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Napoli: Castel Capuano

Dopo il Castel dell'Ovo, Castel Capuano è il più antico castello di Napoli.
Fondato nella seconda metà del XII secolo dal re di Sicilia Guglielmo I detto il Malo, figlio di Ruggero il Normanno, il Castello prese il nome dalla vicina Porta Capuana.
Benchè dal suo aspetto austero sembrasse più un presidio militare, dotato com'era di robuste fortificazioni, Castel Capuano fu destinato subito alla funzione di residenza reale dei sovrani normanni.
Nel 1231 il castello fu ampliato da Federico II di Svevia e svolse il ruolo di residenza reale anche dopo la costruzione da parte dei regnanti angioini del Castel Nuovo (Maschio Angioino), continuando ad ospitare fra le sue mura membri della famiglia reale, funzionari e altri illustri ospiti, e a fare da cornice a molti importanti eventi.
Con l'annessione del Regno di Napoli alla corona di Spagna e la sua costituzione in Vicereame (1503), Castel Capuano fu destinato per la prima volta alla funzione di palazzo di giustizia, rimasta fino a qualche anno fa.
Qui, infatti, il viceré don Pedro de Toledo riunì tutte le corti di giustizia sparse in diverse sedi in tutta la città.
Per adattarlo alla nuova funzione, il castello fu trasformato: furono eliminate tutte le strutture tipicamente militari e fu modificato nei suoi spazi interni, mentre i sotterranei furono destinati a prigione dotata di attrezzatissime camere di tortura. In quanto tale il castello fu da allora chiamato “Palazzo della Vicaria”, dal momento che il Vicario del Regno presiedeva al governo del potere giudiziario.
Qui, secondo la leggenda, fu processata Giuditta Guastamacchia, donna bellissima quanto crudele che, insieme al padre a all'amante, irretì un chirurgo spingendolo ad uccidere suo marito. La donna fu impiccata insieme al padre, all'amante e al chirurgo in via dei Tribunali, per poi essere decapitata e la sua testa appesa su Castel Capuano. Secondo la tradizione popolare, il fantasma di Giuditta si aggirerebbe ancora nei corridoi dell'edificio. I quattro teschi di Giuditta e dei suoi complici, i cosiddetti "Crani della Vicaria" sono conservati nel Museo Anatomico della Seconda Università di Napoli.
Nella sua lunga storia, Castel Capuano ha subito numerosi interventi di trasformazione e restauro che ne hanno profondamente cambiato la fisionomia.
Sul portale d'ingresso di Castel Capuano campeggia una lapide che celebra la vittoria di Carlo V a Tunisi e la data in cui il castello divenne sede della Corte di Giustizia.
Il portale è poi sormontato da una grande aquila bicefala, stemma della casa reale di Spagna e da colonne d'Ercole binate col motto Plus ultra. A un livello superiore domina lo stemma dei Savoia, affisso dopo l'Unità d'Italia in sostituzione di quello dei Borbone.
Superato il portale si accede ad un cortile circondato da un portico sostenuto da pilastri di ordine dorico. È in questo spazio che si riunivano avvocati, giudici, imputati, testimoni e le folle di cittadini coinvolti nelle vicende giudiziarie o semplicemente curiosi.
Fra le sale interne di Castel Capuano, una delle più interessanti è certamente il Salone della Corte d'Appello, con affreschi eseguiti alla fine del XVIII secolo che rappresentano 12 figure muliebri, ognuna raffigurante una provincia del regno. Questa Sala, oggi meglio conosciuta come "Salone dei Busti", e nel Saloncino attiguo, si trovano i busti dei giuristi che resero celebre il Foro di Napoli. Il soffitto, affrescato, è diviso in tre campi, ciascuno dei quali celebra la forza ed il trionfo della Giustizia, che, se certa ed equa, porta pace e benessere.
Dalla sala dei Busti si accede alla Cappella della Sommaria, nella quale i giudici sostavano ed ascoltavano la messa prima di adunarsi e decidere sulle condanne. Prima che don Pedro de Toledo la trasformasse in cappella, essa era adibita a Tribunale dei conti e del fisco ed era chiamata Regia Camera della Sommaria, perché nel XVI secolo i “sommarii” erano i periti contabili di corte. La cappella è affrescata da Pedro de Rubiales, discepolo della scuola di Giorgio Vasari, scelto personalmente da don Pedro de Toledo. La struttura è di forma quadrata, la volta è divisa a croce greca e ai lati sulle pareti vi troviamo affreschi con soggetti religiosi.
La sala che oggi ospita la Biblioteca fu sede del Gran Consiglio durante il regno angioino, poi sala di udienza della Gran Corte Criminale nel periodo borbonico. Qui furono processati anche i patrioti che parteciparono alla rivoluzione del 1848 contro Ferdinando II. La Biblioteca, inaugurata nel 1896, ospita circa 80.000 volumi tra cui rarissime opere dei secoli XVI, XVII e XVIII che costituiscono nel loro insieme il cosiddetto Fondo Antico.
Accanto al Castello troviamo la Fontana del Formiello, risalente al 1573, data in cui il Tribunale delle Acque di Napoli fece risistemare una fontana medievale. Dopo alterne vicende e nuovi restauri la fontana fu smontata sul finire dell’Ottocento e collocata nei depositi comunali. Nel 1930 fu ricostruita sul lato orientale, ed in seguito si provvide ad isolarla con una cancellata. 

Il 18 aprile 2015 un restauro, finanziato da una raccolta fondi di privati promossa da un'associazione culturale, ha riportato il monumento all’antico splendore.

 

Numero max partecipanti: 40 persone

La manifestazione prevede una contribuzione di 5 € per i soci e gli amici del Tci a copertura dei costi organizzativi e della guida 
del Touring.

 

Altre informazioni utili: 

è necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a: napoli@volontaritouring
 
La manifestazione prevede una contribuzione di 5 € per i soci e gli amici del Tci a copertura dei costi organizzativi e della guida del Touring.
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.

Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.

Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.

Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.