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NAPOLI: il Complesso degli Incurabili

L’appuntamento è alle ore 10 precise innanzi all’ingresso principale dell’Ospedale degli Incurabili, in via Maria Longo 50. Si consiglia di raggiungere il sito (nelle immediate vicinanze di Piazza Cavour) con mezzi pubblici per difficoltà di parcheggio.

Il Complesso degli Incurabili è tra i più importanti siti monumentali di Napoli; di epoca rinascimentale, si trova nel centro storico, non lontano dal decumano superiore (ora via dell'Anticaglia).Il complesso, originariamente, comprendeva la chiesa di Santa Maria del Popolo, la chiesa di Santa Maria Succurre Miseris dei Bianchi e lo storico ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. Col tempo ingloberà anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli e l'omonimo chiostro, il complesso di Santa Maria della Consolazione, la chiesa di Santa Maria di Gerusalemme e il chiostro delle Trentatré.Lo storico ospedale degli Incurabili, fondato nel 1521 da Maria Lorenza Longo che volle tener fede ad un voto fatto quando era vittima di una malattia che l'aveva paralizzata, oltre agli altri pregi, racchiude la notevolissima farmacia settecentesca realizzata da Bartolomeo Vecchione; essa, quasi del tutto intatta, è composta da due sale con l'originaria scaffallatura completamente in legno, sulla quale, sono presenti circa 400 preziosi vasi in maiolica dell'epoca, realizzati da Donato Massa.L'insieme di queste strutture racchiude quelle che rappresentano alcune fra le più importanti testimonianze del rinascimento napoletano.Il complesso è una rarissima testimonianza di un'opera umanitaria e sanitaria dell'epoca che avrebbe dovuto accudire i malati incurabili. Sarà possibile visitare il museo delle arti sanitarie.
Santa Maria del Popolo La chiesa di Santa Maria del Popolo è caratterizzata da un interno ad aula unica con cappelle, decorato con stucchi barocchi; gli altari delle cappelle sono in marmo bianco, mentre quello maggiore, opera di Dionisio Lazzari, è in marmo commesso. Accanto all'altare maggiore è posto un sepolcro rinascimentale realizzato da Giovanni da Nola.Gli affreschi della chiesa furono portati a termine tra il XVI ed il XVIII secolo; le principali opere pittoriche sono di Giuliano Bugiardini, Marco Cardisco, Francesco De Mura, Marco Pino, Giovanni Battista Rossi e Carlo Sellitto. Nella Cappella Montalto è posta un'opera di Girolamo d'Auria.Nella sagrestia ci sono dei notevoli pezzi di arredo risalenti al 1603 e la volta fu stata affrescata ancora dal medesimo Giovanni Battista Rossi. Di questa chiesa si visita solo la cappella Montalto
Santa Maria dei Bianchi:La chiesa di Santa Maria dei Bianchi (o Congrega dei Bianchi della Giustizia) è l'altro edificio sacro inglobato nel Complesso degli Incurabili. Il nome della confraternita e quindi della chiesa fa riferimento al colore dell'abito dei religiosi ed al loro specifico ufficio, ovvero l'assistenza ai condannati a morte. chiesa, insieme alla congrega, venne fondata nel 1473 da San Giacomo della Marca e nel 1519, grazie all'appoggio di papa Paolo IV, venne ingradita e restaurata. Nel XVI secolo la congrega fu dapprima spostata nella Santa Casa degli Incurabili e poi divenne nota nel Regno e fuori grazie al suo operato. Nel 1583 il re Filippo II ne ordinò lo scioglimento poiché essa generava sospetti nelle autorità spagnole a causa della segretezza con la quale operava. Nel 1673 vennero apportate modifiche e restauri barocchi su progetto di Dionisio Lazzari.L'ingresso alla chiesa si trova su una scala in piperno devastata; l'ingresso è costituito da un portale anch'esso in piperno. L'elemento architettonico di spicco è la settecentesca scala a tenaglia che dal cortile degli Incurabili sale all'ingresso secondario della chiesa, e che oggi versa in stato di degrado.Nell'interno c'è una effimera decorazione barocca composta da affreschi sulla volta; nelle fasce laterali vi sono efebi che hanno funzione di telamoni, ai quali si alternano conchiglie con figure allegoriche. Sull'altare è posta una statua della Vergine di Giovanni da Nola, mentre la volta fu affrescata da Giovan Battista Beinaschi. Nella sagrestia si trovano affreschi di Paolo De Matteis raffiguranti membri eminenti della confraternita. Per questa Chiesa, in pessime condizioni, si vedrà sul posto se visitabile.