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Palermo: mostra "Mirabilia Maris, tesori dai mari di Sicilia"

 
La mostra “Mirabilia Maris, tesori dai mari di Sicilia”, nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo, permette la visione di importanti testimonianze archeologiche subacquee dalla preistoria alle epoche più recenti, rinvenute nei fondali siciliani. L'esposizione, curata dalla Soprintendenza del Mare, l'Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro e per le Scienze naturali e applicate ai Beni culturali in collaborazione con la Fondazione Federico II, mette in mostra reperti che spaziano dalla statuaria ai complementi di navigazione, dalle suppellettili da mensa in metallo prezioso ai poderosi strumenti da guerra come i rostri navali in bronzo della battaglia delle Egadi, del 241 a.C. che sancì l’epilogo della I Guerra Punica originando l’inizio del dominio romano nel Mediterraneo. Molti non erano mai stati esposti in Sicilia. 
 
Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, quand’è nata "Mirabilia Maris"?
Tutto è partito da una mail inviatami tempo addietro dall'ambasciatore italiano a l’Aia, Francesco Azzarello. Mi invitava ad andare ad Amsterdam per conoscere Wilm Hupperetz, il direttore dell’Allard Pierson Museum, che, mi spiegava, aveva interesse a intraprendere progetti culturali comuni. Fu così che insieme pensammo di organizzare una mostra sui materiali antichi e sulle ricerche inerenti il mare della Sicilia. La mia proposta si concentrò su una rosa di reperti, a parer mio particolarmente significativi, da inserire in un percorso museale scientifico. Nacque così una mostra ad Amsterdam che piacque anche ad altri direttori di musei, i quali si sono consorziati per ospitarla anche nei loro siti museali: la mostra, dopo Amsterdam (Allard Pierson Museum), è stata a Oxford (Ashmolean museum) e sarà ospitata a Bruxelles, a Copenhagen (Ny Carlsberg Museum) e Bonn (Kunsthalle). 
 
Perché questa mostra?
La mostra è nata dalla passione e dalla volontà di far conoscere al pubblico i risultati delle ricerche archeologiche subacquee in Sicilia, risultato dell'accurato lavoro corale del nostro team, e il grande ruolo che l’isola ha avuto nel Mediterraneo sin dalla preistoria. Il mare è centrale nella mostra poichè ci fa vedere come esso sia depositario di storia e di storie che hanno l’uomo al centro.

Quali sono i contenuti?
Divisa in sette sezioni, la mostra mette insieme reperti e pannelli descrittivi relativi alla storia della Sicilia che illustrano le ultime scoperte della Soprintendenza del Mare, ma anche quelle legate ai primordi dell’archeologia subacquea siciliana (Frost, Kaptain, etc.). Ampio spazio è stato dato ai filmati storici, alle video-installazioni e alle ricostruzioni virtuali dei siti e relitti sottomarini. E ancora, a disposizione dei visitatori, è stato realizzato un ricco catalogo illustrato, in lingua italiana e in inglese, che si può acquistare presso il bookshop di Palazzo dei Normanni.

La mostra, oltre a contribuire alla conoscenza, la promozione e la valorizzazione dell'immenso patrimonio archeologico presente nei mari della Sicilia, è anche un tributo alla memoria di studiosi come Honor Frost, Gherard Kapitan, Vincenzo Tusa, Luigi Bernabò Brea e Antonino Lamboglia che insieme a personaggi siciliani come Cecè Paladino, i frateli Michelini, Enzo Sole moltii altri ancora hanno dato lustro alla storia della ricerca subacquea nazionale e internazionale.
 
Cosa ha significato e cosa significa Il mare per la famiglia Tusa?
Per mio padre il mare è stato sempre un elemento estraneo. Non sapeva nuotare e vide il mare per la prima volta a 13 anni, essendo vissuto da bambino a Mistretta, paese siciliano di montagna. Tuttavia, paradossalmente, fu uno dei pionieri dell’archeologia subacquea poichè capì il grande ruolo del mare come serbatoio di storia. D'altronde, tutti i suoi principali campi di studio, da Selinunte a Mozia, sono intimamente legati al mare. Per me il mare è sempre stato e continua a essere una grande passione, e allo stesso tempo la materia principale di una professione che ho sempre trattato con attenzione e rispetto.

(intervista a cura di Alessandra De Caro​)