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Napoli, alla scoperta della città: Il complesso dei Girolamini

Chiesa e Pinacoteca dei Girolamini

 

Uno dei monumenti principali della città, la chiesa dei Girolamini, iniziata nel 1592 dal fiorentino Giovanni Antonio Dosio, continuata da Dionisio di Bartolomeo, fu compiuta nel 1619, insieme con la facciata poi rifatta (1780) su disegno di Ferdinando Fuga. Questa, fiancheggiata da due bassi campanili, è decorata con statue dei S. S. Pietro e Paolo, lasciate incompiute da Cosimo Fanzago e terminate da Giuseppe Sanmartino (1775), autore di Mosè ed Aronne sul portale centrale. La cupola fu innalzata a metà del '600 da Dionisio Lazzari. L'interno, a croce latina a tre navate scandite da dodici colonne monolitiche di granito, accoglie capolavori dei più grandi artisti del Seicento e del Settecento: delle tele e affreschi di Luca Giordano, fabrizio Santafede, Belisario Corenzio, Francesco Solimena, Paolo Matteis, Pietro da Cortona, Giacomo del Po, francesco De Mura, alle sculture di Arcangelo Guglielmelli, Jacopo e Dionisio Lazzari e Giuseppe Sanmartino. 

L'antico convento oratoriano, annesso alla chiesa dei Girolamini, si articola intorno a due chiostri posti su differenti livelli. Il primo è opera di Giovanni Antonio Dosio (fine XVI sec.) mentre il secondo, di dimensioni monumentali, è opera di Dionisio di Bartolomeo. dal porticato del chiostro si ha accesso agli ambienti che accolgono la Quadreria, costituita da opere raccolte dagli oratoriani sin dal XVI secolo e comprendenti dipinti di artisti tosco-romani e napoletani. Fra le tele più pregevoli del XVII secolo vanno menzionate il Battesimo di Cristo di Battistello Caracciolo, la Fuga in Egitto di Guido reni e gli Apostoli di Jusepe de Ribera. Di notevole interesse è la Biblioteca, il cui salone maggiore è dedicato a Giambattista Vico. Tale ambiente monumentale fu progettato da Arcangelo Guglielmelli (1727-37) ed ospita la raccolta di libri dell'erudito Francesco Valletta, insieme a nove vasi italici collezionati dal Valletta stesso.

 

Riferimenti bibliografici: Guida rossa e guida verde del TCI su Napoli

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