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MUSEO DEL CORALLO DELL'EX ISTITUTO STATALE D'ARTE - ORA I.I.S. F. DEGNI

 Raduno dei partecipanti alle ore 9,15 presso la stazione della Circumvesuviana di Torre del Greco, raggiungibile con il treno o con mezzi propri (difficoltà di parcheggio).

Partenza dalla stazione della Circumvesuviana di Torre del Greco con pulmino – navetta alle ore 9,30 per Piazza Luigi Palomba, sede dell’ex Istituto Statale d’Arte e dell’annesso Museo del Corallo.

Visita dell’ex Istituto Statale d’Arte e del Museo del Corallo.
Inoltre per i soci del Tci sarà possibile assistere “in diretta” ad una dimostrazione sulla lavorazione dei cammei che si terrà presso i laboratori d’incisione dell’Istituto d’Arte. L'incisione è, accanto all'oreficeria, un indirizzo 'storico' della scuola. I ragazzi imparano a distinguere e selezionare i diversi tipi di conchiglie in base al progetto. In seguito tagliano e sgrossano la conchiglia scegliendo le parti più idonee alla lavorazione, e cominciano a incidere i diversi strati per ottenere il cammeo secondo il disegno originario. Talvolta si esercitano su materiali meno pregiati, come la cosiddetta pietra di fiume, ma in base alle esigenze progettuali possono scegliere di lavorare anche l'avorio, la madreperla o il corallo (benché il costo di questi materiali non ne consenta un ampio uso). L'aspetto forse più affascinante della lavorazione del cammeo è quello di saper sfruttare i diversi strati della conchiglia scelta per ottenere effetti plastici o cromatici particolari, o delicate velature.
Al termine della visita ritorno con il pulmino – navetta alla stazione della Circumvesuviana di Torre del Greco.

L’Istituto Statale d’Arte di Torre del Greco è uno dei più antichi d’Italia: la “Scuola per la lavorazione del Corallo” fu infatti istituita con Regio Decreto del 23 giugno 1878. Dal 1887 l’Istituto, divenuto “Regia Scuola d’Incisione sul Corallo e di Arti Decorative e Industriali”, estese l’insegnamento alla lavorazione delle conchiglie da cammeo, della tartaruga, dell’avorio, della madreperla, della pietra lavica e delle pietre dure. Vi erano previsti sia corsi diurni che serali e festivi., per agevolare i tanti apprendisti ed artigiani che sceglievano di qualificare la propria produzione anche a scapito di più facili ed immediati guadagni. Dopo diversi riconoscimenti governativi e numerosi accrescimenti di macchinari e materiali (nel 1919 il Ministero delle Colonie donò otto quintali di madreperla eritrea, creando non pochi problemi di spazio!) nel 1924 la scuola passò dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio a quello della Pubblica Istruzione. Nel 1968 divenne Istituto Statale d’Arte e nel 2009 è stato aggregato all’Istituto di istruzione superiore “Francesco Degni” di Torre del Greco.
La scuola è ospitata sin dalle sue origini nel barocco convento annesso alla chiesa del Carmine. Ricostruito nella seconda metà del Seicento dopo che l’eruzione del 1631 aveva distrutto l’originario edificio cinquecentesco, è una delle poche strutture sopravvissute alle devastanti eruzioni che nel 1737 e nel 1794 seppellirono buona parte della città.
Il complesso, recentemente restaurato, si articola intorno all’antico chiostro e ospita al primo piano, oltre ad ambienti riccamente decorati in stucco, il Museo del Corallo, voluto dagli stessi pescatori ed artigiani torresi e inaugurato il 3 aprile 1933 col contributo del Banco di Napoli, dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni.
Nel bel salone che accoglie il Museo, e nelle vetrine disposte lungo i due bracci del loggiato antistante, sono esposti pregevoli esempi di lavori realizzati da studenti e docenti, nonché opere provenienti da donazioni o acquisti, in corallo, madreperla, argento, tartaruga, ardesia, pietra lavica, e numerosi cammei; completano l’allestimento mobili caratterizzati dalla contaminazione di tecniche e materiali (ebanisteria, incisione del corallo e dei cammei, intarsio dei metalli, scultura e tecniche di decorazione). Si segnalano in particolare lavori di scuola trapanese in corallo di Sciacca, di fine Settecento; un’Adorazione dei Magi del 1939, realizzata con la tecnica dell’impiallacciatura in madreperla e conchiglia, come pure la Via Crucis; un gruppo di Cavalieri medioevali in mosaico di “pinna nobilis” (ottenuto da una particolare conchiglia), conchiglie varie e pietra alluvionale su supporto in legno; un cofanetto con Allegorie delle quattro stagioni, in madreperla e corallo, del 1955, ed un’edicola sacra in madreperla e corallo con Madonna con Bambino in trono, del 1960. La scuola ha partecipato a numerose esposizioni nazionali ed internazionali (a Parigi, Saint Louis, San Francisco, Rio de Janeiro, Barcellona, Basilea, Francoforte, Atene, Tripoli, Budapest, Sidney, Berlino, Buenos Aires, New York) fra il 1881 e la Seconda Guerra Mondiale.