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Paestum (SA): il Parco Archeologico

Visita guidata in esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano al Parco Archeologico di Paestum che, assieme al Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, al sito archeologico di Velia e alla Certosa di Padula, è stato riconosciuto Patrimonio UNESCO nel 1998.

Il Tempio di Hera, cosiddetta Basilica, è il più antico dei tre grandi edifici, appartiene alla prima generazione dei grandi templi in pietra, iniziato intorno al 560 a.C. Di questo periodo cruciale per la formazione dell’architettura greca, è l’unico tempio greco che si è conservato così bene. Mancano i frontoni e l’impianto non è ancora quello canonico; la sala interna è divisa da una fila di colonne centrali, come accade nelle antiche architetture in legno. Questo ha fatto sì che per molto tempo la sua funzione non fosse chiara e, ancora oggi, viene chiamato “Basilica”, anche se è ormai provato che era un edificio di culto. Ritrovamenti di materiali e iscrizioni suggeriscono che potrebbe trattarsi del tempio di Hera, protettrice degli Achei e sposa di Zeus. A giugno 2016 è stato realizzato un percorso sperimentale che ha abbattuto le barriere architettoniche consentendo a tutti di entrare nel tempio.
Il Tempio di Atena (“di Cerere”): è l’unico tempio di cui sappiamo con certezza a quale divinità fosse dedicato: Atena, la dea dell’artigianato e della guerra. Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio della dea protettrice e guerriera dominava l’area. Già la prima generazione di coloni costruì qui un piccolo edificio per la dea (c.d. “oikos”). Intorno al 500 a.C., si realizzò poi il monumentale tempio che si è conservato fino alla cornice del tetto. La parte interna (“cella”), che è elevata rispetto al colonnato circostante, era accessibile attraverso un’ampia anticamera (“pronaos”) decorata con colonne ioniche.
Il Tempio "di Nettuno": è il più grande tempio di Paestum e quello meglio conservato. Realizzato verso la metà del V sec. a.C., rappresenta la declinazione classica dell’architettura templare greca. Nello stesso periodo a Olimpia, in Grecia, si costruiva il grande tempio di Zeus, che però è conservato meno bene di questo. Il tempio è costruito con enormi massi collegati tra di loro tramite semplici tasselli e senza malta: questa tecnica costruttiva ha consentito all’edificio di resistere a terremoti e altre calamità naturali. Se oggi mancano, come nel caso degli altri templi, i muri del corpo interno (“cella”), ciò è dovuto al riutilizzo dei blocchi da parte degli abitanti del luogo nel medioevo e in età moderna. La cella era divisa in tre navate da due alti colonnati a due piani che si possono ancora ammirare. Come nel caso degli altri templi, il tetto era sorretto da travi in legno (di cui si vedono ancora gli incassi). Tegole e gronde erano fatte di terracotta con ricche decorazioni colorate. Nel Settecento, si presumeva che il tempio più grande della città dovesse essere quello di Poseidone - Nettuno, la divinità dalla quale la città greca prese il nome (Poseidonia). Ma l’attribuzione a Nettuno è ancora dibattuta. Forse il tempio, frequentatissimo fino all’epoca imperiale, era dedicato alla divinità principale della città, Hera. Considerando che nelle vicinanze è stata trovata una statua in terracotta che rappresenta Zeus, un’altra ipotesi vuole che il tempio fosse dedicato al dio più importante per i Greci, sposo di Era e padre di Atena; un’altra ipotesi ancora lo vuole dedicato ad Apollo.
Museo Archeologico Nazionale: raccoglie un'importante collezione di reperti rinvenuti nelle aree che circoscrivono Paestum, in primo luogo i corredi funebri provenienti dalle necropoli greche e lucane. Innumerevoli sono i vasi, le armi e le lastre tombali affrescate. Le più celebri provengono dalla cosiddetta Tomba del Tuffatore (480-470 a.C.), esempio unico di pittura greca di età classica e della Magna Grecia, con una raffigurazione simbolica interpretata come la transizione dalla vita al regno dei morti.
Notevole, per importanza, risulta anche la serie di tombe affrescate, risalenti al periodo lucano della città. Nel museo sono inoltre esposti i cicli metopali provenienti dall'Heraion del Sele.

Altre informazioni utili: 

Programma 
- ore 9.30 – ritrovo dei partecipanti presso la biglietteria del Parco Archeologico di Paestum - via Magna Grecia - 84047 Capaccio (Sa)
- ore 10.00 – visita guidata all’Area Archeologica e al Museo Archeologico. Su impegno del direttore Zuchtriegel, visita ai depositi.
- ore 13.30 – termine della visita guidata e pranzo libero presso i ristoranti dell’Area Archeologica.
Numero max partecipanti: 40 persone

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Salerno inviando una email a:
salerno@volontaritouring.it 
Quote: 
- € 3,00 per i soci 
- € 5,00 per i non soci 
La quota comprende: la visita guidata come da programma, l’assistenza del console, le assicurazioni per la responsabilità civile, il compenso per la guida.
Il costo del biglietto d’ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione di poterne usufruire.
La quota non comprende: gli ingressi, le mance, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Salerno del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Vantaggio per i Soci

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