rischio e immediatezza ha reso il processo del disegno comparabile ad un’arrampicata sulla roccia: così come, sulla parete, un appiglio porta direttamente a un altro ed è la montagna a guidare lo scalatore, allo stesso modo Markovic si è fatto strada tra le linee e le forme che fuoriscivano dal foglio in modo quasi automatico. Percorso non privo di pericoli, questo: un passo falso o una momentanea perdita di concentrazione mettono a rischio l’arrampicatore quanto l’artista; per l’uno significa cadere, per l’altro compromettere irrimedabilmente l’opera e dover cominciare daccapo.
 
DAI DISEGNI AI DIPINTI. Il passo successivo di trasformazione dei disegni in dipinti apre un altro scorcio interessante sul metodo di Markovic e fa emergere un cambiamento sostanziale della relazione tra lui e il suo lavoro. Una relazione che non è più solo mentale, ma che diventa anche fisica. Lavorare sul grande formato, infatti, muta l’atto del disegno in una sorta di danza, in cui il movimento del corpo dell’artista imita quello della figura tracciata. È in questa fase che la superficie del pannello di legno viene coperta con una base di pittura acrilica seguita da uno strato spesso di pasta modellante, livellata con una lunga barra dritta e incisa quando entrambi gli strati sono ancora bagnati, facendo emergere il colore sottostante. La figura affiora quindi dalla combinazione di linee e volumi incisi.

Lo spessore della pasta modellante e i diversi attrezzi utilizzati per incidere la superficie bagnata trasformano il disegno in un processo molto vicino a quello scultoreo, dove la qualità della linea e la texture della superficie sono importanti quanto il disegno. Se, alla fine, il disegno non appare nel modo in cui l’artista avrebbe voluto, la superficie viene rilivellata e il processo inizia nuovamente.
 
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