Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • >
  • Parco del Matese (BN): Cusano Mutri e Pietraroja

Parco del Matese (BN): Cusano Mutri e Pietraroja

Il patrimonio storico-artistico, il paesaggio, i prodotti genuini dell’agricoltura e dei boschi (funghi, castagne, fragoline), fanno di Cusano Mutri una meta  privilegiata in terra sannita. 
L’area, nella quale è situato il Parco geopaleontologico di Pietraroja ha un notevole interesse scientifico, perché in essa sono stati rinvenuti rari reperti fossili, animali e vegetali, risalenti fino a duecento milioni di anni fa, dei quali il più famoso è il cucciolo di dinosauro, chiamato Ciro.

Cusano Mutri: è una cittadina posta quasi al confine tra la Campania e il Molise a 475 metri di altitudine. Si raggiunge con la strada provinciale che da Cerreto Sannita porta a Pietraroja, scendendo in una stretta e pittoresca gola solcata dal torrente Titerno, chiusa tra le pendici dei monti Monaco di Gioia ed Erbano a sinistra e dal monte Cigno a destra.
Secondo alcuni il toponimo Cusano rimanda alle chiuse longobarde, ossia alle terre signorili protette da mura e da difese naturali. Mutri, invece, trae origine dal vicino monte Mutria, alle cui falde l’abitato si aggrappa.
L’origine di Cusano è probabilmente longobarda. Per la prima volta il paese è menzionato in un documento del 797, nel quale si fa riferimento alla donazione del territorio boscoso di Cusano da parte del duca di Benevento, Ildebrando, all’abate Teodomaro di Montecassino. Appartenne in feudo ai Sanframondo, ai Gaetani, ai Colonna, agli Origlia, ai Barionori e ai Leone. È patria dell’insigne astronomo Giuseppe Cassella (1755-1808).
Il centro storico, disposto a gradinate, conserva il suggestivo aspetto medievale, perché fu uno dei pochi paesi a restare quasi indenne dal terremoto del 5 giugno 1688. Alla sommità dell’abitato si trovava il Castello, originariamente a pianta rettangolare, del quale rimane il basamento della torre maggiore; il resto fu distrutto nel 1780 in una sollevazione di contadini. Dai ruderi del Castello digradano, addossate alla roccia, le case e le chiese: stradine tortuose, ampie gradinate, archi e portali, completano un quadro di particolare bellezza, caratterizzato dalla pietra grigia locale. Le case antiche sono tutte di pietra e alcune presentano ornati barocchi e curiose iscrizioni.
Interessante dal punto di vista storico-artistico è la Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, fondata nel 944, più volte rinnovata, riconsacrata nel 1626. Secondo la tradizione, sarebbe stata costruita su una cappella, già officiata nel 490.
Degni di menzione sono anche l’ex Convento dei Padri Agostiniani, attualmente oggetto di un fine restauro conservativo, e la colonna corinzia nella piazza Lago, sul cui piedistallo è scolpito l’antico stemma di Cusano.
Nella Chiesa di San Giovanni Battista si conserva un prezioso reliquario in argento cesellato del 1300, contenente una spina della corona di Cristo, donata da un crociato alla Chiesa di S. Maria del Castagneto.
Pietraroja: lasciata Cusano Mutri, per una strada tortuosa e con varia pendenza, dopo 8,7 km si raggiunge Pietraroja. Situata a 818 metri di altitudine, gode di un’incantevole posizione, dalla quale si dominano le valli del Tammaro ad est, del Calore a sud e del Volturno a ovest. Il toponimo deriverebbe da pietra roja, pietra rossa, per via delle impregnazioni di ossidi di ferro nei suoi calcari.
Al di sopra del paese è situato il Paleo-Lab, il Museo Laboratorio del Parco Geopaleontologico, inaugurato il 10 aprile 2005. Il Paleo-Lab intende agevolare lo svolgimento degli studi sul Parco, contribuire a formare gli studenti della Facoltà di Scienze Naturali dell’Università del Sannio e, ovviamente, delle altre Università, valorizzare dal punto di vista turistico una delle aree più suggestive ed affascinanti di tutta la Campania interna.
Sintetizzando i risultati di un immenso lavoro scientifico, si può affermare che, oltre 100 milioni di anni fa, Pietraroja non si trovava tra i monti, ma nel bel mezzo di una piccola laguna, nell’ambito di un ecosistema tropicale, popolata da pesci, rettili ed anfibi. In altre parole, dove oggi c’è la roccia calcarea della “Civita”, in un tempo lontanissimo vi era uno specchio di acqua salmastra, nel quale si depositavano preziosi ittioliti e resti fossilizzati della flora. Tutto questo materiale, ricoperto da fango calcareo, nel corso di un processo durato milioni di anni, si trasformò in pietre, mentre, contestualmente, le dune sabbiose e le calde lagune, con un meccanismo che la scienza geologica ha disvelato, diventavano i monti boscosi e le gole profonde dell’Appennino sannita. I calcari ad ittioliti, cioè le rocce fossilifere della Civita di Pietraroja, dunque, racchiudono il segreto di questo processo nei propri strati a grana molto fine, con uno spessore che non supera, nel complesso, i 25-30 metri. Questo tipo di roccia fa ritenere che la laguna, circondata da terre emerse, doveva essere un bacino riparato e non molto profondo, le cui acque calme e calde erano carenti di ossigeno: ciò impediva i processi di decomposizione degli organismi morti e, per la fortuna degli scienziati, consentiva la loro quasi perfetta conservazione.
Nel museo si può vedere il calco del cucciolo di dinosauro Scipionyx samniticus, soprannominato Ciro, insieme ai calchi di altri fossili rinvenuti a Pietraroja. Gli originali sono conservati in altri siti, perché il Museo non è stato mai dotato di impianti antifurto e di video sorveglianza. È prevista anche la visita del Parco, dove è ancora possibile vedere alcuni fossili.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- ore 10.00: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) a Cusano Mutri (BN), in piazza Orticelli (davanti al bar Petrillo);
- ore 10.30: inizio della visita guidata a Cusano Mutri;
- ore 13.00: pranzo al sacco o presso ristorante “Antichi Sapori” – Cusano Mutri – al costo di 25,00 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare occorre contattare il console Alfredo Fierro 328.8826562 - con il seguente menù: Antipasto (salumi e formaggi locali, verdure di stagione, polenta, zuppetta di funghi, frittatine), Primo (tris di tagliatelle, gnocchi e ravioli), Secondo e contorno (maialino ai funghi con patate al forno), Dessert (torta di mele), acqua minerale, vino e caffè;
- ore 15.00: trasferimento a Pietraroja (mezzi propri);
- ore 15.30: visita guidata al Paleo-Lab di Pietraroja;
- ore 17.30: conclusione della manifestazione.

É necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Benevento inviando una email a
benevento@volontaritouring.it

Quote: la manifestazione prevede per i soci e gli amici del Touring Club Italiano solo il pagamento della visita al Paleo-Lab (2,00 euro). 
Pranzo al sacco o presso ristorante “Antichi Sapori” – Cusano Mutri – al costo di 25,00 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare occorre contattare il console Alfredo Fierro benevento@volontaritouring.it oppure 328.8826562.

Numero max partecipanti: 40 persone

Le prenotazioni sono aperte.

Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia. 
Il Club di Territorio di Benevento del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.