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Napoli: Monastero di Santa Chiara

Il Complesso Monumentale di S. Chiara, comprendente Chiesa, Monastero e Convento, fu innalzato dal 1310 al 1328 per volere del monarca Roberto D’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. I sovrani, entrambi devoti a San Francesco di Assisi e a Santa Chiara, vollero costruire una cittadella francescana che accogliesse nel monastero le Clarisse e nel convento adiacente i Frati Minori. La Chiesa, nucleo centrale dell’intero complesso,sorse nel 1264 col nome di Chiara, probabilmente per lo straordinario numero di Clarisse presenti nel monastero.
Scheda dei luoghi
I lavori, furono eseguiti sotto la direzione di Gagliardo Primario e Lionardo di Vito. Nel 1340 la chiesa fu aperta al culto. 
La cittadella francescana fu realizzata costruendo due edifici religiosi contigui ma separati: un monastero, destinato ad accogliere le Clarisse, e un convento, ospitante i Frati Minori francescani. 
Questa originale conformazione a “convento doppio” fu possibile grazie all’approvazione papale ottenuta nel 1317.
La chiesa si presenta oggi nelle sue originarie forme gotiche, con una facciata a larga cuspide, nella quale è incastonato l’antico rosone traforato, con il pronao dagli archi a sesto acuto e l’interno con un’ unica navata, su cui si aprono dieci cappelle per lato. La copertura è a capriate. Alle spalle dell’altare è situato il Coro delle clarisse, composto da tre navate. Su una parete sono visibili i frammenti di un affresco raffigurante la Crocifissione, in cui si riconosce la mano di Giotto, chiamato a decorare le pareti della chiesa nel 1326. I monumenti funebri, situati nel presbiterio, furono realizzati da scultori trecenteschi come Tino di Camaino, che lavorò alle tombe di Carlo di Calabria e di Maria di Valois, e i fratelli Bertini, cui si deve il sepolcro di Roberto d'Angiò. 
Nel 1742 la chiesa subì delle modifiche ad opera dell’architetto D. A. Vaccaro. Fastosi rivestimenti donarono al complesso un aspetto barocco: l’interno fu ricoperto da marmi policromi, stucchi e cornici dorate; il tetto a capriate fu nascosto da una volta affrescata da grandi pittori dell’epoca, quali F. de Mura, S. Conca, G. Bonito e P. de Maio; G. B. Massotti si occupò dell’altare maggiore, mentre il pavimento in marmo fu eseguito da F. Fuga.
Il 4 agosto del 1943 la chiesa fu quasi del tutto distrutta da un bombardamento aereo. Essa fu ricostruita e restaurata sotto la direzione di Mario Zampino, secondo l’originario stile gotico.
Dieci anni dopo, il 4 agosto del 1953, la chiesa fu riaperta al culto.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 10.00 – Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) presso l’ingresso del Monastero - Via Santa Chiara, 49/c - 80134 Napoli
- ore 10.15 – Visita guidata al Monastero - durata visita circa 2 h
Numero max partecipanti 50 persone
La visita comprende la basilica, il chiostro maiolicato, gli scavi archeologici ed il Museo dell’Opera.
La visita si completerà intorno alle 12,30
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a:
napoli@volontaritouring.it 
Le prenotazioni sono aperte.
.Trasporti: mezzi propri
.Volontario Tci Organizzatore: Giulio Colella, console del Touring
.Guida: Guida Touring
Quote:
Il costo della partecipazione sarà di 7 € per i soci del Tci e di 9 € per i non soci, da corrispondere al momento della visita,
comprensivo del biglietto d’ingresso e per la copertura dei costi della guida.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Napoli del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.

Vantaggio per i Soci

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