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Parma inattesa - Lo spazio del pudore

Parma inattesa è il titolo del progetto architettonico di Renato Rizzi, in mostra dal 21 Marzo al 2 Giugno 2013 presso la Galleria San Ludovico di Parma.

 

Il progetto, nato da un invito del Festival dell’Architettura, è destinato alla città di Parma, e qui compie un’operazione inaspettata: quella di una rigenerazione urbana che comincia proprio dalla riprogettazione dello sguardo, una delle maggiori urgenze del nostro tempo.
In questo senso il progetto è rivolto in generale alla città, in particolare alla periferia. Non più luogo di scarto, ma di riscatto. In ragione proprio del rovesciamento del punto di vista del pensiero, per le implicazioni che esso comporta, il vertice del progetto si colloca nel punto più delicato e di maggior attrito della periferia: alla confluenza dei due fiumi, il Parma con il Baganza. Punto che da sempre tiene aperta la figura della città. Come tiene aperto ora lo “spazio del pudore”.
La mostra porta in superficie tutte quelle immagini che sono latenti o represse nelle pieghe, non solo geografico-storiche ma anche iconografiche, di Parma e del suo territorio. Dal corrugato appenninico emiliano, alle segnature idrografiche, al reticolo della centuriazione, alle forme della città murata, sino alle strutture formali di straordinari monumenti urbani quali il Battistero e la Pilotta, attraverso una narrazione di grande fascino estetico e capacità propedeutica rivolta sia agli amanti dell’arte e dell’architettura urbana, sia al pubblico dei più giovani e curiosi visitatori.
 

La messa in mostra dell’opera prevede, secondo il disegno del progetto allestitivo redatto da Rizzi, una disposizione in orizzontale dei calchi, posati su tavolati 100x200 appoggiati su cavalletti disposti al centro dell’asse longitudinale dell’ ex-chiesa di San Ludovico. Nei vani delle cappelle laterali vengono posizionate le grandi immagini fotografiche su supporti in carpenteria lignea.
I quarantaquattro modelli in gesso e le grandi immagini fotografiche esposti mettono in evidenza come la rappresentazione delle immagini invisibili richieda non solo il peso e lo spessore della materia, ma anche lo scarto che viene da uno sguardo che non si ferma al dato sensibile e che non procede in modo cronologico-lineare, ma in modo atemporale-circolare.
 

Le componenti rappresentate trasmettono il senso dei valori formali fondativi che contraddistinguono il territorio e la città di Parma, sollecitando altresì una riflessione critica rivolta all’oggi su un uso, spesso non consapevole, dell’architettura della trasformazione urbana intesa quale materia avulsa dal carattere di una città che dovrebbe invece essere intesa come opera d’arte peculiare ed unitaria nel suo pur articolato complesso.
 

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un volume, disponibile in tutte le librerie di Parma e d’Italia a partire da aprile 2013, dedicato al progetto, edito dalla Casa Editrice MUP, principale realtà editoriale della città, fondata nel 2002 da Fondazione Monte di Parma e Università degli Studi di Parma. Il libro restituisce il progetto e i suoi materiali preparatori e di indagine scientifica con scritti di Renato Rizzi, Franco Farinelli, Carlo Quintelli, Andrea Tagliapietra, Lamberto Amistadi, Susanna Pisciella.