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Napoli: Museo Diocesano e Donnaregina Vecchia

Una visita guidata in esclusiva per i soci e gli amici del Tci per visitare il Museo Diocesano e Donnaregina Vecchia.
Il Museo Diocesano custodisce e fa godere al pubblico quella parte del patrimonio storico-artistico dell’Arcidiocesi di Napoli abitualmente non più usata o difficile da custodire in altre sedi.
La chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia è una chiesa monumentale di Napoli costruita agli inizi del XIV secolo per le monache clarisse del convento omonimo. Lungo le pareti del coro delle monache è conservato il più grande ed uno dei più importanti cicli di affreschi del XIV secolo a Napoli.
Il Museo Diocesano di Napoli è situato all’interno della storica chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova, chiusa ormai dagli anni Settanta e, grazie all’iniziativa della Curia, finalmente restituita ai fedeli e a tutti i napoletani. La chiesa venne edificata nel 1626. La facciata che si erge su un maestoso scalone settecentesco di piperno, è a due ordini; ai lati del portale sono collocate due statue di stucco raffiguranti gli apostoli di Sant’Andrea e San Bartolomeo. L’interno è costituito da un’unica navata rivestita di marmi policromi, con sei cappelle laterali; la volta è decorata con affreschi firmati da Francesco de Benedictis nel 1654, raffiguranti la Gloria della Vergini e dei Santi Francescani. Le cappelle laterali decorate da affreschi, stucchi e ricchi paramenti marmorei, contribuiscono a conferire all’ interno una straordinaria impressione di ricchezza decorativa. L’altare maggiore, in breccia di Sicilia con fregi in verde antico, fu realizzato sulla base di un disegno che Francesco Solimena donò nel 1700 alla badessa Caterina Pignatelli, per la quale, pochi anni prima aveva affrescato anche il coro delle monache con Scene della vita di San Francesco e Santi, primo grande ciclo napoletano del giovane pittore. La scena de Il miracolo delle rose si apre, in maniera molto scenografica, sul presbiterio ricco di marmi policromi, ai cui lati si trovano due enormi tele di Luca Giordano: Le Nozze di Cana e il Discorso della montagna, che mostrano il pittore alla fine della sua carriera, con una maniera scura ricca di pennellate rapide e prorompenti, da cui emergono guizzi luminosi. Con l’inaugurazione del Museo Diocesano ritornano opere di grande pregio come l’Immacolata Concezione del forense Charles Mellin del 1646; il San Francesco che riceve i simboli del sacerdozio, rara iconografia del Solimena; e la tenera Madonna con Bambino di Massimo Stanzione.
Donnaregina Vecchia
Le prime testimonianze documentarie di questo luogo risalgono al 780, quando venne citato un complesso monastico presso le mura cittadine detto San Pietro al Monte di Domina Regina, probabilmente in riferimento alla proprietaria dei terreni. Questo convento fu abitato da monache italo-greche, da basiliane, da benedettine nel IX secolo e infine da francescane in contatto, tradizionalmente, con la stessa santa Chiara. Un violento terremoto del 1293 distrusse il monastero che fu adottato dalla moglie di Carlo II d'Angiò, Maria d'Ungheria, madre del francescano Ludovico e di Roberto, re di Napoli al posto del fratello destinato a divenire vescovo di Tolosa e santo nel 1317. Completati i lavori di ristrutturazione nel 1316 la regina dispose che il suo sepolcro, realizzato dallo scultore senese Tino di Camaino, fosse posto in questa chiesa. La navata della chiesa è costituita da quattro campate con volte decorate dallo stemma di Maria, su pilastri ottagonali che sostengono il coro ligneo delle monache. La chiesa doveva essere completamente affrescata come si evince dalle tracce lungo le pareti e le finestre, ma nel 1390 un fulmine la colpì provocando un grave incendio che alterò i colori del più vasto e interessante ciclo trecentesco conservato interamente a Napoli, attribuito alla scuola di Pietro Cavallini. Oltre agli affreschi, nel coro della chiesa di Donnaregina si può ammirare il cassettonato ligneo con l'Incoronazione della Vergine realizzato dallo scultore bergamasco Pietro Belverte all'inizio del secolo XVI. Si accede alla chiesa da un chiostrino trasformato con decori marmorei nel 1771.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- 9.30 raduno dei partecipanti (mezzi propri) davanti all’ingresso del Museo Diocesano - Largo Donnaregina - 80138 Napoli
Informazioni e prenotazioni: 
Punto Touring di Napoli 
Via Cimarosa 38, 80127 – Napoli 
Lun – Ven: 9 / 13 e 15 / 19 
Sab: 9.30 / 13 
081.19137807 
prenotazionitcina@gmail.com 
Le prenotazioni sono aperte e scadono automaticamente sette giorni dopo la loro effettuazione, anche telefonica, se non confermate dal versamento della quota.
.Volontario Tci  Accompagnatore: Paola Russo, console del Tci 
.Guida: dott.ssa Rosa Romano, storica dell’arte 
.Trasporti: mezzi propri
.Partecipanti min / max: 25 / 35 
Quote: 
.€ 6,00 per i soci 
.€ 10,00 per i non soci 
La quota comprende: la visita guidata come da programma, assistenza del console, assicurazioni per la responsabilità civile, il compenso per la guida.
Il costo del biglietto d’ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione di poterne usufruire.
La quota non comprende: gli ingressi, le mance, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato.
Il Corpo Consolare si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione. Le quote non sono rimborsabili in caso di disdetta (vedi regolamento).
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

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