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Nel segno del Giglio

E’ il momento del bello e del romantico, del piacere per gli occhi e per l’olfatto, alla Reggia di Colorno per la 22a edizione della Mostra mercato del giardinaggio di qualità.
Una scelta quasi in controtendenza, a favore dei “fiori belli”, laddove nei nuovi giardini imperversano graminacee e esemplari che ripropongono la flora spontanea. Specie affascinanti certo, sicuramente più semplici da coltivare, ma non sempre definibili come “belle”, perlomeno secondo i criteri più consolidati del termine.
“Nessuno può toglierci il piacere di osservare, accarezzare, annusare una bella rosa o un garofano o una peonia o una camelia”, affermano di comune accordo Elisa Migone e Isabella Gemignani, patronesse storiche ed attivissime de Nel segno del Giglio, annunciando le date della loro ormai consolidata manifestazione: dal 24 al 26 aprile, naturalmente nel magnifico Parco della Reggia di Colorno, a pochi chilometri da Parma.
La loro non è una scelta “contro” ma semplicemente la voglia di difendere il bello, inteso secondo parametri classici ma non per questo vecchi o non attuali.
Nel segno del Giglio 2015 sarà quindi un trionfo di colori, un tripudio di fiori, accompagnati da tutto il “cotè” che trasforma il giardinaggio domestico in un meraviglioso rituale, da compiere con lo stato d’animo adeguato, ma anche con il giusto abbigliamento, i giusti attrezzi e, perché no, il giusto cappello. Come facevano in questo meraviglioso parco l’Imperatrice Maria Luisa o le Duchesse di Casa Farnese. 
“Vogliamo riproporre il giardinaggio come arte, emozione, piacere, sogno” affermano le due Signore. “Chiunque può e deve, se vuole, crearsi un suo Paradiso in terra, colmo delle piante e dei fiori che più ama, a prescindere da mode e tendenze” ribadiscono.
“In questo, continuiamo ad attingere agli insegnamenti di Ippolito Pizzetti, gran giardiniere che ci ha accompagnati in questa nostra impresa e che a Colorno è stato di casa”, affermano le due patronesse. 
“Ippolito era un perfetto conoscitore delle piante, aveva assoluta dimestichezza con la storia del giardinaggio, conosceva regole e ogni consuetudine imperante. Eppure era, nel profondo, un uomo che non amava gli schemi imposti dalle varie mode. Adorava creare accostamenti audaci, persino eccentrici. I suoi erano giardini molto personali, mai ovvi. E questo crediamo piaccia anche ai pollici verdi di oggi, liberi di interpretare mode e regole e di inventarsene altre, perché ogni giardino è e deve essere il ritratto di chi se lo crea”. “Colorno, anno dopo anno, lavora anche su un ulteriore filone, quello della riscoperta delle piante nostrane, autoctone, quelle che da sempre hanno prosperato sui nostri terreni e climi e che una moda esterofila ha escluso, come povere reiette, da nostri giardini”.
“Da alcuni anni, continuano Elisa ed Isabella, osserviamo crescere la ricerca delle memorie, si tratti delle varietà antiche di piante da frutto ma anche di arbusti ed erbacee ornamentali che sino all’anteguerra e anche dopo crescevano quasi spontanee in ogni piccolo giardino e che ora sono diventate introvabili nei vivai, sempre più standardizzati”.
Di qui la selezione, per Colorno 2015, di vivai in sintonia con i principi delle organizzatrici, attente interpreti dei gusti del pubblico che frequenta la loro manifestazione.
Nell’illustrare la linea de Nel segno de Giglio 2015, Isabella Geminiani e Elisa Campari, tengono ad annunciare anche quelle che sono le “conferme” di Colorno: prima fra tutte proprio il Premio Ippolito Pizzetti che anche quest’anno sarà assegnato alle proposte più interessanti in mostra. Poi le molte manifestazioni e proposte collegate alla mostra-mercato, dalle visite guidate, spesso in esclusiva, a parchi e giardini del territorio, all’apertura delle Oasi naturalistiche, al sempre gradito “a lato” gastronomico. Molta attenzione, come sempre, verrà riservata alla didattica per grandi e bambini. “Ci saranno vari stand deputati a ciò - annunciano Elisa e Isabella – perché lo consideriamo un investimento per un futuro in armonia con la natura”. Nella linea di questo ritrovato rapporto con la natura, va anche l’ampio spazio dedicato all' orto produttivo, che è anche orto giardino.
 
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