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MOSTRA "Viaggio nelle Spire dell'Animo"

Il Movimento Civico PeR Montecassiano organizza una mostra sull’artista Maceratese Maestro d’Arte “Eugenio Cerfoglio”.

La mostra si svolgerà dal 29 luglio al 15 agosto 2015 e sarà ospitata nella Pinacoteca Comunale di Montecassiano “Girolamo Buratto” con apertura al pubblico tutti i giorni dalle ore 18:00 alle ore 22:00, ingresso libero.

Saranno esposte le opere principali dell’Artista tra cui smalti, sculture e bassorilievi.

L’inaugurazione della Mostra si svolgerà il 29 Luglio alle ore 21:15 presso l’Aula Magna del Palazzo dei Priori di Montecassiano alla presenza dell’Artista, del Sindaco Leonardo Catena e del Prof. Lucio Del Gobbo che narrerà la storia del Maestro Cerfoglio.

A cura dello stesso Prof. del Gobbo, sotto una recensione del Maestro.

” Eugenio Cerfoglio ha fatto parte di quella schiera di studenti che frequentarono l’Istituto d’Arte di Macerata, allora si chiamava ancora Scuola d’Arte, tra gli anni ‘50 ’60, quando quella scuola subiva una trasformazione radicale, caratterizzandosi sia per un sapere artigianale impartito da maestri di chiara fama che avevano operato nel mondo del lavoro, ma soprattutto nel seguire un intento dirigenziale di introdurre all’arte nel senso più proprio del termine. Ci fu un rinnovamento, una sterzata decisa verso il nuovo, la guerra, con tutti i suoi traumi e con tutte le sue forzose aperture si era da poco conclusa, una sensibilizzazione verso le nuove correnti artistiche che si affacciavano in quegli anni in Italia e fuori, e verso un modello di militanza che già operava in un ambito neoavanguardistico. Cerfoglio raccolse di quell’insegnamento la parte più concreta, che riproduceva appunto le due situazioni, quella di un sapere tecnico-artigianale e quella di una svolta innovativa e totale riguardo all’arte, pronto a soddisfare le varie committenze che gli giungevano e, al tempo stesso ,scegliendo di essere insegnante e libero artista.

Temperature, tagli con il laser, formatura tridimensionale computerizzata. Come ogni scultore egli considera il lavoro e la fatica parte integrante e valorizzante dell’attività artistica. Nelle opere il tema del lavoro associato alla natura è rappresentato con evidenza dal recupero di strumenti del passato, come le tavole di aratro, i vomeri, i cugni da spaccalegna, le lame taglia-foraggi, i badili, ecc. Essi evocano, nei lavori di Cerfoglio, situazioni relativamente recenti ormai scomparse, ma anche remote, trattandosi di attrezzi restati quasi invariati nel corso dei secoli. Il modo di vivere e di lavorare di Cerfoglio, intimamente connesso con la natura e la campagna dove ha abitato per anni quasi isolato da autentico “Cincinnato dell’arte” è opere appaiono testimonianze che riguardano la storia personale: ritratti e scene che rappresentano scaglie di memoria da custodire.

Le materie che Cerfoglio ha sempre adoperato in scultura le utilizza anche padronanza quelle artigianali apprese e poi insegnate a scuola, come la modellazione plastica con l’uso di argilla, le fusioni “a cera persa” o galva- niche, la lavorazione della pietra e del marmo, non disdegna l’applicazione di tecnologie più avanzate, come la fusione di acciai speciali ad altissime.

La sua attività, ma anche un’indubbia vocazione, lo avrebbero portato, nel tempo, ad esprimersi soprattutto come scultore la scultura è la tecnica che soddisfa visceralmente l’emozione del creare partendo dalla materia – ma anche mettendo a frutto le sue attitudini di pittore, la sua sensibilità di colorista e, naturalmente, la sua perizia nel disegno. In un tale ambito, vasto e privo di steccati, ha così operato evitando scrupolosamente la maniera, ogni leziosità ed estetismo, con un’espressione robusta, sincera e senza equivoci, caparbiamente sua.

Numerosi anche i soggetti di arte sacra: la sacralità nella esperienza artistica ed esistenziale di Cerfoglio ha ed ha sempre avuto un peso notevole. Tale produzione risulta disseminata in numerosi luoghi di culto della regione e della provincia, vanno ricordate le chiese di Pioraco, S. Lorenzo di Fiastra, San Firmano o dei Cappuccini a Macerata, radunarla in un contesto espositivo sarebbe impossibile.

È nella evidenziazione di questa sua volontà che maggiormente si è voluta ordinare la presente esposizione, allineando opere che costituiscono una sorta di “giornale di bordo” di tutta la sua ricerca di un passato tanto fulgido quasi inebetisce l’artista contemporaneo, crea- valori della manualità, oggi sempre più rari, e assecondando una visione nulla concede a una ridondanza accattivante o retorica.

Un lungo periodo Cerfoglio lo ha dedicato a realizzazioni su rame cerami di varia dimensione, usando il rame e colori minerali a base di pietre dure macinate e poi passate al forno a temperature molto elevate, secondo il tipo di colori usati, dal verde al blu cobalto al rosso. Una tecnica antica Longobardi. Il risultato che ne deriva è particolarmente suggestivo perché  risultano brillanti e di effetto cangiante a seconda della luce che vi cade. La materia cromatica così trattata conferisce importanti suggestioni, con modulazioni ed atmosfere dense di mistero, attraversate da squarci di interpretazioni le più varie e personali.

Se, per concludere, potessimo scegliere per l’attività artistica di Cerfoglio un distintivo, un manifesto, indicheremmo la libertà. Essa traspare da tutta la sua opera. Il mito, la storia, l’alchimia, vi si confondono. La irrazionalità dell’arte lo affascina, gli fa sentire lontano il presente, la contemporaneità, storia in parte li trova, ed è per lui un’attività affascinante quella dello scavo, ma dove il desiderio di trovare non riesce, li crea di sua mano, in una com- mistione indistinguibile tra vero e falso, tra realtà e fantasia. Senza modelli precostituiti, in una rappresentazione del tutto autonoma in cui non si di- i generi artistici fondamentali di pittura scultura istallazione ecc., agisce nella sua arte una volontà di riportare il tutto a uno stadio primario universale. Ma in ogni caso prevale un voler comunicare e condividere la gioia e il piacere dell’assoluta libertà che è l’arte: un dichiarare a gran voce l’avventura che essa garantisce, quella appunto di una disinibita ed avvincente sovranità.

I soggetti delle opere sono eterogenei: effetti di dinamismo come di vento o l’uomo, nelle varie epoche e condizioni, con le sue virtù e le sue problematiche, che si dibatte tra sentimenti opposti, di amore ed odio, di vita e di morte. L’umanità vi risulta rappresentata in senso universale, come coin- volta in un’incerta avventura in cui si evidenziano congiuntamente idealità spirituale e pathos esistenziale. Il tempo vi è scandito nei suoi cicli naturali e costituisce esso stesso un elemento di poetica; soprattutto nel rapporto passato-presente si evidenziano un senso di nostalgia e un desiderio di conservazione e di ricordo.