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Napoli: Museo Archeologico - L'Egitto in salotto - Collezione Grimellini

Promossa dal Museo, la mostra espone parte della collezione di famiglia dell’architetto Claudio Grimellini ed è incentrata sul nucleo di materiali ispirati all’Egitto antico, formato dallo stesso Grimellini.
Affascinato dalla civiltà egiziana, Grimellini affianca la curiosità per l’evoluzione del gusto per l’Egitto Antico nella moderna cultura occidentale, dal tardo ‘700 ad oggi, influenzando quasi tutti i campi del vivere quotidiano.
Una selezione di 248 oggetti, volumi, stampe e altro mette in luce le espressioni dell’egittomania in tutte le forme del design occidentale, dal mobilio, alle arti decorative, all’architettura e nei campi più diversi della cultura popolare.
L’iniziativa nasce dalla volontà di Claudio Grimellini di donare l’eterogenea raccolta di famiglia al Museo e ad altre istituzioni pubbliche, per renderli disponibili alla pubblica fruizione.

Introduzione alla visita
Egitto Antico 
L’inserimento temporaneo di questi materiali inediti nella sezione egiziana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) contribuisce ad allargare l’offerta agli utenti con una selezione di oggetti originali e in alcuni casi di particolare interesse. Tra i più notevoli il telo di lino dipinto con una scena di offerta funeraria, il modellino di barca, la striglia per cavalli, e alcuni amuleti meno comuni come Thot-ibis con Maat o il suonatore di timpano (sala XVIII, piano -1).
Suggestioni egizie tra XVIII e XXI secolo 
Il richiamo della civiltà egiziana sul mondo occidentale aveva già una lunga storia quando la Campagna napoleonica in Egitto (1798 - 1799) ridestò questa seduzione, facendone un fenomeno di massa che in breve conquistò tutta l’Europa. Forme precoci di “egittomania” come quella inaugurata dai camini egizi del Piranesi si erano ispirate da immagini di un Egitto “nostrano” di età romana, riemerso dagli scavi di Roma e di Pompei, con il ritrovamento del tempio di Iside (1764). In questo periodo il “retour d’Egypte” (1798 -1815) si diffuse in tutte le arti decorative e nella sfera della quotidianità: ville ed edifici si arricchirono di affreschi di ispirazione egizia; obelischi, piramidi e cornici a gola divennero gli elementi architettonici prediletti nell’arte commemorativa e funeraria; le sfingi si trasformano in alari, fermacarte o calamai; gli arredi si “vestirono” di ornati di palmette, fiori di loto e papiro ispirando ebanisti e pittori. 
Questa sezione della mostra illustra l’evoluzione del gusto egizio tra XVIII e XXI secolo, attraverso elementi d’arredo e della vita quotidiana rivisitati all’egiziana e raggruppati per sei diverse tematiche.
La spedizione napoleonica non fu solo all’origine della diffusione dell’”egittomania”, ma aprì anche la strada alla formazione delle grandi collezioni europee e alla nascita della moderna disciplina egittologica.
Nella sezione, che si sviluppa tra la sala 95, la sala LXXX e la sala LXXXIII, raggruppati per temi, sono esposti libri di egittologia, esemplari di letteratura di viaggio e di letteratura popolare otto -novecentesca, riviste e quotidiani, materiale documentario formato da stampe, manifesti tra i quali spiccano, per rarità ed interesse, i rilievi grafici e fotografici di architetture egittizzanti presenti a Napoli, come quelli del Mausoleo di Schilizzi e bozzetti scenici e manifesti per la rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi tra i quali il Manifesto del primo allestimento italiano dell’opera al Teatro alla Scala di Milano (Febbraio 1872).
Ritrovamenti isiaci in Campania 
In Campania le testimonianze di culti orientali sono disseminate in molti siti archeologi. Nel 1750 il rinvenimento a Pozzuoli di una statua di Serapide fece attribuire il nome improprio di Serapeo al Macellum. Ma la presenza dei culti egiziani è sicuramente attestata dalla lex parieti faciendo dalla fine del II secolo a.C. A Napoli, nell’insula di Carminiello ai Mannesi si conserva un rilievo del III sec. con Mitra, mentre le fonti attestano una comunità di mercanti e marinai alessandrini nella Regio Nilensis, ubicata tra la zona dei teatri e l’attuale piazzetta Nilo. Il Corpo di Napoli, come è definita dai napoletani la statua del Nilo, è ancora oggi visibile in situ. Numerose le testimonianze del culto isiaco a Ercolano, attestato da importanti ritrovamenti quali la statua del dio Atum di Eliopoli, bronzetti di Bes, Iside Fortuna, Arpocrate, e dalle importantissime e celebri pitture che mostrano particolari delle cerimonie in onore della dea Iside. A Pompei la diffusione e l’importanza dei culti egiziani: di Iside, Serapide, Arpocrate e Anubis è attestata da numerosi rinvenimenti, come ad esempio i bicchieri d’argento con sacerdoti nei pressi della Palestra, statuette varie, ma soprattutto dal fatto che il Tempio di Iside (VII, 7, 28) fosse l’unico tempio pubblico già restaurato all’epoca dell’eruzione del 79 d.C.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
- 10.00 – ritrovo dei partecipanti davanti l’ingresso del Museo Archeologico
- Visita guidata alla Collezione
- Numero max partecipanti: 20 persone

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a:
napoli@volontaritouring.it 
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Napoli del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.