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Napoli: visita Tci a San Giovanni a Mare e a Sant’Eligio

San Giovanni a mare venne eretta dai Benedettini.
Il tempio rappresenta una notevole testimonianza dell'architettura medievale napoletana e riassume parte dell'evoluzione della stessa città.
Esso costituisce la più significativa opera romanica presente a Napoli, risalendo alla metà del XII secolo.
I primi quattro intercolunni sono costituiti su colonne di spoglio, come accadeva nelle strutture benedettine di vari centri campani.
Tracce arabe e bizantine sono costituite dalle colonne parzialmente immesse nell'abside, ma anche dalle cupole a volta a crociera estraddossate, nonché dagli archi acuti di scuola amalfitana.
Il primitivo impianto della chiesa, ovvero quello prettamente romanico, è riscontrabile nella zona centrale dell'edificio: tre navate scandite da archi impostati su colonne di spoglio (il tutto secondo i modelli cassinesi).
Sempre nel duecento fu aggiunto un transetto con cappelle a fondo piano, prettamente cistercensi.
Gli archi che sovrastano le cappelle risalgono, invece, ad un periodo più tardo (XIV-XV secolo).
L'altare maggiore è incorniciato da un arco catalano.
Inoltre sui muri si trovano scritte, stemmi e testimonianze di varie epoche.
Nelle cappelle ci sono notevoli altari barocchi e rinascimentali.
Nell'atrio d'ingresso vi si trova una copia dell'antichissimo busto di Donna Marianna che un tempo era locato nelle vicinanze di piazza del Mercato: esso è stato molto importante per molti popolani, in quanto ritenuto oggetto sacro e simbolo stesso del complesso destino storico della città.
La scultura, ai primordi, faceva parte di una ben più grande opera di epoca greca, raffigurante la mitologica sirena Partenope (primo nome, al tempo stesso, della città di Napoli).
Molte volte fu danneggiata dagli stessi popolani, come durante la Repubblica Partenopea quando venne identificata come "Marianna", simbolo della repubblica francese.
Sant’Eligio fu edificata nella zona chiamata Campo Moricino, nei pressi del luogo dove era stato decapitato solo pochi anni prima Corradino di Svevia per opera di tre cavalieri francesi al seguito di Carlo I d'Angiò, sovrano di Napoli e inizialmente fu dedicata ai santi Eligio, Dionisio e Martino.
L'importante restauro del secolo scorso ha restituito la chiesa al culto, mettendone in luce i tratti austeri e spogli dell'originario impianto gotico.
L'ingresso della chiesa, attraverso il notevole portale strombato di fattura gotica francese, è dal lato destro, essendo perduto alla sua funzione il portale principale a seguito delle stratificazioni strutturali.
L'interno, ormai restituito all'originaria struttura in muratura di tufo giallo e strati di piperno grigio, è indubbiamente elegante e austero.
Tra le opere d'arte che erano presenti nella chiesa vanno annoverate un dipinto di Massimo Stanzione raffigurante i tre santi francesi già menzionati, un dipinto di Cornelio Smet che rappresentava il Giudizio Universale, ed infine una tela di Francesco Solimena posta nella Cappella di San Mauro.
Nell'educandato femminile è inoltre conservata la Madonna della Misericordia dalla faccia tagliata che, secondo la leggenda, avrebbe perso sangue all'altezza di uno sfregio praticato sul volto della Vergine.
I primi restauri ebbero luogo nel XV secolo con il rifacimento del soffitto nel 1505 fu posto nella chiesa l'organo realizzato da Giovanni Francesco Donadio e da Giovanni Mattia, mentre nel 1531 fu iniziata la cappella dedicata a Sant'Angelo con dipinti di Giovan Paolo de Lupo e Giovanni Antonio Endece.
Particolare è la leggenda legata all'arco quattrocentesco che si innalza su due piani a collegare il campanile della chiesa con un edificio vicino.
Sul primo piano vi è inserito un orologio, sotto la cui cornice sono rappresentate due testine che raffigurerebbero una giovane fanciulla di nome Irene Malarbi ed il duca Antonello Caracciolo, protagonisti di una leggenda di epoca cinquecentesca .

Numero max partecipanti: 40 persone 

Altre informazioni utili: 

è necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a: 
napoli@volontaritouring.it 

Le prenotazioni sono aperte. 
Quote 
La manifestazione prevede una libera contribuzione a partire da 2 € per i soci del Touring Club Italiano e da 4 € per i non soci, da corrispondere al momento della visita, per la copertura dei costi del Club di Territorio. 
I costi del biglietto di ingresso sono a carico dei singoli partecipanti per consentire, a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione, di poterne usufruire. 
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia. 
Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. 
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi. 

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