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Napoli: "Visita guidata Tci al Museo di Capodimonte"

Con la salita al trono di Carlo di Borbone, Napoli ritorna ad essere capitale di un regno indipendente.

Il nuovo re decide di approntare un riassetto urbano della città e tra le varie idee quella di costruire un palazzo dove ospitare una collezione di opere d'arte, la cosiddetta collezione Farnese, iniziata da papa Paolo III nel XVI secolo e continuata dai suoi discendenti, ereditata dalla madre Elisabetta Farnese e ancora divisa tra Roma e Parma, anche perché al Palazzo Reale non era mai stata realizzata una galleria d'arte.

Il luogo prescelto per la costruzione dell'edificio è la collina di Capodimonte. 

 

Il Museo di Capodimonte si sviluppa su tre piani: il primo piano ospita, oltre all'Appartamento storico, la ricca collezione farnesiana; al secondo piano è collocata la galleria napoletana, ed infine, al terzo piano è esposta la collezione di opere dell'Ottocento e di arte contemporanea. 

 

La costruzione del Palazzo Reale di Capodimonte fu intrapresa nel 1738, nell'area adiacente all'omonimo Bosco dove nel 1734 Carlo di Borbone aveva deciso di creare una grande riserva di caccia e una residenza di Corte, in suggestiva posizione panoramica sul golfo e sulla città sottostante.

I lavori, diretti da Giovanni Antonio Medrano, furono orientati, fin dalla fase progettuale, alla realizzazione di una struttura atta ad accogliere la ricchissima collezione farnesiana ereditata da Carlo di Borbone.

L'edificio si sviluppa in senso longitudinale, attraverso la successione in asse di tre vasti cortili porticati e intercomunicanti, aperti verso l'esterno con ampi fornici; i due prospetti presentano rigorose facciate in severo stile dorico e di misurato gusto neo-cinquecentesco, ritmate da forti membrature in piperno grigio, sapientemente contrastante con il rosso napoletano delle pareti intonacate, e dalla successione di ampie finestre al piano nobile e di aperture minori agli altri livelli. 

Le collezioni Farnese e borbonica costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte

L'origine della raccolta Farnese si deve all'azione politica e alle scelte culturali di Alessandro Farnese (1468-1549), che, ancora prima di diventare papa col nome di Paolo III, aveva coltivato l'interesse per il collezionismo artistico e antiquario.

Nel 1600 una parte consistente della collezione fu trasferita nelle residenze ducali di Parma e Piacenza; infine Carlo di Borbone, divenuto re di Napoli nel 1734, decise di trasferire la collezione, ereditata dalla madre Elisabetta Farnese, nella capitale del suo nuovo regno. 

Le raccolte borboniche, dalla complessa storia costellata di commissioni, acquisti, soppressioni monastiche, legati e donazioni, testimoniano lo sviluppo della scuola napoletana dal 1200 al 1700.

Il cospicuo patrimonio proviene in maggior parte da importanti complessi religiosi di Napoli e della sua provincia, selezionato per entrare nelle collezioni del Real Museo Borbonico. 

 

 Quote

. € 6,00 per i soci 
. € 10,00 per i non soci 

Altre informazioni utili: 

. informazioni e prenotazioni: 

Punto Touring di Napoli 

Via Cimarosa 38, 80127 – Napoli 

Lun – Ven: 9 /13.30 e 15 / 19 

Sab: 9.30 / 13.30 

 081/19137807 

 prenotazionitcinapoli@gmail.com 

 

Quote

. € 6,00 per i soci 
. € 10,00 per i non soci 

. La quota comprende: la visita guidata come da programma, assistenza del console,assicurazione per la responsabilità civile, il compenso per la guida. 

. Il costo del biglietto di ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire, a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione, di poterne usufruire. 

. La quota non comprende: gli ingressi, le mance, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato. 

. Partecipanti min / max: 25 / 40 

. Le prenotazioni sono aperte e scadono automaticamente sette giorni dopo la loro effettuazione, anche telefonica, se non confermate dal versamento della quota. 
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. Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 

Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi. 

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