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Napoli: "Andy Warhol. Vetrine"

La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva e ospitata al Palazzo delle Arti Napoli (PAN), muove dal particolare rapporto che lega Andy Warhol alla città di Napoli, nato a metà degli anni 70 attraverso il cineasta Mario Franco e grazie, soprattutto, all’amicizia con il gallerista Lucio Amelio (Napoli, 1931-1994), di cui ricorre quest’anno il ventennale dalla morte. Motivo per cui è stata considerata essenziale la collaborazione con gli Eredi Amelio e l’omonima Fondazione.

L’esposizione raccoglie 180 opere (disegni, opere uniche, serigrafie in edizione limitata, acetati, polaroid e oggetti) provenienti da collezioni private italiane, alle quali si aggiunge il prestito di due opere-cardine del rapporto intrattenuto dall’artista con la città di Napoli, conservate, rispettivamente, alla Reggia di Caserta e al Museo di Capodimonte: Fate presto, nata in seguito al terremoto in Irpinia del 1980 per il coinvolgimento dell’artista nel progetto Terræ Motus di Lucio Amelio, e Vesuvius (a lato) dalla serie omonima presentata nel 1985 in una storica personale dell’artista.

Il nucleo principale delle opere si focalizza sull’universo partenopeo: le sue vedute (Napoliroid), i suoi motivi iconografici, i personaggi noti della sua scena culturale, che l’artista ebbe modo di conoscere e frequentare: Graziella Lonardi Buontempo, Michele Bonuomo, Ernesto Esposito, Peppino di Bernardo e naturalmente Joseph Beuys, celebrato sciamano del mondo dell’arte, cui Warhol dedicò una serie compiuta e articolata di opere in occasione del loro incontro a Düsseldorf del 18 maggio 1979. Serie poi esposta a Napoli il 1° aprile 1980, mentore Lucio Amelio.

Adombrando fenomeni caratteristici di Napoli come i “femminielli”, la produzione dei falsi o la tradizione canora, la mostra propone la serie Ladies and Gentlemen, realizzata nel 1975 prendendo come modelle le drag queen del club newyorkese "The Gilden Grape" e poi oggetto da parte di Pier Paolo Pasolini del saggio scritto per la personale di Warhol a Ferrara del 1976; i disegni eseguiti a partire dalle fotografie di Wilhelm von Gloeden (1978); la storica serie Marilyn del 1967 e quella firmata nel 1985 da Warhol con la scritta «questa non è mia» (Marilyn this is not by me); le numerose collaborazioni avute dall’artista con case discografiche, cantanti e gruppi musicali, firmando cover assolutamente rare già alla fine degli anni 40 e altre presto entrate nella storia del rock, accompagnate in Palazzo Roccella dai numeri della storica rivista Interview, fondata nel 1969 dall’artista insieme con John Wilcock e Gerard Malanga.

Tra le altre sezioni nelle quali si articola la mostra si ricordano: la presentazione di due video inediti degli anni 80 girati, rispettivamente, con Lucio Amelio a Napoli e con Peter Wise durante un viaggio da New York a Cape Cod (Massachusetts); i ritratti eseguiti su commissione di noti imprenditori, collezionisti e personaggi del jet-set internazionale, così come di anonimi frequentatori della Factory, in una consapevole abolizione di ogni gerarchia di soggetti meritevoli di celebrazione pittorica.

PREZZO RIDOTTO SOCI TOURING CLUB (6 euro)
Altre informazioni utili: 

Biglietto ridotto soci Touring Club.

Vantaggio per i Soci

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